«Italia, un Paese in crisi morale». Queste le parole usate ieri da mons. Bagnasco nella prolusione con la quale apriva i lavori del Consiglio episcopale permanente.
Verrebbe da rispondergli a tono, con tanto di aspri commenti, accostando magari alle sue parole i fatti (mi riferisco a questi qui) narrati proprio stamani sui giornali.
Ma molto probabilmente le mie sarebbero parole inadatte, irriverenti e poco incisive. E allora faccio penitenza e sto zitto; mi limito solamente a citare le parole del suo più alto superiore quando ebbe a dire: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello» (Luca 6,61).
A lui, molto probabilmente, mons. Bagnasco darà ascolto…
«Sono sveglio come un grillo» era questa
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