i due minchioni…

Giancarlo GentiliniSe si fossero messi d’accordo, quasi sicuramente, non ci sarebbero riusciti. Eppure ieri abbiamo letto due stronzate proferite, nella stessa giornata, da due esponenti della politica estremista italiana (uno di destra e l’altro di sinistra) in pieno rispetto della par condicio.
Ha iniziato l’ex sindaco di Treviso, il leghista (e tanto basta) Giancarlo Gentilini: «Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni - ha detto ai microfoni di Rete Veneta - devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili».
Per non esser da meno, sul versante opposto, il deputato di Rifondazione (nonché ex leader dei Disobbedienti), Francesco Caruso, ha accusato Tiziano Treu e Marco Biagi - padri di due diversi provvedimenti legislativi sulla flessibilità - di essere “gli assassini” dei due giovani morti sul lavoro, in questi giorni, a Mugnano e Bolzano.Francesco Saverio Caruso Ha dichiarato Caruso: «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro».
È inutile dire che entrambe le dichiarazioni hanno provocato una valanga di proteste (nel caso di Caruso è intervenuto financo il capo dello Stato) e di dissociazioni da parte anche degli stessi alleati delle rispettive coalizioni che, chiaramente, si sono limitati esclusivamente al dissenso senza, però, tirarne le logiche conseguenze: tutti si limitano a stigmatizzare il comportamento dei due ma, obtorto collo, quando la bufera si sarà placata, saranno disposti a stare sotto lo stesso tetto e a subirne i ricatti politici pur di rimanere al potere (ed è questo il caso di Caruso) o per cercare di riconquistarlo (ed è questo il caso di Gentilini). Sono i miracoli della legge proporzionale; sono le dirette conseguenze delle liste partorite dai partiti: in un collegio uninominale questi due ceffi prenderebbero, al massimo, il voto dei loro stretti familiari!
In un simile contesto, con le attuali coalizioni che altro non sono se non un aggregato disordinato e disomogeneo di ideologie più o meno incompatibili (semplici numeri per poter cercare di governare) è inutile cercare di pensare di ristrutturare partiti o farne nascere altri: qui occorre stravolgere questo sistema elettorale e (ri)dare ai cittadini la possibilità di eleggere il singolo individuo come rappresentante. Pensare di avere nel Parlamento un teppista da quattro soldi come Caruso (o, un giorno, uno xenofobo, razzista, omofobo e ottuso come Gentilini) che con il suo voto può influenzare la politica di questo Paese è angosciante: in un Paese civile uno come Caruso sarebbe stato dichiarato incompatibile con la carica di “onorevole”; al limite sarebbe potuto entrare in Parlamento (insieme a Gentilini, in veste di suo primo aiutante) come addetto della pulizia dei cessi (magari, per contrappasso, Gentilini sarebbe stato incaricato di pulire quello di Luxuria voluto, per decreto, dalla Gardini). In un Paese civile, appunto.

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4 commenti

  1. Pubblicato 10 Agosto 2007 alle 08:54 | Permalink

    pulizia etnica

    ma è scemo questo signore?????

    sono d’accordo con te quando dici che quel signore uno xenofobo, razzista, omofobo e ottuso… Peccato che persone come queste occupino delle posizioni in cui potrebbero far tanto bene e invece è tutto il contrario…

  2. Pubblicato 10 Agosto 2007 alle 16:07 | Permalink

    due esempi di braccia sottratte all’agricoltura… con tutto il rispetto per gli agricoltori!

  3. Pubblicato 10 Agosto 2007 alle 19:47 | Permalink

    A me Gentilini non fa né paura né schifo. Mi fanno paura e schifo la maggioranza dei trevisani che continuano ad eleggerlo.

  4. Alfredo
    Pubblicato 10 Agosto 2007 alle 22:49 | Permalink

    pepenero hai offeso gli agricoltori!

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