…il fatto non è che tra i preti ci sono troppi pedofili, ma che tra i pedofili ci sono troppi preti.
versione 2.0
…il fatto non è che tra i preti ci sono troppi pedofili, ma che tra i pedofili ci sono troppi preti.
Finalmente sono riuscito a leggere l’inchiesta di copertina dell’Espresso di questa settimana: «L’altra casta». L’accurato lavoro di Stefano Livadiotti e il commento di Bernardo Giorgio Mattarella mettono, finalmente, a nudo lo strapotere dei sindacati, in larga misura parassitario delle risorse della comunità: si passano in rassegna – come recita il sommario – privilegi, carriere, stipendi e fatturati da multinazionale. Molte cifre. Molti fatti concreti. «I numeri racconterebbero come le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si siano trasformate in autentiche macchine da soldi. Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione».
Fatturati miliardari; bilanci segreti; uno sterminato patrimonio immobiliare; organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. Un bel quadretto rassicurante da cui emergono i principali meccanismi di finanziamento, i rispettivi gettiti, e la loro origine: tutti, più o meno, derivati da privilegi e da posizioni di monopolio elargite dalla politica con la complicità di Confindustria.
Appena uscito il numero, subito quest’«altra casta» si è precipitata ad indignarsi con interviste a destra e manca di Epifani, Bonanni e di studiosi come Gallino. Per entrare nel merito e eventualmente smentire? Assolutamente no. Gli illustri intervistati si son tenuti ben lontani dal controbattere i fatti; hanno soltanto denunciato il «complotto», l’«operazione a freddo», il «tentativo di mettere alla gogna le istituzioni»: di tutto hanno parlato (scomodando paroloni come democrazia e rappresentanza), qualsiasi interpretazione dietrologica è stata formulata ma dei fatti contestati nulla. Ma scusate: è così difficile parlare su quanto è stato denunciato? Non sarebbe il caso che si parlasse di quanto sta scritto? L’ennesima dimostrazione – se ce ne fosse stato bisogno – che in Italia, oramai, non c’è più l’abitudine di commentare i fatti. I fatti non contano. Il problema è sempre altrove e – cosa interessantissima da notare – c’è sempre sotto un complotto. Oramai tutti complottano contro tutti: giudici, giornalisti, preti, politici. Sua emittenza Berlusconi con la sua battaglia contro la magistratura rossa ha fatto scuola e, da quello che leggo, ha avuto molti seguaci. Anche nelle file avversarie.
L’altra casta, l’Espresso, Sindacati, privilegi, interviste, complotto, Stefano Livadiotti
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