Daily Archive for luglio 19th, 2007

i sacrifici…

adinolfi_big.jpgTempo di sacrifici e di ripensamenti e così, Emma Bonino e Gustavo Selva rientrano nei ranghi e, a malincuore, ritirano le dimissioni annunciate o comunque paventate. A sentir alcune loro dichiarazioni (stamani, per esempio, il senatore di Ambulanza Nazionale provava, alla sua veneranda età, ad arrampicarsi sugli specchi dai microfoni di Radio 24) sembra di aver capito che entrambi abbiano gridato il loro “obbedisco!” dinanzi a superiori motivi, chinando il capo, con encomiabile senso di responsabilità, pur sapendo, come Orazio insegnava, che nescit vox missa reverti. Sono gesti encomiabili, d’inaudito dolore che riportano, inevitabilmente, alla mente le famose dichiarazioni di un ex Presidente del Consiglio mai troppo lodato per il suo alto senso di responsabilità e abnegazione.
Il sacrificio di Mario Adinolfi è un sacrificio che, a ragionarci su un pochino, può essere paragonato ai sacrifici degli illustri politici di cui sopra ed è, comunque, un sacrificio degno del più alto rispetto così come lo è stato quello dell’altro candidato del Pd, quello di punta, che ha persino rinunciato ad andarsene in Africa per amor del partito. Il buon Adinolfi è stato costretto a farlo: difronte ad un “genocidio politico” generazionale (quello dei trentenni o giù di lì ) non è riuscito a trattenersi e così, sprezzante del pericolo, s’è lanciato senza rete (il sacrificio viene prima di tutto) a costo di rimanerci secco. E l’ha fatto. Se Parisi ha “benedetto” il coraggio di Bindi dovrà ricredersi e, nei prossimi giorni, sono sicuro che avrà parole forti e incoraggianti anche per il giovane (super) Mario.
E così la lista dei candidati (o, come meglio sarebbe dire, dei condannati) al Pd (in barba a chi parlava di primarie fasulle) s’allunga (o sarebbe meglio dire s’allarga? ) a dismisura. E, giusto per dire quando il mondo sia crudele, in tutto questo bailamme di sacrificati, c’è ancora chi s’ostina a parlar male dei politici: il solito qualunquista che, con le sue cattiverie, azzarda che la politica sia fradicia e falsa; luogo di serpi e di amoralità dove ognuno pensa solo ai cazzi propri. Nulla di più sbagliato. Qui siamo, letteralmente, sommersi da pii esempi, di gente pronta al martirio, che dimostrano, con forza e rigore, nei fatti, giustappunto il contrario. Anch’io, per esempio, nel mio piccolo, sono un esempio mica da poco: potrei smetterla con questo blog e invece mi sacrifico e continuo a scrivere (anche con questo caldo allucinante). Ma chi te lo fa fare direte voi. Mi sacrifico, rispondo io: indefesso che non sono altro!

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ad personam…

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Il leghista (non è un’aggravante, ma non può essere neanche un’attenuante) Luca Zaia, vicepresidente della regione Veneto, viene beccato a 193 km all’ora (407 euro di multa e ritiro della patente) e pensa bene di partire (senza patente) con una sua iniziativa politica volta a rivedere al rialzo, manco a dirlo, i limiti di velocità sulle strade e le autostrade. È come se uno essendo, chennesò, Presidente del Consiglio e coinvolto in qualche bega giudiziaria decidesse d’introdurre l’impunità delle cinque più alte cariche dello Stato tra le quali il presidente del Consiglio in carica (magari chiamando la legge Lodo Schifani) . Suvvia, vicepresidente, un po’ più di fantasia (e di originalità ) . Fossi in lei, adesso, inizierei a proporre una norma transitoria per poter circolare senza l’«anacronistica» patente. A come non pagare i 407 euro, magari, ci penserei durante le vacanze (giusto per non dar nell’occhio)…

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