Sui media s’infiamma, nuovamente, la polemica intorno a Grillo e al suo chiacchieratissimo V-Day. A protestare contro Grillo, ironia della sorte, questa volta non è la tanto sbeffeggiata casta politica ma un collega di Grillo, un comico (anche lui, come il santone di Genova, censuratissimo ed epuratissimo): Daniele Luttazzi. A tre giorni di distanza (una scelta dei tempi – si legge nel suo blog – non casuale, ben calcolata proprio per evitare «il rendez-vous immediato» ) dalla manifestazione di Grillo, il comico romagnolo critica, in maniera puntuale e circostanziata, il merito e la sostanza del V-day e lo fa con argomentazioni sensate e condivisibili ( «il suo disegno di legge popolare, fa acqua da tutte le parti» ) accusando il comico genovese – e qui non è il solo a pensarla in questo modo – di fare «populismo» e «demagogia».
Grillo, con la sua manifestazione di Sabato scorso, ha dato vita al consueto paradosso di chi dice di voler fare “antipolitica” («Il popolo della V-generation – si legge sul suo blog – è un’offesa vivente per i professionisti della politica. Un delitto di lesa maestà per molti giornalisti e intellettuali» ). In realtà – è questa l’idea che mi sono fatto – il suo è stato solo un riuscito rito liberatorio ( «E’ la valvola di sfogo – è sempre il comico genovese a parlare – di una pentola a pressione che potrebbe scoppiare. Un momento di tregua per riflettere sul futuro di questo Paese» ) simile (anche se, chiaramente, privo di quella carica cruenta che caratterizzava i riti propiziatori del passato) a quelli che spingevano, in tempi remoti, certe tribù primitive ad uccidere lo sciamano che aveva sbagliato. Il comico ha semplicemente raccolto l’ondata di risentimento che c’è nel paese – e le vendite de “La Casta” di Rizzo e Stella erano li a dimostrarne, chiaramente, l’esistenza – mettendo a bollire in un unico calderone richieste e proposte dal sapore spiccatamente qualunquistico (e qui, ma anche qui ci sono abbondanti argomenti per dimostrare quello che sto affermando) e condendo il tutto con il più populista degli epiteti («Vaffanculo, satiricamente parlando, è – a dirlo è uno che di satira ne sa qualche cosa – roba da Bagaglino, non da Beppe Grillo» ). Prendersela in blocco con i parlamentari e con i loro privilegi, generalizzando, è, chiaramente, demagogia (e di quella spicciola), così come è demagogico e sciocco attaccare in blocco i partiti (arrivando a chiederne financo la chiusura) che – è bene sempre ricordarlo – hanno rappresentato, in passato, i tiranti di un paese molto diviso e spesso hanno garantito loro, in mancanza d’altro, una riconoscibilità nazionale.
Il guaio per Grillo – e non solo per lui – è che quando s’è consumato il rito liberatorio, l’antipolitica non conta più niente e, cosa ancora più grave, non porta, in concreto, da nessuna parte. L’antipolitica raccoglie un sintomo, lo interpreta, lo amplifica ma non ha nessuna terapia da proporre, ne tanto meno gli anticorpi per combattere il malanno. Anzi, paradossalmente, l’antipolitica dovrebbe trasformarsi in politica per poter agire. Ma – dice bene Luttazzi – in questo caso gli «spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici» e così nessuno dei sostenitori di Grillo «dovrebbe più pagare il biglietto d’ingresso». Ma questo, detto ad un genovese, è più di un’accusa. É una bestemmia.
Beppe Grillo, V-day, vaffanculo, Daniele Luttazzi, critica, politica, blog, polemica











Pensa se ce lo si ritrova in politica il Grillo … io temo che queste sue uscite siano dei test (personali) per sondare il terreno.
Ci manca solo lui e gli abbiamo tutti.
Corrotti
Travestiti
La Flavia Vento
Leggi Ad personam
Pseudo comici
Tutti … tranne che politici veri
Mi sa che qui non si è colto fino in fondo la particolarità dell’evento. Ipotizziamo che Grillo lasci domani questo impegno e torni a fare quello che sa fare meglio cioè il comico.
Credete davvero che la cosa finisca li come già sognano tanti ciarlatani di professione e politicanti professionisti già pluripensionati?
