Non mi sarei mai permesso di dare un giudizio su che genere di padre sia Mario Adinolfi: ciascuno, a mio modo di vedere, è libero di scegliere cosa fare e, soprattutto, dove andare con sua figlia e nessuno (e ribadisco, nessuno) ha il diritto di metter bocca (almeno a me darebbe tanto fastidio se qualcuno lo facesse). Se, però, l’interessato pubblica sul suo blog una letterina indirizzata a sua figlia – perchè ha la necessità di mostrarsi un “papà tenerone” che pare sia condizione necessaria per poter guidare il Pd – allora mi pare che sia legittimo (oltre che richiesto) lasciare un piccolo commentino. E allora.
Adinolfi, impegnato nella campagna per le primarie del Pd, nella sua letterina aperta si rammarica (anzi si scusa) d’aver perso sia il primo giorno di scuola media che la festa per l’undicesimo compleanno di sua figlia per una rassegna stampa e una comparsata alla festa nazionale dell’Unità. Nulla di grave. Sono cose che capitano. L’importante è recuperare. Così, il caro Adinolfi, proprio per mostrarci quanto sia buono e bravo, sul finale del suo post promette alla figlia il colpo di testa: chi se ne fotte delle primarie, «domani recuperiamo, Livie’…Ti porto al V-Day».
Mavaffanculo à Mario’…
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