Daily Archive for settembre 7th, 2007

meno uno al V-day…

beppe_grillo_01TT.jpgDomani, finalmente, ci sarà questo benedetto V-day e così riusciremo a capire quanto i nostri rappresentanti politici siano stati capaci (nella loro incapacità di governare) di mettere nelle mani di un comico populista e un po’ ignorante una protesta contro i privilegi e le sciatterie della stessa casta politica.
Domani, finalmente, ci sarà questo benedetto V-day e temo che ci sarà un’orda infuriata di persone – buone e meno buone, di destra e di sinistra, populiste e idealiste, villani e gentiluomini – tutte unite da un sentimento di protesta non affatto bello (anche se la colpa non è certo di chi lo prova), conto la democrazia rappresentativa.
Domani, finalmente, ci sarà questo benedetto V-day e temo proprio che tutta quella torma infuriata di partecipanti darà un vigoroso schiaffo anche a tutti quelli che (come il sottoscritto) ostentatamente l’hanno snobbato.
Vedremo…

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le chimere e le (solite) cassandre nostrane…

cellula.jpgL’autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia (Hfea) ha concesso l’autorizzazione alla creazione, a scopo di ricerca, di ibridi citogenetici (subito battezzati dalla stampa embrioni “chimera” ) ovvero di embrioni contenenti materiale genetico sia umano che animale allo scopo di poter produrre cellule staminali utili per lo studio di malattie degenerative come il parkinson e l’alzheimer. Neanche il tempo di diffondere la notizia che subito si sono levati alti gli scudi (crociati) contro la decisione della Hfea. «Un atto mostruoso contro la dignità umana» ha subito dichiarato Mons. Elio Sgreccia presidente della Pontificia Accademia per la Vita che, per completare il suo pensiero, sempre dai microfoni di Radio Vaticana, ha aggiunto che «è necessario che la comunità scientifica si mobiliti quanto prima». Ovviamente una parte (la solita) della comunità scientifica ha subito imbracciato i fucili da guerra ed è corsa in adunata alla chiamata di Sgreccia: tutti pronti e contenti di andare in prima fila per la battaglia contro le chimere. Così ieri, sui giornali, si sprecavano le dichiarazioni catastrofiche e pessimistiche di questi scienziati (gli stessi, è bene dirlo subito, che si prestarono a sostenere, a livello mediatico, la campagna di Scienza e Vita e del Vaticano contro i referendum sulla procreazione assistita). Venivamo così informati che la prof. Maria Luisa Di Pietro (professore di bioetica alla facoltà di Medicina dell’università Cattolica e presidente del Comitato Scienza e Vita) era «stupita» mentre, invece, il prof. Angelo Vescovi, ricercatore al San Raffaele e dell’Università Milano-Bicocca, affermava (ostentando sicurezza) che «Avremo un embrione ibrido che parla la lingua degli uomini ma è alimentato da una centrale energetica che parla la lingua delle mucche. Mi sembra una complicazione assurda, un’aberrazione». Ma, mi chiedo, se (come queste cassandre profetizzano) la ricerca sugli ibridi citogenetici è la strada sbagliata, perché c’è così tanto allarme in una parte del mondo scientifico? perchè affannarsi a rilasciare dichiarazioni così deprimenti (per uno scienziato serio) senza aver, dapprima, ottenuto qualche straccio di risultato? Eppure basterebbero le parole del prof. Novelli per placare gli spiriti bollenti di tutti questi “sconvolti” luminari al soldo del Vaticano: «Nessuno di questi embrioni – ha dichiarato il noto professore di Genetica medica all’università romana di Tor Vergata – finirà nell’utero di una donna, non ne nascerà alcun bambino a metà fra uomo e mucca: le incompatibilità fra il nucleo della cellula e la parte circostante, il citoplasma, sono troppo grandi. Il feto non si svilupperebbe mai. L’obiettivo dei ricercatori inglesi é solo quello di ottenere staminali e l’uso degli ovociti animali é imposto dalla carenza di quelli umani». Anche la penna di Feltri, ieri, s’è esercitata sull’argomento e, inaspettatamente, le sue sono state parole in controtendenza (e, stranamente, condivisibili) con la sua area di riferimento: «Qui si tratta semplicemente – dice il direttore di Libero -di proseguire negli studi rispettando le regole a tutela di princìpi etici condivisi. Tutto il resto è fantasia disturbata da bigottismi e non ha titoli per essere un impedimento a scoprire rimedi a malattie finora incurabili». Ma, evidentemente, per certi nostri scienziati (o pseudo tali) è più semplice e comodo parlare di mostruosità e di aberrazioni piuttosto che aspettare i risultati della ricerca scientifica. Eppure – e, credetemi, è un piacere immenso poter chiudere questo post proprio con le parole di Feltri – «spesso quanto avviene nei laboratori ci sembra orribile e spaventa, ma tutti desideriamo vivere meglio (sani) e più a lungo, e quando siamo colpiti da una grave malattia, all’improvviso, ciò che spaventava alimenta la speranza di poter guarire. E ci affidiamo alla scienza come bambini alla mamma».

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