Domenica calda sul fronte politico quella di ieri. A farla da padrone, ancora una volta, le dichiarazioni di Grillo e la sua nuova proposta. «Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali». Rapidissimo, come nessuno si aspettava, il comico genovese ha fatto il suo spettacolare triplo salto mortale e, come nella migliore tradizione italiana, ha gridato il suo “armiamoci e partite”. Lui, infatti, non scenderà direttamente nell’agone («Non parteciperò - si legge nel suo riportatissimo post - a nessuna manifestazione nei prossimi mesi» ), starà li, a vegliare e a rilasciar bollini - quasi lo schiaffo da cresima - da applicare al cittadino che deciderà di fare politica. Il bollino, ci pare di capire, verrà rilasciato a condizione che si rispettino i requisiti che tra qualche giorno lo stesso Santone di Genova metterà sul suo blog: saranno i nuovi comandamenti? le nuove tavole della legge? vedremo. Per ora la proposta mi pare solamente presuntuosa (il mio bollino sarà la vostra garanzia) e vecchia (di liste civiche a nome di persone ne ho viste tantissime anche nell’ultima tornata elettorale).
Quello che è certo è che ancora una volta è centrale, nel dibattito politico nazionale, il “vaffanculo” (che, fortuna per Grillo e i suoi grillini, anche la cassazione ha sdoganato e depenalizzato). Fa impressione, però, che nel risicatissimo spazio di una settimana, Grillo si sia trovato ad essere da grande accusatore della brutta politica a leader politico, da campione dell’antipolitica a vittima della stessa. Non è un caso, infatti, che i cosiddetti grillini - forse per la prima volta - si sono trovati divisi davanti ad un proclamo del Sommo Sacerdote: c’è, come sempre, chi è d’accordo con entusiasmo (a prescindere) e chi invece si sente un pochino tradito e preso per il culo. Sono soprattutto questi ultimi - quelli che la politica fa troppo schifo - che vedono la proposta di Grillo (del loro amato Grillo) come una bestemmia: il solo fatto di scendere in politica implica, per loro, essere un “mariuolo”, un corrotto, un uomo che cerca solamente il potere. Un appestato, insomma, da evitare a tutti i costi.
Quello che diverte osservare, ad ogni modo, è come la rivoluzione (la tanto sbandierata rottura col passato) si sia ridotta, per ora, ad un proclamo sulla costituzione nientepopodimenoche di liste civiche certificate (con marchio di garanzia). Tutto qui.
Eppure dovrebbe esser chiaro a tutti che, nel nostro paese, la democrazia diretta non ha mai funzionato: le strutture partitocratiche hanno sempre fatto muro contro chiunque cercava di infiltrarsi. Quei pochi che ci sono riusciti, poi, hanno sempre “venduto” il loro patrimonio sociale e popolare in cambio di qualche favore o di qualche buon posticino nel mondo che conta. Chiaramente, qui, non si vuole sostenere che anche Grillo farà la stessa fine; sarebbe disonesto e pregiudiziale (almeno fino a prova contraria), ma è la lunga storia di questo paese a dirci che le cose vanno in questo modo: è stato così nel passato e lo sarà sempre e comunque.
Pensiamo, per un attimo, a ciò che è accaduto dopo il ‘92. Quindici anni buttati nel cesso, mi viene da pensare. In quei tempi c’erano il “tintinnar delle manette” di Di Pietro che sfasciò tutto e tirò a fondo l’intera classe politica del tempo. Dc e Psi si lasciarono spolpare con masochistica accondiscendenza. Ognuno dei diretti interessati, fece spallucce, pensò al suo particulare (o, meglio, pensò a pararsi il suo fondoschiena) e lasciò che il suo vicino affogasse. Risultato: (politicamente) morirono affogati tutti. Buoni e cattivi. Onesti e disonesti. La palingenesi che ne derivò - i frutti sono adesso davanti ai nostri occhi, sul banco degli imputati - fu un tragico inganno. Si cercò, il prima possibile, di buttare il vino vecchio e non si pensò a lavar le botti. Il tanfo del vecchio contenitore, purtroppo per noi, si è tutto infuso nel vino di quest’annata e i partiti che sono stati partoriti fanno schifo non perché partiti (in quanto tali, mi verrebbe da dire), ma perché non sono partiti degni di questo nome, essendo essi stessi figli dell’antipolitica la più demagogica e cialtrona.
Fatte poche eccezioni, le dichiarazioni dei politici, ancora una volta, sono state tiepide nel commentare la nuova iniziativa del comico genovese: nessuno sa, o capisce se siamo alla vigilia di un altro ‘92 e nell’incertezza, ci si astiene dai commenti forti e decisi (hai visto mai che convenga ammiccare… ) e si tira a campare per non tirar nuovamente le cuoia. «Non è mandando a quel paese la politica che si salva l’Italia. La politica è quella cosa che riempie degnamente la vita», ha detto giustamente ieri Fassino nel suo ultimo discorso da segretario dei Ds, mentre Walter Veltroni gli ha fatto l’eco asserendo di voler cacciare i partiti dal Cda della Rai. Hanno ragione entrambi ed entrambi hanno torto; torto marcio - oserei direi - perché entrambi non hanno saputo - quando dovevano e potevano - rinnovarsi per contrastare il crescente disappunto verso la classe politica tutta. I vaffanculo che si stanno (meritatamente) beccando, i vari Fassino e Veltroni, sono anche colpa loro. Anche loro, quando hanno potuto, non hanno saputo incidere il bubbone che vorrebbero adesso (far finta di) estirpare, anche loro, insieme ai colleghi di destra e di sinistra hanno scientemente trasformato la politica nel suo esatto contrario: una casta con i suoi metodi, i suoi privilegi e la sua più totale inefficacia e incomprensibilità. E tutti questi errori hanno prodotto da una parte (nel passato) Berlusconi e i suoi seguaci e dall’altra (oggi) Grillo e i suoi grillini col bollino blu.
