Ventisette anni fa, alle 10.25, nella sala d’attesa della Stazione di Bologna Centrale esplose un ordigno contenuto in una valigia abbandonata. Ottantacinque persone rimasero vittime di quell’atto terroristico. I feriti furono più di duecento. Quel vile atto, ancora oggi, non ha paternità: da ventisette anni gli italiani (quelli perbene) aspettano, invano, di conoscere i nomi dei mandanti.
Daily Archive for agosto 2nd, 2007
Cose da non crederci. Sarà (forse) il caldo, il clima scanzonato delle vacanze ma a legger certe notizie apparse nei giorni scorsi sui quotidiani non si può far altro che pensare, in tutta sincerità, che stiamo vivendo una farsa.
In un Paese oramai allo stallo e avvitato, irrimediabilmente, su se stesso non ci facciamo mancare proprio nulla e così, tra un festino hard di un onorevole cattolico e un ridicolo test antidroga organizzato davanti alla Camera, ci tocca leggere anche che il presidente del Consiglio è talmente disperato da chiedere aiuto alla Chiesa nella lotta all’evasione fiscale.
Intervistato, infatti, da «Famiglia Cristiana» (qui c’è l’intervista), il professore ha dichiarato: «Un terzo degli italiani evade. È inammissibile. Per cambiare mentalità occorre che tutti, a partire dagli educatori, facciano la loro parte, scuola e Chiesa comprese. Perché, quando vado a Messa, questo tema non è quasi mai toccato nelle omelie? Eppure ha una forte carica etica.[...]». Se abbiamo capito bene, Prodi vorrebbe appaltare alla Chiesa una massiccia campagna di sensibilizzazione condotta a colpi di estenuanti omelie domenicali, contro gli evasori fiscali: li dove Visco non può, s’invoca Dio. Siamo, veramente, alla frutta (anzi, siamo oltre: qui il pranzo è, praticamente, già finito): se il reato di evasione non è più socialmente deprecabile, forse lo è il peccato. Complimenti: un bel passo in avanti nel segno della laicità dello Stato. Magari – potremmo suggerire noi – al Ministero delle Finanze la prossima volta, prima del condono fiscale, potranno tentare, in extremis, con il sacramento della Santa Confessione o con una ferma minaccia di scomunica per chi evade.
Questa classe politica, sempre più debole e sempre più incapace di decidere, non sa più, veramente, cosa fare: s’aggrappa financo alle sottane dei prelati per salvaguardare la poltrona («Io non me ne vado» è il titolo, eloquente, che il giornale cattolico ha scelto per l’intervista al premier).
E così s’invita la Chiesa a metter becco non solo sui temi della bioetica ma anche su quelli della politica fiscale. Pagare le tasse, sostiene Prodi, è «questione etica»: non è forse lo stesso Gesù in persona – lo racconta il discepolo Marco – che diceva agli ebrei: «Rendete a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio»? In realtà – e sono in tanti a pensarla così – con una pressione fiscale oltre il 42%, dal punto di vista etico (ma, soprattutto, dal punto di vista dell’utile, sia individuale che collettivo), sarebbe più giustificabile l’evasione che il pagamento delle tasse.
Per il momento dal Vaticano ha risposto solo (mi rifiuto di considerare “ufficiale” la ridicola dichiarazione di don Gianni Baget Bozzo) Monsignor Domenico Calcagno, segretario dell’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio della Santa Sede: «certamente concordo con Prodi, che bisogna pagare le tasse» ha detto salomonicamente il porporato, aggiungendo però che «la Chiesa si è occupata più volte di questo tema» (ci avremmo giurato, chiosiamo noi).
S’allarga, dunque, il fronte di lotta per chi intende battersi in difesa della laicità dello Stato: non solo, dunque, i temi bioetici ma anche quelli fiscali saranno, di fatto, argomenti su cui la vasta schiera dei propagandisti dell’ideologia dello Stato etico si sentirà in dovere di metter becco. «Ite missa est – sentiremo, a breve, dai pulpiti delle chiese affollate – e, mi raccomando, non scordate di pagare l’Irpef»…
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