E così Lorenzo Cesa prova, a modo suo, a metter una bella pezza sulla scappatella dell’onorevole Mele e chiede l’indennità coitale per i parlamentari che tengono famiglia lontana. La proposta, diciamolo subito, è talmente ridicola (e ridicolizzabile) che il casto Buttiglione e il suo gelatino possono ritenersi cosa superata (e di molto).
É chiaro che sulla proposta potremmo stare qui a cazzeggiare per ore: potremmo suggerire ai nostri parlamentari, ad esempio, di aggiungere, nella prossima finanziaria, le spese per l’ingaggio di un pusher che procuri loro cocaina pura per evitare che le loro mignotte si sentano male o, perché no, indire un concorso pubblico per reclutare un numero sufficientemente adeguato di zoccole d’alto borgo tutte fidate e (ovviamente) certificate.
Ma, volendo ritornar seri (per quant’è possibile), è così difficile per i nostri parlamentari rendersi conto dell’abissale distanza che li separa dalla gente? è così difficile intuire che ogni loro parola su se stessi (sul proprio stipendio, sui propri privilegi e sulle proprie abitudini più o meno sregolate) rischia, solamente, di accentuare quel senso di repulsione e di disprezzo nei confronti loro e della politica in generale?
E dire pure che, oramai, non occorre neanche più scendere per strada, tra la gente, per capire cos’è che il paese pensa di loro: i dati di vendita di questo libro o gli accessi giornalieri a questo blog possono essere più che sufficienti per farsi un’idea dell’andazzo generale…
UDC, Cesa, Mele, Parlamento, sesso, la casta, Beppe Grillo, blog










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8 commenti
Le prostitute sono altre vitime di questi ignobili carnefici.
Distantissimi Biagio! Sono ormai in un altro pianeta e secondo me non sanno nemmeno più a che distanza si trovano dal mondo reale!
E’ vero Gigi: sono talmente distanti che oramai neanche più li riusciamo a seguire. Pensa: per vincere la solitudine il deputato dell’Udc che cosa ha fatto ? Non è andato al cinema, non uscito per andare a mangiare qualcosa alla sagra di paese, in un McDonald’s come farebbe un normale cittadino in preda alla malinconia. No, il deputato si è organizzato una bella seratina in un prestigioso Hotel di Roma con due belle prostitute e con tanto di alcool e cocaina. Io ho come il presentimento che la minchiata (perchè di questo si tratta) di Cesa potrebbe servire a far si che la prossima volta il Mele di turno invece di due prostitute se ne potrà permettere quattro con doppia dose di coca naturalmente perchè soddisfare quattro donne in una volta sola non è cosa semplice. Lo ripeto: in tutte questa storia (”boccaccesca” come dicono i giornali) non fa sorridere il comportamento del deputato (libero di fare tutto ciò che ritiene), ma la dichiarazione del pregiudicato Cesa.
Cesa è uno che ha patteggiato. Non dimentichiamolo!
E pensa che Casini non lo ha “censurato”, ha solo detto il problema (dell’indennizzo per le troie) non si pone, non c’è proposta.
Bravo, continua a tenerti questi campioni in squadra!
Ma - come direbbe Tonino Di Pietro - Cesa è, tecnicamente, sempre un pregiudicato, i.e. una persona che ha già subito una o più condanne penali o misure di sicurezza personali.
Per l’ultima risposta di Biagio: clap clap
@Alfredo: basta nominare Di Pietro che ti trovo subito d’accordo
Eppure a me Mele è simpatico, uno così pieno di difetti mi piace da morire, solo che doveva fare un’altro mestiere non venirci a raccontare cazzate come parlamentare.
ciao biagio