Daily Archive for agosto 28th, 2007

a muso duro…

veltroni.jpgIntervista pregna di contenuti quella rilasciata, stamani, da Walter Veltroni ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera.
Senza dubbio alcuno il passaggio più intrigante e, al contempo, shoccante dell’intervista è quello in cui il candidato favorito alle primarie del Pd, per dimostrare quanto lui sia «tosto», dichiara la sua ferma ostilità nei confronti dei pedofili («Occorre essere molto duri – si legge nell’intervista – e molto severi: l’effettività della pena dev’essere una cosa seria» ). Sticazzi: Veltroni è contro i pedofili! Che coraggio, mamma mia.
Ma il tosto Walter, proprio per dimostrare a tutti che lui veramente ci sa fare va oltre, rompe gli schemi, e se la prende, nientepopodimeno che, anche con i truffatori e gli incendiari. Incredibile.
Inutile dire che nelle prossime interviste che il sindaco di Roma vorrà rilasciare ci aspettiamo, come minimo, una dura e precisa presa di posizione contro gli stupratori, i dirottatori ed i borseggiatori.
Grande Walter: tu si che ci sai stupire. Sempre.

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quel che resta di Bossi…

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Ieri l’altro voleva prendere il fucile, poi ci ha ripensato ed ha ripiegato verso un’altra forma di lotta cruenta: lo sciopero del lotto
Sono notizie sconvolgenti, che ti segnano l’esistenza. Soprattutto perché non mi ero ancora ripreso dall’idea di dover rinunciare, per qualche giorno, ai carboidrati della pasta.
Consiglio, sulla ruota di Milano, un bel terno secco: 61 (‘o Cacciatore), 14 (‘o ‘Mbriaco) e 23 (‘o Scemo)…

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la facile strumentalizzazione di un dramma familiare…

Un po’ di tempo fa, all’Ospedale San Paolo di Milano, nel corso di un’interruzione selettiva di gravidanza gemellare, è stato fatto un errore tecnico, «una fatalità» che ha subito scatenato, appena se ne è avuta notizia, la rivolta del mondo cattolico.
Non sorprende – e perché mai dovrebbe – che i soliti professionisti della mistificazione si siano buttati a capofitto sulla vicenda cercando di strumentalizzare il triste accaduto: siamo onesti, anche la propaganda laicista avrebbe agito allo stesso modo se, tanto per dirne una, un treno di fedeli diretto a Lourdes fosse deragliato.
E così, come squali eccitati dal sangue, corrono veloci a farsi intervistare il solito Volontè e la casta Binetti entrambi intenti a trasformare l’indignazione per un errore tecnico in una sponda ideale per reintrodurre il dibattito – mai del tutto assopitosi – sulla revisione della legge 194. A dar man forte al fronte dei mistificatori arriva, puntuale, l’intervento dell’Osservatore Romano che grida, indignato, il suo «non avete diritto». Un diritto che, a certe condizioni e in certe circostanze, invece, è bene ricordarlo, c’è perché – ed è la legge laica di questo Stato che lo stabilisce – è il bene della donna ad essere prioritario rispetto a quello dell’embrione. Diciamolo subito e senza remore: tutto quello a cui stiamo assistendo in queste ore è solo una grande strumentalizzazione. Lo scopo di questo attacco subdolo è evidentissimo: garantire all’embrione per legge – anzi, attraverso l’abrogazione di una legge già esistente – una priorità assoluta anche quando – ad esempio – questi è il frutto di uno stupro o, tanto per dirne un’altra, quando il progredire della gravidanza farebbe peggiorare un cancro nella mamma. Secondo questi pii benpensanti il dovere della madre è fare, sempre e comunque, ciò che esige l’embrione. Assecondare questa logica vuol dire, inevitabilmente, far saltare il vigente sistema delle condizioni e dei limiti (magari provando, com’è stato fatto per la fecondazione assistita, a limitare, dapprima, la diagnosi prenatale) giocando sull’emotività dei tristissimi fatti di cronaca e nascondendosi dietro all’ipocrisia delle parole. Usare la parola “eugenetica” (come ha fatto la senatrice Binetti) in maniera strumentale, per creare polemica, è un atto di vile condizionamento psicologico, strumentale e terroristico perché, diciamolo francamente, tutti gli aborti terapeutici sono eugenetici. Avere un bambino sano è un diritto sacrosanto, rivendicato dalle donne: un diritto di salute. Soprattutto poi, come in questo caso, quando la scelta, difficilissima, è fatta proprio per garantire (e favorire) la crescita all’altro bambino. Non ha senso – ed in questo concordo assolutamente con quanto scritto qui da Ivan – stare li a parlare cercando di giudicare o, peggio ancora, cercando di addossare la colpa al medico o ai genitori quasi come se si stesse parlando del delitto di Cogne: la scelta, dolorosissima, dei genitori di quei gemelli non può essere stata una scelta fatta a cuor leggero. Soprattutto perché, in un paese cattolico, scelte come queste – che cadono nella sfera del libero arbitrio – sono una prova dura sempre e comunque. Per chiunque.

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