Sul cretinismo generale…

proietti01g.jpgC’è stato, in questi giorni, un’aspra polemica consumatasi dietro le quinte (e a colpi di comunicati stampa) del Teatro Brancaccio di Roma: lo storico teatro romano era stato scippato, per poco, a Proieti da Costanzo. Alla fine, però, pare che ci sia stata la rinuncia di Costanzo: una rinuncia praticamente obbligata a furor di popolo, dopo alcuni giorni di immagine in caduta libera (e Dio solo sa quant’è importante per il Cicciopappa nazionale l’immagine, soprattutto la sua).
É bello quando ci riscattiamo, quando dimostriamo a noi stessi di essere ancora immuni dalla contaminazione.
Dicono che il “golpe all’amatriciana” sia stato sventato solo dai romani, ma a leggere i commenti all’intervista pubblicata sul sito Articolo 21 pare evidente che non sono stati solo romani, non è stato solo il mondo del teatro a far quadrato attorno a Proietti, ma tutti coloro che hanno a cuore quel poco di autonomia culturale che ci è rimasta.
Ne avevo parlato pochi giorni fa proprio su questo disordinato blog: in quest’epoca in cui la televisione riesce a fogocitare (e noi a digerire) qualsiasi cosa, in questo periodo in cui, ingordamente, qualsiasi cosa che un tempo era cultura viene triturata, masticata e banalizzata dalla televisione riuscire a strapparle anche un solo grande teatro è una vittoria a dir poco epocale. La rinuncia di Costanzo è stata vista da Veltroni come atto di responsabilità («è un atto di responsabilità – ha dichiarato, a caldo, il sindaco di Roma – e di realismo che per quanto mi riguarda chiude un episodio che ha destato amarezza e preoccupazione» ), per me resta solo una presa d’atto di una resistenza di una piccola parte del nostro paese, oramai stanca e disperata («Molti poco fanno un tanto», amava ripetere Miguel de Cervantes). Se solo ci si impegnasse un poco di più, forse… Perché alla fine, il problema è che continuiamo ad essere troppo pochi, e anche troppo stanchi.
Da sempre penso che quello che ci viene propinato alla TV non sia un caso di evoluzione spontanea ma sia frutto di un disegno scientifico di involuzione controllata: chi sposta l’asticella sempre più in basso vuole un popolo ignorante per poterlo controllare più facilmente («L’ignoranza -scriveva Giordano Bruno – è madre della felicità e beatitudine sensuale» ).
E così ci tocca prender atto che esiste, come ha squisitamente scritto Bocca sull’Espresso di questa settimana, un cretinismo generale in cui prevale la filosofia del “non pensare“: un movimento popolare che fa sbancare i boteghini dei cinema che proiettano i film-panettone, un movimento che rende ricchi personaggi del calibro di Corona o, comunque, di una massa critica (sempre alla ricerca del nuovo) che compra felice le carte telefoniche TIM (quelle ultime dello spot di De Sica & famiglia) perché ha bisogno di spedire 500 SMS (dico cinquecento messaggini) al giorno (dico e sottolineo al giorno).
Il non pensiero dovrebbe essere quello della “leggerezza della vita” che ti esime dal chiederti il perché delle cose: come a dire che sono stato nei Caraibi perché ho sfogliato il catalogo di Francorosso…

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2 Responses to “Sul cretinismo generale…”


  • chi sposta l’asticella sempre più in basso vuole un popolo ignorante per poterlo controllare più facilmente

    Come non essere daccordo con te. :happy:

  • Condivido in pieno, ma mi dici una cosa cìentra solo Costanzo in questo?direi proprio di no! Secondo me era uno dei pochi che faceva una televisione meno spazzatura, o comunque se la faceva affiancava qa quest’ultima qualcosa di interssante!Quando si parla di Costanzo diventi come l’oggetto delle tue pesanti critiche, cioè Beppe Grillo , accusato da te di criticare , sparare a zero sempre sulle stesse cose e le stesse persone.Non mi dire che anche il caldo di questi giorni è colpa di Costanzo.

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