É tolleranza zero contro i parcheggiatori abusivi a Napoli. Da lunedì, infatti, una task force composta da uomini della polizia municipale e da dipendenti della Napolipark s’aggirano per le viuzze di Napoli armati di ganasce e verbali di contravvenzioni. Tutto nasce da un’ordinanza dell’assessore alla Mobilità Gennaro Mola contro i parcheggiatori abusivi che ha lo scopo – almeno nella mente del suo autore – di reprimere le piccole illegalità e di regolare il traffico nel centro cittadino.
Detta così la notizia dell’ordinanza dell’assessore sembrerebbe un atto virtuoso; in una qualsiasi realtà italiana l’iniziativa sarebbe stata salutata in maniera favorevole. Invece le cose, a queste (basse) latitudini non stanno affatto così. Lo stesso chiaccheratissimo (e, per certi versi, contestatissimo) Graziano Cioni – l’assessore fiorentino famoso per la sua ordinanza contro i lavavetri – ha riconosciuto, a modo suo, l’originalità del provvedimento partenopeo dichiarando che «le ganasce sono uno strumento che può andar bene a Napoli a Firenze mi sembrerebbe una misura eccessiva». Ma non è tutto. Dell’anomalia napoletana, oramai, ne sono convinti un po’ tutti: lo stesso sindaco di Napoli, Rosetta Jervolino, ha preso le distanze, seppur con accenni conciliabili, dal suo stesso assessore “seriffo”. Distanze, si badi bene, prese su sterili questioni di metodo e non su questioni di merito.
Peccato, perchè quello che, a mio avviso, andrebbe contestato è proprio il merito della misura che si sta adottando. Perchè, mi chiedo, prima di sanzionare gli automobilisti con le temute ganasce gialle non si è pensato di sdradicare dalle vie del paese i fastidiosissimi parcheggiatori abusivi? É inutile tentare di nascondersi dietro ad un dito, la situazione nel capoluogo Campano è tragica per chi prova a cercare un parcheggio. La cosa, poi, si complica ancora di più (fino all’ingestibilità, pare di capire) per l’assenza di una qualsiasi iniziativa volta a risolvere il problema, esasperante, della circolazione di troppe autovetture private nel centro di Napoli: mai nessun politico ha, veramente, portato a termine una corretta (e seria) campagna politica volta a limitare l’accesso alle auto nel centro cittadino. E così, ogni giorno, orde di automobilisti, per forza maggiore, sono costretti, nelle loro vetture, non solo ad ingolfare la viabilità del capoluogo partenopeo ma anche a cedere al ricatto del parcheggiatore abusivo (scomodo individuo che, convinto di fornire un servizio utile, impone un vero e proprio dazio all’automobilista) pena ritrovarsi con le ruote dell’auto tagliate. Adesso, con l’ordinanza del “guappo” Mola, l’automobilista napoletano si troverà difronte ad un dilemma (se tutto va bene) alquanto sconcertante: pagare il gommista o la Jervolino? “Cornuti e mazziati”, come si dice da queste parti…
Quello che è auspicabile, a questo punto, è che il provvedimento abbia come unica conseguenza quella di limitare l’afflusso di vetture nel centro anche se un simile risultato potrebbe (e dovrebbe) essere garantito con provvedimenti diversi. Ma tant’è.
Consoliamoci, cari amici napoletani, con il fatto che “la tolleranza zero”, in questa nostra città, avrà vita breve. Così come l’uso del casco per i motociclisti, anche la “ganascia selvaggia” tra qualche giorno – ne sono certo – sarà solo un ridicolo ricordo. Mancano gli uomini – è lo stesso assessore Mola a dirlo ai microfoni del TGR – e quelli che in questi giorni sono scesi per le strade partenopee prima (molto prima) o poi dovranno ritornare a svolgere i loro vecchi incarichi.
Quello che resta di tutta questa grottesca vicenda è la convinzione che anche Napoli, a modo suo, abbia voluto dare l’impressione d’inserirsi nel ciaccheratissimo dibattito sulla legalità che ha occupato, nei giorni scorsi, intere pagine di quotidiani nazionali. Il fatto – triste – è che con i mezzi e con i metodi adottati più che ad un dibattito pare che i nostri amministratori si siano preparati per partecipare ad una commedia. Ma non come protagonisti, per carità; la loro (in)preparazione può solo farli aspirare ad una semplice comparsata.
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