Daily Archive for settembre 6th, 2007

Ruini: «sarebbe meglio che questa legge non ci fosse»…

ruini.jpg«Non solo lecito, ma doveroso» rivedere la legge 194: lo ha detto il card. Ruini ieri l’altro, a Frascati, dove ha tenuto una conferenza-catechesi per la Summer School della fondazione Magna Charta del senatore forzista Gaetano Quagliariello.
Il Cardinale, con il suo intervento, ha sparato una nuova e vigorosa bordata contro la 194 già, duramente, sotto attacco. Articolando meglio il suo pensiero, il vicario del Papa nella diocesi di Roma ha affermato che: «Per un credente sarebbe meglio che questa legge non ci fosse, ma c’è» e, poi ha subito aggiunto che «non c’è una situazione culturale e politica per la sua abrogazione».
La richiesta (anzi l’obbligo) di cambiare la legge (o, se volete, di sottoporre la legge ad un «tagliando» ) avviene in nome non già del magistero della Chiesa (per il quale «sarebbe meglio che questa legge non ci fosse» ) ma in nome della scienza perchè la materia «risente di una grande trasformazione – sono le parole del cardinale – che è prodotto del progresso medico e scientifico».
Ora, il fatto che una legge venga rivista (per verificarne, ad esempio, a distanza di qualche anno la sua applicabilità e gli eventuali difetti o insufficienze) di per se non è una cosa sbagliata. Il problema è che le parole del Cardinale (quel «doveroso» vuol dire che “si deve” cambiare la legge), almeno qui in Italia, suonano allarmanti e non già perché – almeno da parte mia – ci sia un’ostilità preconcetta nei confronti del cardinale Ruini ma perché quelle parole preannunciano l’intenzione del legislatore (il ministro Turco ha preannunciato, nelle settimane scorse, un atto d’indirizzo del suo ministero per «attualizzare» la legge) di andare ad intaccare, riducendoli, i diritti della donna che una volta incinta – è sempre bene ricordarlo – per il magistero non ha alternative essendo, appena il test di gravidanza è positivo, una incubatrice naturale anche se ingravidata dal suo stupratore o con un feto anencefalo.
Ma il cardinale Ruini, come al solito, va oltre e tratta i politici che curano gli interessi della Chiesa (che, a sentir il Cardinale, pare dover scendere a patti con la contingente «situazione culturale» ) nel Parlamento della Repubblica Italiana come semplici marionette: «nessuno è obbligato per legge – ha detto l’alto prelato- ad essere cattolico, però, se sono cattolico, devo accettare la logica cattolica, e cioè che ci sia un’autorità, che non è solo del Papa, ma che comunque ha un vertice nel Papa, che devo rispettare». Fanculo alla laicità e all’autonomia dello Stato: la Chiesa tollera (e quindi, almeno per ora, si accontenta di una revisione) che lo Stato Italiano, per il momento, abbia una maggioranza ostile ma appena ci sarà una «situazione culturale e politica» favorevole la legge sull’interruzione di gravidanza andrà radicalmente cambiata, manco a dirlo, con l’introduzione di misure capaci di ridurre il ricorso all’aborto. E poco importa al cardinale che l’applicazione di questa legge ha permesso, nel corso di questi lunghi trent’anni, di eliminare il problema degli aborti clandestini in Italia; poco importa se aumenteranno il numero delle gestanti che per abortire dovranno andare in qualche clinica all’estero: alla Chiesa interessa, per ora, indebolire e poi successivamente annientare la 194 (lo schiaffo dato dal referendum, evidentemente, brucia ancora). Tutto il resto conta poco.

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