No cari miei… ormai “il dado è tratto”, il D.Day ha dimostrato che si può fare!!! Si possono saltare i partiti, le parrocchie, fare a meno dei mass media cani da riporto del potere, fare a meno degli opinion leaders con la puzza sotto il naso che dall’alto del loro snobismo rifriggono l’aria con retorica perfetta ma ormai inutile. Si può fare politica dal basso usando soprattutto la rete, trasformata in una tavola rotonda perpetua, un’agorà virtuale che si può materializzare in piazza reale e farsi sentire sonoramente.
Riuscirà Grillo e i suoi meetup che nessuno nomina mai e che invece sono stati il vero successo del V.Day, a dare speranza di cambiamento a noi italiani veramente esasperati?
Vedremo… anzi ne vedremo delle belle!
Ciaoooo
Ti ringrazio del link e posso dirti che ovviamente sono d’accordo con quello che affermi nel tuo pezzo. Ciao.
Non sono d’accordo con questo post, tantomeno con Luttazzi, tantomeno con Scalfari, tantomeno con chi etichetta così facilmente con termini come populismo, demagogia e qualunquismo. Primo, sono d’accordo con i 3 punti della proposta di legge popolare (che sicuramente non verrà sostenuta dai politici) e ne ho elencato i motivi in un mio post. Secondo, tra la gente del V-Day, c’erano persone come Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Milena Gabanelli, Gino Strada etc. Ora, dicendo che il V-Day è populismo, si etichetta come populisti anche codeste persone. Io non mi sento qualunquista e, anche se sono perfettamente conscio del fatto che spesso Grillo cada nel populismo e spari cazzate nel suo blog (N.B. ho detto nel suo blog), ritengo il V-Day un ritorno alla piazza. Quanto all’antipolitica…questa nasce quando vedi che destra o sinistra il brodo non cambia. Quando vedi che oggi la destra dice una cosa e la sinistra sostiene il contrario, per poi RIBALTARSI allegramente le opinioni ad ogni cambio di legislatura. Ci si sente presi in giro, noi che li abbiamo votati. Inoltre io credo che il sistema dei partiti così come lo vediamo oggi in Italia, sia logoro e anacronistico. Certe frasi dette da Scalfari nel suo editoriale o da Diliberto, proprio non le sopporto, perché dimostrano che non hanno capito il significato e la portata di eventi come il V-Day. Dimostrano l’incapacità di capire idee diverse e meno conservatrici delle loro. Con quale diritto mi danno del qualunquista perché sono favorevole ad iniziative come il V-Day? Questa è ottusità. Questo è non voler capire (o fare finta di non capire che è peggio). Io non credo più alla politica ITALIANA. E non parlo solo di PD, ma anche di quelli minori che oggi vengono definiti sinistra radicale. Da tempo sembra a me evidente che tra le belle parole dette in tivvù e i fatti, ci passi un oceano in mezzo. Inoltre Grillo non è il solo a portare avanti iniziative di ‘rottura’ come il V-Day, ma ci sono anche quelli di lista civica nazionale ad esempio. Questo è il segno che ci sono molte persone che si sono rotte. Solo che non hanno la visibilità di Grillo. Grillo è solo un catalizzatore di ‘forze’ che stanno cominciando a ribollire, perché, come si dice, il troppo stroppia. E qui si sta tirando la corda fino all’inverosimile. Passi che i politici facciano finta di non capire, minimizzino od attacchino, ma noi cittadini non dovremmo seguire le loro ’strategie’. Ci sono fatti evidenti che a me fanno pensare che manchi la volontà politica del cambiamento. E non credo neanche al fatto che i partiti piccoli contino poco e possano far poco o si debbano piegare. Turigliatto non si piegò e venne ESPULSO da RC (già, troppo comunista) e venne da TUTTI condannato per aver fatto cadere il Governo e per mancanza di responsabilità. Ma Turigliatto è coerente con le sue idee, un valore – la coerenza – che ormai sembra dimenticato. No, così non si va da nessuna parte. IMHO.
@Maurizio: A parte le considerazioni sull’efficacia delle proposte di Grillo (che, come ben sai, non condivido) credo che il tuo pensiero non sia poi tanto diverso dallo spirito di questo post. Tutta quella gente intorno al giullare genovese non era una massa di sprovveduti: in piazza Maggiore a Bologna s’è materializzata, con tutta la sua forza, la reazione ad un sistema, oramai autoreferenziale, che si allarga sempre di più a dismisura producendo – in maniera efficentissima – pachidermiche strutture per alimentarsi. Una reazione vigorosa e numerosa (le 300000 firme raccolte in un giorno sono un’enormità) che – come appunto notavo nel post – aveva fatto gia sentire la sua presenza facendo schizzare nelle classifiche dei libri più venduti d’Italia il libro di Rizzo e Stella.
