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	<title>Commenti a: &#8230;le &#8220;cose buone&#8221;: quali?</title>
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	<description>versione 2.0</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 12:04:59 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ufficio stampa</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4282</link>
		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 15:48:22 +0000</pubDate>
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		<description>Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura
 
Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico 
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali 
 

Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone. 

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più  al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura</p>
<p>Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico<br />
Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali </p>
<p>Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it <a href="http://www.italymedia.it" rel="nofollow">http://www.italymedia.it</a> e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone. </p>
<p>Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più  al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.</p>
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		<title>Di: Maurizio Silvestri</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4113</link>
		<dc:creator>Maurizio Silvestri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 07:34:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ah ecco.
Allora non mi era sfuggito nulla: siamo al solito blaterare ma di cose concrete zero. Era quanto sapevo.

&lt;blockquote&gt;se si fosse voluto veramente incentivare il passaggio al tempo indeterminato sarebbe bastato introdurre meccanismi premiali per chi effettua la trasformazione e disincentivi economici contro la reiterazione dei contratti stipulati con lo stesso lavoratore&lt;/blockquote&gt;

QUOTO al 100%

Ma...sai, non possono fare cose realmente di Sinistra, primo perché non lo sono (Rutelli dice ai cattolici non scappate, che il PD non è lontano da voi), secondo perché sono troppo impegnati ad accontentare tutti (sindacati, confindustria, riformisti, conservatori, cattolici,...).

