Daily Archive for settembre 1st, 2007

vù lavà…

lavavetri02G.jpg«É vietato su tutto il territorio comunale l’esercizio del mestiere girovago di “lavavetri” sia sulla carreggiata che fuori di essa». Così si legge nell’ordinanza numero 774 del 25 agosto 2007, a firma dell’assessore fiorentino Graziano Cioni. In base a quest’ordinanza (che ha fatto e continua a far discutere) il Sindaco di Firenze ha vietato l’esercizio del mestiere di lavavetri sull’intero territorio comunale, punito fino al 30 ottobre 2007 ai sensi dell’articolo 650 c.p. con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206 e con «il sequestro delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell’attività e della merce».
«Sarebbe stato meglio – ha dichiarato Prodi – iniziare dai writer e dai posteggiatori abusivi», mentre per Rosy Bindi il problema non si risolve colpendo i più deboli; vittime più che trasgressori. «Potremo toglierli dalla nostra vista – ha, infatti, dichiarato la candidata alla guida del Pd – ma non li avremo liberati e non gli avremo restituito la libertà».
Ognuno, in sostanza, dice la sua: da Prodi a Bertinotti, da Veltroni a Giuliano Amato e al suo modello Giuliani. Insomma, pare che finalmente anche il centrosinistra si sia posto la questione dell’insicurezza e della legalità: temi, fino ad oggi, inspiegabilmente lasciati alla destra degli “sceriffi” quasi come se fossero argomenti appannaggio solo di una parte politica piuttosto che patrimonio di tutti. Pur rispettando le posizioni di coloro che vedono nell’iniziativa del Sindaco di Firenze sui lavavetri un attacco «agli ultimi», alla catena più debole, personalmente mi riesce difficile sopportare chi, in nome dei deboli, giustifica tutto e tutti: se un debole commette un reato, vìola le regole e va, di conseguenza, considerato al pari degli altri. A prescindere dal suo stato sociale.
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino ha affermato: «A Firenze non hanno altro cui pensare». Una risposta critica che vorrebbe sottolineare il fatto che i problemi legati alla camorra sono decisamente molto più importanti di quelli che danno i lavavetri. E certo che è così; le leggi, non a caso, prevedono delle sanzioni in proporzione agli eventuali reati commessi: chi lava il vetro di una macchina non può essere equiparato – e non mi sembra che sia questo lo spirito dell’ordinanza di Cioni – a uno che vende le sigarette di contrabbando o a uno spacciatore così come un pirata della strada non può essere equiparato ad uno che non indossa il casco sul motorino. Mi dispiace – è umano – che si puniscano padri che per sfamare i figli vendono le sigarette di contrabbando (c’era a Napoli, e forse c’è ancora, un posteggiatore “abusivo” che giustificava il suo “lavoro” dicendo che l’alternativa sarebbe stata quella di andare ‘a rubbare) ma se questi commettono un reato (e lo commettono) vanno puniti. Se poi – come può accadere – alle spalle di questi diseredati prospera il racket occorre, è innegabile, colpirlo e sradicarlo ma non si può, a mio avviso, sostenere che bisogna prendere solo gli sfruttatori e trattare i lavavetri come vittime. C’è, nel paese, una domanda di sicurezza ( Il Corriere della Sera e la Repubblica hanno chiesto sui loro portali, com’è oramai consuetudine, l’opinione dei loro lettori sul provvedimento contro i lavavetri di Firenze ed hanno ottenuto risposte favorevoli: percentuali – come si dice – bulgare) che non può essere elusa ed è compito della classe politica (a prescindere dal colore) dare risposte complessive ed efficaci. Anche a costo di ammazzare i “valori della sinistra”.

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