I roghi Italiani…

peschici.JPGOgni anno è la stessa storia: appena arriva il caldo, in Italia scoppiano gli incendi. E mentre l’Italia brucia, i giornali ci chiedono d’inviare le nostre foto (ma anche i video, chiaramente) alle redazioni online e continuano a chiamare i criminali, responsabili di questi incendi, “piromani” (come a voler definire cleptomane chi rapina le banche). È una continua istigazione all’imbecillità. Ma non è tutta colpa dei giornali. Il WWF ci informa che, stranamente, sono le oasi naturali ad essere più colpite (in tre settimane sono state distrutte 4.500 ettari di aree protette) eppure continua a pubblicizzare, sul suo sito, una serie di raccomandazioni che il cittadino comune dovrebbe rispettare quasi come se la responsabilità degli incendi fosse da imputare tutta al turista distratto che getta una sigaretta nel bosco (accidere ex una scintilla incendia passim).
Perché bruciano i parchi? Sicuramente non per autocombustione. I parchi bruciano perché da parchi protetti non servono a nessuno, se non ai pochi amanti della natura. Eliminati i fastidiosi alberi, anche nei parchi si potrà gettare cemento, o costruire centrali, inceneritori, o scavare discariche senza che la gente s’indigni: «il rogo del Gargano - denuncia il WWF - è un disastro annunciato. La penisola pugliese sta subendo un’aggressione cementizia senza interruzione che non va considerata avulsa dagli eventi drammatici di questi giorni. E’ noto che il fuoco, quasi sempre, serve a sgomberare il campo da alberi, o altri fastidiosi impedimenti naturali, a vantaggio di nuovi alberghi, ville o pascoli». È vero che la legge (n. 353 del 2000, art. 10) ) prevede che i terreni bruciati da un incendio non possano avere una destinazione diversa da quella precedente ma è anche vero che questo divieto è valido solo se la zona è stata censita come “percorsa dal fuoco” nel catasto comunale. Purtroppo, secondo uno studio fatto da Legambiente e dalla Protezione Civile, solo il 24% dei comuni italiani «realizza il catasto delle aree percorse dal fuoco». Il che significa che per il restante 76% dei comuni il deterrente dell’inutilizzabilità del terreno è un’arma inefficace.
Vogliamo davvero salvare il paese dal fuoco? Bene, che si indaghi su chi da quel fuoco si arricchirà o, comunque, su chi, pur avendo gli strumenti per farlo, non mette in atto serie politiche anti-incendio. Altro che demonizzare (o comunque cercare di sensibilizzare) chi lascia cadere le cicche di sigarette a terra…

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2 commenti

  1. Pubblicato 26 Luglio 2007 alle 14:57 | Permalink

    Condivido pienamente. E una volta beccati questi disgraziati li metterei al rogo (tanto per restare in argomento).

  2. signoradicampagna
    Pubblicato 26 Luglio 2007 alle 20:45 | Permalink

    bravo, bravissimo. ciao

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