Se si continua così la classe dirigente politica di questo paese non smetterà mai di barcamenarsi da una parte all’altra, continuerà a vivere facendosi largo tra le onde e mai avrà il coraggio di infrangerle. Facendo finta di combattere il marciume con risposte difensive e contingenti non si riuscirà mai ad avere quella forza (legittima) per tener dritto il timone e per affrontare, veramente, la sua crisi. Sarà, insomma, il solito svuotar le botti senza pulirle. Occorrerebbe, invece, fare un’operazione-verità, ammettere gli errori e cercare di porvi rimedio per acquisire, nuovamente, il prestigio e la credibilità perduti per dar voce e, soprattutto, risposte concrete a tutte quelle persone che cercano le soluzioni ai problemi quotidiani, a tutte quelle persone, cioè, che non hanno nessuna voglia di illudersi andando dietro ai proclami di un Santone che rilascia i bollini di garanzia attraverso il suo blog.
Grillo, politica, liste civiche, bollino, vaffanculo, v-day, antipolitica










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6 commenti
Un grillo con i grilli nella testa … no comment … passo e chiudo.
Si vede che quando uno come Beppe muove le acque quanto fango ci sia sotto. Ora i pessimisti e quelli che alla fine stanno bene anche come stanno le cose adesso si permettono di fare critiche a Grillo e ai suoi aiutanti.Questo comportamento di criticare tutto e comunque non serve a niente. Poi dire che Beppe si sostituisce ai partiti che abbiamo adesso mi sembra solo che una gran cosa visto che si sono ridotti ad un branco di sciacalli opportunisti. Qualcuno la nave la deve pur guidare, meglio le civiche dei cittadini che lasciare ancora l’osso in bocca a quei ladri al governo. Ora si trovano subito i difetti a Grillo e non si pensa al danno che stanno facendo al paese quel branco di parassiti a Roma. Ci vuole aria fresca per tutti e che i parlamentari e quant’altro si annida nei palazzi di governo vadano a trovarsi un lavoro visto che li dove sono hanno rubato già abastanza
Ottimo post Biagio, nella lista dei feed prima di te c’era uno che osannava questa notizia, ho subito saltanto sul tuo blog per vedere quella che era invece la tua idea in proposito. Ti quoto come al solito!
Io non credo che le liste civiche siano la panacea. Il dato di fatto di partenza però è che questo sistema non va. Un altro dato di fatto e che quei politici che potrebbero cambiare il sistema, non hanno la minima intenzione di cambiarlo. Ma proprio non ne vogliono sentir parlare di cambiare. E’ questo il nodo cruciale. E allora? Cosa facciamo? Qualcosa si dovrà pur fare no? Se loro - i politici - non vogliono cambiare, chi può cambiare le cose? I cittadini, non vedo alternative. Noi tutti. Partendo da questi postulati, resta solo da stabilire il metodo più idoneo.
Forse dovevi dire allora che “la democrazia diretta in Italia non c’è mai stata, perchè le strutture partitocratiche ecc ecc”
Se questo, dell’inevitabile e fiera opposizione della partitocrazia, ti sembra un argomento per sostenere che la demoocrazia diretta è impossibile, ti faccio rispettosamente notare che questo tipo di argomentazioni è sempre stata l’argomentazione di chi i cambiamenti non li voleva. Argomenti simili erano utilizzati dagli schiavisti (la schiavitù è sempre esistita e troppe forze sono interessate a che essa permanga…” o dai monarchici ” secoli di storia lo dimostrano ed è necessario che il potere sia saggiamente gestito da chi ha dimostrato di saperlo conquistare conservare ed esso impedirà con la giusta forza l’affermarsi dell’anarchia…”
Poi se volevi dire che secondo te non può funzionare questo è un altro paio di maniche.
Nel caso ti consiglio di dare un occhiata a tutte le obiezioni che i conservatori facevano nei confronti del suffragio universale o della elezione diretta dei rappresentanti. Vedrai come sono del tutto sovrapponibili a quelle che oggi fa chi è contrario alla democrazia diretta.
saluDD
“lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.”
(Silvano Agosti)
2 trackback
Beppe Grillo: liste civiche e bollini di garanzia…
Non è passato molto dal V-Day e Grillo non fa mancare la sua botta alla politica.
Beppe Grillo ha postato un’idea rivoluzionaria per le amministrative comunali, di cui parlano praticamente tutti i quotidiani. L’idea è di creare delle lis…
[...] a destra c’era un riquadro (quello della foto qui sopra) in cui veniva citato un mio post (questo qui, per la precisione). Bene, direte voi, complimenti… macché complimenti e complimenti. [...]