E come fai ad incentivare veramente i lavori a tempo indeterminato senza dare fastidio alla confindustria?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah ecco.<br />
Allora non mi era sfuggito nulla: siamo al solito blaterare ma di cose concrete zero. Era quanto sapevo.</p>
<blockquote><p>se si fosse voluto veramente incentivare il passaggio al tempo indeterminato sarebbe bastato introdurre meccanismi premiali per chi effettua la trasformazione e disincentivi economici contro la reiterazione dei contratti stipulati con lo stesso lavoratore</p></blockquote>
<p>QUOTO al 100%</p>
<p>Ma&#8230;sai, non possono fare cose realmente di Sinistra, primo perché non lo sono (Rutelli dice ai cattolici non scappate, che il PD non è lontano da voi), secondo perché sono troppo impegnati ad accontentare tutti (sindacati, confindustria, riformisti, conservatori, cattolici,&#8230<img src="http://www.raucci.net/wp-includes/images/emoticons/yahoo3.gif" class="wp-smiley" />.</p>
<p>E come fai ad incentivare veramente i lavori a tempo indeterminato senza dare fastidio alla confindustria?</p>
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		<title>Di: raucci</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4093</link>
		<dc:creator>raucci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 07:24:46 +0000</pubDate>
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		<description>A mio avviso quella della riforma della legge Biagi altro non è se non la &lt;strong&gt;classica montagna che ha partorito il topolino&lt;/strong&gt;. Si è decisa l'abolizione del J&lt;em&gt;ob on call&lt;/em&gt; e dello &lt;em&gt;staff leasing&lt;/em&gt; (ma su questo istituto ci potrebbero essere dei ripensamenti) anche se in realtà queste forme di lavoro non erano mai decollate veramente. C'è però un punto dell'accordo nel quale &lt;strong&gt;l'avversione ideologica&lt;/strong&gt; di alcune parti della sinistra e del sindacato potrebbe ritorcersi contro gli stessi lavoratori: &lt;strong&gt;le imprese non potranno più proporre contratti a tempo determinato a lavoratori che abbiano già operato nelle medesime condizioni per 36 mesi&lt;/strong&gt;. Ti lascio questo &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?currentArticle=F5APD&#038;articleFormat=jbig2" rel="nofollow"&gt;link&lt;/a&gt; per approfondire l'argomento; a me resta solo da dirti che se si fosse voluto &lt;strong&gt;veramente&lt;/strong&gt; incentivare il passaggio al tempo indeterminato sarebbe bastato introdurre meccanismi premiali per chi effettua la trasformazione e disincentivi economici contro la reiterazione dei contratti stipulati con lo stesso lavoratore. Ma si sa, la semplificazione non è cosa di questo mondo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio avviso quella della riforma della legge Biagi altro non è se non la <strong>classica montagna che ha partorito il topolino</strong>. Si è decisa l&#8217;abolizione del J<em>ob on call</em> e dello <em>staff leasing</em> (ma su questo istituto ci potrebbero essere dei ripensamenti) anche se in realtà queste forme di lavoro non erano mai decollate veramente. C&#8217;è però un punto dell&#8217;accordo nel quale <strong>l&#8217;avversione ideologica</strong> di alcune parti della sinistra e del sindacato potrebbe ritorcersi contro gli stessi lavoratori: <strong>le imprese non potranno più proporre contratti a tempo determinato a lavoratori che abbiano già operato nelle medesime condizioni per 36 mesi</strong>. Ti lascio questo <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?currentArticle=F5APD&#038;articleFormat=jbig2" rel="nofollow">link</a> per approfondire l&#8217;argomento; a me resta solo da dirti che se si fosse voluto <strong>veramente</strong> incentivare il passaggio al tempo indeterminato sarebbe bastato introdurre meccanismi premiali per chi effettua la trasformazione e disincentivi economici contro la reiterazione dei contratti stipulati con lo stesso lavoratore. Ma si sa, la semplificazione non è cosa di questo mondo&#8230;</p>
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		<title>Di: Maurizio Silvestri</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4092</link>
		<dc:creator>Maurizio Silvestri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 06:48:50 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, non mi sembra una cattiva idea. Anzi, sono in molti a chiederlo da tempo. Ma sono solo parole o hanno fatto già qualcosa che nel frattempo mi è sfuggita?
No, perché io ormai non mi fido più di nessuno di loro...
E' ovvio che abbattere la legge 30 è solo il primo passo che da solo non serve a nulla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, non mi sembra una cattiva idea. Anzi, sono in molti a chiederlo da tempo. Ma sono solo parole o hanno fatto già qualcosa che nel frattempo mi è sfuggita?<br />
No, perché io ormai non mi fido più di nessuno di loro&#8230;<br />
E&#8217; ovvio che abbattere la legge 30 è solo il primo passo che da solo non serve a nulla.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: raucci</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4084</link>
		<dc:creator>raucci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 11:28:26 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna proseguire, dice la risoluzione, "in coerenza con il programma", nel realizzare una riforma delle leggi sul lavoro, "a partire dalla legge 30/2003 (la Biagi, ndr) e dai decreti che moltiplicano le tipologie precarizzanti". È necessario quindi "promuovere, come forma normale di occupazione, il lavoro a tempo indeterminato, riducendo le forme di lavoro flessibile, che non possono costare meno di quello stabile, e le forme di lavoro a termine".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna proseguire, dice la risoluzione, &#8220;in coerenza con il programma&#8221;, nel realizzare una riforma delle leggi sul lavoro, &#8220;a partire dalla legge 30/2003 (la Biagi, ndr) e dai decreti che moltiplicano le tipologie precarizzanti&#8221;. È necessario quindi &#8220;promuovere, come forma normale di occupazione, il lavoro a tempo indeterminato, riducendo le forme di lavoro flessibile, che non possono costare meno di quello stabile, e le forme di lavoro a termine&#8221;.</p>
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		<title>Di: Maurizio Silvestri</title>
		<link>http://www.raucci.net/2007/07/31/le-cose-buone-quali/#comment-4082</link>
		<dc:creator>Maurizio Silvestri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 08:22:33 +0000</pubDate>
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		<description>Quando ho sentito quel discorso di Veltroni ho pensato esattamente alla stessa cosa che hai scritto nel titolo di questo post. Non ho capito però questa cosa:

&lt;blockquote&gt;mettendo fuori legge le forme di lavoro flessibile ... è una strategia che provocherà (è inevitabile che sia così ) un aumento del sommerso&lt;/blockquote&gt;

stiamo parlando dei 'lavori atipici'? (li hanno banditi???)

No, perché secondo me la legge Biagi è stato un vero disastro. Il sommerso lo si elimina garantendo un lavoro a chi lo cerca. Ma il discorso è lungo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho sentito quel discorso di Veltroni ho pensato esattamente alla stessa cosa che hai scritto nel titolo di questo post. Non ho capito però questa cosa:</p>
<blockquote><p>mettendo fuori legge le forme di lavoro flessibile &#8230; è una strategia che provocherà (è inevitabile che sia così ) un aumento del sommerso</p></blockquote>
<p>stiamo parlando dei &#8216;lavori atipici&#8217;? (li hanno banditi???)</p>
<p>No, perché secondo me la legge Biagi è stato un vero disastro. Il sommerso lo si elimina garantendo un lavoro a chi lo cerca. Ma il discorso è lungo&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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