Quello che io non condivido è sia la sostanza che la forma con cui Grillo dice quello che dice, ma il segnale (o lo schiaffo, se vuoi) lanciato alla classe dirigente di questo paese non dev’essere, a mio avviso, né sottovalutato né srumentalizzato (né, tantomeno, eccessivamente valorizzato); occorre, questo si, prestare orecchio al vigoroso movimento e cercare di ripristinare quel rapporto di fiducia (e di serietà) oramai perduto. Non preoccuparsene da parte dei nostri governanti sarebbe come non rendersi conto di stare a ballare sul Titanic…
@Chris: …è stato un piacere. Ciao e grazie a te per esser passato di qui…
Si può essere in accordo, si può essere contro, si può aspettare, con pazienza bovina, che qualcosa cambi ma è palese che tutti stanno invocando a gran voce la “crisi della politica” ma irresponsabilmente nessuno vuole dire la verità. La verità…. secondo il solito fesso cittadino italiano che nello Stato ha sempre creduto, è che il sitema ormai è stato sorpassato dai tempi, dalla nostra società, dal’intelligenza del popolo italiano ma anche, ed è cosa più grave, perfino dalla sua stupidità.
Si, la politica è in crisi ma la classe dirigente vuole risolvere la crisi fondando nuovi maxi partiti, nuovi maxi centri di potere…. si stanno sperperando risorse solo ed esclusivamente per assicurare ad una nuova generazione lo stesso sistema fallimentare, riciclandolo, mettendogli un colore nuove e questo purtroppo accade da parte di tutti gli schieramenti al di la dell’ideologia, al di la del pensiero al di la di anche dell’interesse della stessa nazione.
Vogliono e devono darci un nuovo leader che sia additato per la sua immensa affidabilità; certo sarà afidabile certamente nella distribuzione delle poltrone.
Hanno già tolto anche l’ombra della partecipazione popolare del popolo alla gestione ed all’indirizzo politico del paese; questi non sono politici (nel senso vero della parola) questi sono i “Nuovi Nobili” non una semplice casta ma una vera casata nobiliare che cerca il “Re” di turno che gli affidi appannaggi, feudi e potere.
E’ ridicolo, anzi per restare a tema, è comico, che l’unico sforzo viene proiettato a “rianimare un morto”. Si deve cambiare, cambiare davvero, cambiare tutto.
Ricordo di aver visto una commedia americana dove in uno dei tanti scontri elettorali e cinematografici tra repubblicani e democratici, il terzo candidato, l’uomo comune, lo stupidotto, il ridicolo, vinceva le elezioni con lo slogan “Nessuno dei suddetti”. Fa pensare, fa riflettere, fa ridere ma ci fa diventare di colpo seri…. sarebeb per noi, Italia, la soluzione migliore per risolvere i problemi che ci ha causato la politica come è ora e come è stata negli ultimi 11 anni.
Purtroppo saremmo in pochi ad urlare “Nessuno dei suddetti” ed alal fine ce li riprenderemo tutti uguali aprima sempre più nobili, sempre più falsi, sempre più lontani dai reali problemi che ognuno di noi affronta ogni giorno.
Angelo, hai centrato il punto secondo me. Esatto: nuovi nobili. E’ proprio il sistema dei partiti in sé che toppa. Fa acqua da tutte le parti. Io non credo che esista la ricetta definitiva, la panacea, ma sono sicuro che questo sistema sia anacronistico. Io, nonostante non sia un fan ‘politico’ di Grillo (ma come comico mi fa ridere) devo dire che questa volta sono d’accordo su tutto quello che dice. I partiti – come concetto classico di burocrazia, di oligarchia, di nobiltà, o come preferite chiamarla – sono uno strumento perverso da combattere. Si, combattere. E’ da quando sono nato che sento parlare di questione morale. E basta, dai! Cmq…nessuno sa qualcosa dei 300 euro di aumento di stipendio dei senatori e dei 400 entro fine anno? In virtù di una legge datata 1965 (40 anni e ce ne sono stati di Governi che non l’hanno modificata) gli stipendi degli onorevoli – che da un lato dicono di voler ridurre le spese della politica e dall’altro FANNO FINTA di farlo – aumentano automaticamente con l’aumentare di quelli dei magistrati. Morale: aumento di 300 euro (più arretrati di circa 800 euro) scattato automMAGICAMENTE ad agosto. Sentito nulla su TV/Radio/Giornali? Perché queste cose avvengono sempre ad agosto? I partiti piccoli non contano nulla mi si viene a dire…bene, perché 1, dico 1 solo dei militanti di tali partiti non denuncia questi fatti? Provate a fare una ricerca in Rete. Parole chiave: 302,31 euro, 843 euro, senatori, aumento stipendio etc…Se proprio non trovate nulla vi fornisco un link:
http://www.pmli.it/deputatipi815euro.htm
Ho timore che il popolo deluso, abbia finalmente trovato il Messia, e più fortemente temo che l’unica alternativa, all’alternativa offerta dal Partito Democratico, sia il bollino – quasi lo schiaffo da cresima – che Beppe Grillo avrà la bontà di applicare al cittadino che deciderà di fare politica.
