Con la sentenza 29433 della V Sezione Penale della Cassazione, emessa nei giorni scorsi, di fatto è consentito dare del “fascista” ad un qualsiasi politico. Secondo i Giudici della Corte Suprema, infatti, “fascista” non costituisce offesa, ma critica politica, perché il termine fa riferimento ad «un’ideologia ed una prassi politica che è stata in passato propria di molti italiani». Sempre nei giorni scorsi la Cassazione, con la sentenza 27966, ha stabilito, invece, che il “vaffanculo” non è un insulto in quanto «vi sono delle parole e anche frasi che, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune e hanno perso il loro carattere offensivo, prendendo il posto, nel linguaggio corrente, di altre aventi significato diverso che invece vengono utilizzate sempre meno».
Pare, a detta dei soliti malpensanti, che l’onorevole Gianni Alemanno abbia subito recepito le due sentenze ed ha gridato il suo “Vaffanculo, fascista!” al Senatore Gustavo Selva.
I giornali, ad onor del vero, riportano la notizia in modo abbastanza edulcorato, ma il senso, credetemi, rimane quello testé detto: anche a voler essere “politically correct”.
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