Daily Archive for luglio 20th, 2007

adda passà a nuttata…

lavoro_trattative.jpgCosì, come capita oramai da sempre, anche quest’altra trattativa sindacale s’è conclusa alle prime ore dell’alba. Oramai si tratta di un cerimoniale, di una messiscena, ovviamente grottesca perché, in questo caso, coinvolge anche le massime cariche governative.
Nei consigli di fabbrica, un tempo, il trucco funzionava: dava, ai lavoratori, la sensazione che c’era stata un’aspra battaglia tra i rappresentanti sindacali ed i padroni. Trattare fino a notte inoltrata dimostrava, agli occhi degli operai sprovveduti, l’estremo sacrificio dei sindacalisti nelle trattative ed inoltre voleva anche significare che quello che s’era ottenuto era, in effetti, il massimo che si poteva ottenere. Il problema, adesso, è che questa farsa s’è usurata, non produce più lo stesso effetto di un tempo: sappiamo tutti, oramai, che le vere trattative si sviluppano in tempi e in modi molto più lunghi e articolati, con accordi sotto banco, lontani dai riflettori e dai taccuini dei giornalisti e, soprattutto, in ambienti riservati dove, con calma, si stabiliscono priorità e si bilanciano gli equilibri precari. Signori Politici, Sindacalisti e Confindustriali finitela, per cortesia, di considerarci come una massa di babbei. Risparmiatevi la prossima volta, ve lo concediamo, il sacrificio della nottata e iniziate a riunirvi all’alba; così, magari, per il tramonto avrete finito di recitare.

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teledecadenze…

Capitava, un po’ di tempo fa, che per andare in TV occorreva inventare veramente cose strane. Bisognava sudare per quelle due orette di popolarità: l’ingegno e la cultura, allora, venivano messe a dura prova. La platea del Teatro Parioli, ad esempio, ti accoglieva in religioso silenzio se, in seguito ad uno stato comatoso, avevi anche avuto un incontro con uno spirito guida extraterrestre che ti aveva dato il dono di predire il futuro: fingevi di dire cose intelligenti sugli astanti, sul loro avvenire e ti guadagnavi la tua meritata comparsata. E poco importava se Maurizio Costanzo ti prendeva per il culo tutta la serata: eri in TV e tanto bastava.
Poi però, a partire dal Grande Fratello, tutto è cambiato (in peggio). Una sorta di modificazione (anzi, di mortificazione direi) genetica del “comparsatore” televisivo ha fatto si che per un nonnulla (e, certe volte, anche per meno) si potesse stare davanti ad una telecamera, per mesi interi, ad ebetare. Così, se sapevi scorreggiare a comando o (financo) ruttare senza bere birra standotene sdraiato su di un divano fino a prenderne le sembianze, come un moderno camaleonte, riuscivi a diventare famoso (e, certe volte, ci scappava anche l’accoppiamento) ed ereditavi, di diritto, il salotto di Buona Domenica per un’intera stagione televisiva.
Siccome però in Italia siamo tutti un po’ fantasiosi (e, mediaticamente, depravati) anche l’era del Grande Fratello è stata, per così dire, superata e così dai rutti s’è passati, inspiegabilmente, alla cronaca; quella nera. Se, infatti, si aveva culo, appena ti sterminavano la famiglia a colpi di machete, potevi arrivare in televisione da Mentana (che, intanto, aveva soppiantato il Cicciopappa nazionale nella meritoria opera divulgativa del nulla) a dichiarare che, in fondo, non cercavi lavoro perchè, grazie ad alcune amicizie, potevi entrare nel fantastico mondo dello spettacolo.
E così, a furia di spostare l’asticella sempre più in alto, ci si è ritrovati con Fiorani – appena uscito da galera – adottato da Lele Mora (non ho ancora capito il perchè ) che, a mo’ di servizio riabilitativo sociale, va a scontare le sue colpe come cubista nel Billionaire di Briatore da dove minaccia (anche) i pagatori del canone RAI di voler andare a San Remo a cantare.
Cos’è che c’è di strano quindi se un padre di 42 anni passeggiando con la prole alla Stazione Termini di Roma finge di aver perso il figlio di tre anni giusto per «denunciare che l’ex moglie rumena» gliel’ha sottratto? Certo che il tipo è stato un po’ sfigato: l’hanno denunciato ma non l’hanno arrestato. Mi dispiace, veramente, per lui: appena usciva avrebbe potuto sistemarsi economicamente o, al limite, si sarebbe potuto riciclare come scrittore. Peccato.

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