C’è grossa crisi, diceva Guzzanti (quello sano); ho sentito un tale, seguace del Messia, dire che “non avrebbe mai fatto politica, perché sennò sarebbe diventato come loro (i politici)”.
Lo stesso Grillo, non vorrà mai fare un partito, visto che bisogna distruggere i partiti. Forse si limiterà ad appiccicare bollini a movimenti che potranno così usare il suo nome…E qua, perdonatemi, mi perdo. Insisto. La politica è un dovere. La politica è un diritto. La politica deve essere cosa seria, rivalutata e rispettata per questo.
Sembriamo felici d’aver perso la strada, sembra quasi che non si corra più il rischio di annoiarsi, stando fermi a pensare; c’è chi lo fa per noi, chi ci autorizza col bollino persino a dire “Vaffanculo”.
Ma perché mai nessuno invita il popolo alla responsabilità? Forse non va più di moda. Un po’ come essere comunisti, o come avere un ideale. Meglio trasformare la politica in happening e scusate se detesto il notax day quanto il family day, il vday o il maiale day (non poniamo limiti all’imbecillità); io continuo ad essere per un ripristino della politica.
Si fa presto a sobillare le masse riempiendosi la bocca di parole come legalità, ma non ho mai sentito nessuno, per esempio, indignarsi perché in Italia si fanno decreti legge per l’attuazione di leggi preesistenti: è il caso della mappatura dei terreni incendiati. Fare una legge perché se ne applichi un’altra, dovrebbe essere il sintomo del cancro che divora lo Stato, ma per indignarsi bisognerebbe conoscere le leggi e fermarsi a pensare, senza nemmeno il bollino in fronte…
Leggendo “Corrotti e corruttori dall’Unità d’italia alla P2″ di S. Turone, ci si accorge come in 140 anni le cose siano sempre state le stesse. Stessi scandali. Stesse ruberie. Identiche. Prima erano i Tabacchi oggi è la Telecom. I politici hanno sempre inzuppato il biscotto. Sempre. Da quando sono nati. Ripristinare vuol dire riportare ad uno stadio sano. Ma il problema è che lo stadio sano non è mai esistito. Ecco perché è il sistema dei partiti che non va. La politica seria va cercata con sistemi alternativi ai partiti. IMHO.
Sul fatto delle liste civiche però un po’ scettico lo sono anch’io. Troppo casino. No, le energie vanno convogliate, non disperse. Sarebbe stato meglio rincarare la dose per far prendere coscienza alle persone della situazione tragica che stiamo vivendo nel nostro Paese. E in ogni caso mi sembra prematuro. Il bollino poi…in effetti se lo poteva risparmiare!
Che Grillo sia un populista e che durante i suoi spettacoli applichi demagogia non lo so,ma che al V-Day hanno aderito la maggior parte dei veri giornalisti di quest’Italia fa capire chiaramente che le idee sono buone e dovrebbero essere state dalle origini colonne portanti della nostra democrazia.Premettendo di essere d’accordo con tutti le tre proposte d’iniziativa popolare,esprimo il mio grande disappunto verso tutti coloro che non fanno altro,con parole assurde e discriminatorie,di screditare quello che di buono e onesto c’e’ in questo paese,compreso chi ha scritto quest’intervento.
Potrete ingannare tutti per un po’. Potrete ingannare qualcuno per sempre.
Ma non potrete ingannare tutti per sempre [Abramo Lincoln]