Daily Archive for settembre 15th, 2007

…la Verità non si discute

papa.jpgAnche se in «stato vegetativo permanente», il paziente è pur sempre una «persona, con la sua dignità umana fondamentale». Così, ieri, si è espressa la Congregazione della Dottrina della Fede in risposta ad un quesito della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. Una premessa, ovviamente, pienamente condivisibile (e come potremmo non condividere l’idea che un uomo, anche se in coma, è una persona da rispettare). Il problema però, come al solito, non è la premessa ma il passaggio logico successivo, quando gli illustri Vescovi affermano che: «sono dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali» (il corsivo è mio). Il rispetto dei Vescovi per la dignità della persona è talmente alto e incontestabile da indurli a stabilire un principio che nega all’ammalato il diritto di decidere. Le cure, dicono i Vescovi, sono dovute (che come affermazione ha ancora un vago sentore di non imposizione: se qualcosa è dovuto – come un tributo o un ringraziamento – fortunatamente non è necessario legare l’interessato per dargli quello che gli spetta di diritto) obbligatoriamente. Per il bene del paziente, ovviamente. Anche se questi (prima di scivolare nello stato vegetativo permanente, si intende) avesse predisposto di voler finire i suoi giorni diversamente.
Perché? ma come perché? l’idea sottostante è sempre la stessa: la vita è un dono. Cazzo non l’avete ancora capito? la vita è dono particolare che non potete riciclare né, tantomeno, potete buttarlo via o nasconderlo nel vostro ripostiglio di casa. L’unico vero vostro scopo (a cui dovreste conformarvi, ovviamente, il prima possibile) è quello di prolungare la vostra vita (biologica) il più possibile. Senza se e senza ma. Anche se non capite più un cazzo di niente e non avete più alcuna possibilità di migliorare. Rassegnatevi. Quelli del Sant’Uffizio – che sanno meglio di voi cosa è giusto e cosa sbagliato – vi dicono che dovete rassegnarvi (perché tutto questo vi è dovuto) ad essere nutriti e idratati artificialmente («la somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenta sempre un mezzo naturale di conservazione della vita e non un trattamento terapeutico… Il suo uso – concludono i Vescovi del Sant’Uffizio – sarà quindi da considerarsi ordinario e proporzionato, anche quando lo stato vegetativo si prolunghi» ): il vostro parere, cari miei, non conta. Fine della discussione. Anzi, fatemi la cortesia, non la cominciamo proprio questa cazzo di discussione. La Verità (quella infusa e diffusa dal Sant’Uffizio) non si discute. Amen.

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