e Prodi disse la sua…

romanoprodi.jpg«Sono sveglio come un grillo» era questa la battuta che rilanciavano ieri pomeriggio, in anteprima, i giornali on-line. L’avrebbe detta – si leggeva nei primi comunicati – il premier Prodi, durante la registrazione di Porta a Porta, per rispondere, ironicamente, all’accusa di bradipismo acuto che Grillo gli ha diagnosticato. Si vedeva che era una battuta preparata, studiata a tavolino – già vedo Sircana tutto sorridente e stanco che la partorisce e, prontamente, la suggerisce al premier – e, soprattutto, concordata con quel volpone (bipartisan) di Vespa (che tra l’altro gliela ha prontamente offerta su un piatto d’argento) : se l’era preparata e, ahilui, non gli è venuta nemmeno tanto bene. E’ che proprio non c’ha la stoffa per fare, non dico il comico, ma almeno il simpatico. Però, al di là della battuta mal riuscita, bisogna dargli atto di aver abbozzato una specie di risposta a Grillo tutt’altro che banale e soprattutto tutt’altro che popolare; cosa che, ad eccezione di D’Alema («Senza i partiti, si rischia un governo di militari e tecnocrati» ), nessun politico era riuscito a fare finora. La risposta di Prodi è servita a dissipare, finalmente, l’impressione di una classe politica stordita dagli eventi e incapace di reagire (per paura e) per opportunismo. Nel suo stile lagnoso e soporifero – ma con estrema chiarezza e convinzione – il Presidente del Consiglio ha, infatti, risposto ad un giovane che lo attaccava sui privilegi dei politici dicendo che: «La classe politica deve dare l’esempio, su questo ha ragione. Ma lei descrive il politico come ricercatore del proprio vantaggio e dei benefit. Purtroppo è la società italiana che è così, basta vedere i casi dei concorsi. La politica deve dare l’esempio ma non credo che la società sia meglio della sua classe politica» (il corsivo è mio). Così dicendo Prodi ha lanciato la sua stoccata anche al comico genovese mostrandone, di riflesso, la sua più vera e profonda contraddizione: «[...]oggi c’è chi lo critica (a Grillo, ndr) per avere deciso di scendere in campo. É difficile passare dalla critica alla proposta». In realtà l’analisi del premier contiene una polemica abbastanza forzata in quanto il Santone di Genova (almeno per ora) non ha fondato un suo partito né tantomeno è sceso direttamente nell’agone politico: lui si è limitato a dichiarare che rilascerà i bollini d’idonietà, il che, ovviamente, è una differenza non irrilevante. É chiaro che le forze politiche spererebbero in un tale passo (falso) perché così facendo il comico genovese sarebbe costretto – lo dice chiaramente anche Feltri, questa mattina, sulle colonne di Libero – ad avanzare delle soluzioni, invece di limitarsi alle denunce.
Ad ogni buon modo Prodi, ieri sera, ha difeso, a suo modo, se stesso e il suo governo anche dall’accusa di casta sprecona dicendo di essersi ridotto, lui e la sua compagine governativa, «lo stipendio del 30 per cento». É chiaramente evidente (e Prodi questo lo sa benissimo) che questo atto di auto-riduzione non è affatto sufficiente, da solo, a placare l’orda furente di protesta capeggiata da Grillo: il problema esiste – è inutile nascondersi dietro ad un dito – e riguarda principalmente (e soprattutto) il Governo. La sua è una coalizione così fragile da non riuscir a reggere non dico alle bordate ma a qualsiasi piccolo colpettino che riceverebbe da chiunque (ma soprattutto dalle falangi pro-Grillo): «se si tocca un mattone vien giù tutto il castello» disse, non più di una settimana fa, il premier ad un’ipotesi di rimpasto di governo avanzata da Fassino. I sostenitori del grullismo (copyright di Antonio Polito) possono, facilmente, aggravare la crisi in cui perversa la sinistra radicale (alla domanda «Se ieri – il sondaggio è stato condotto da Ekma S.r.l. e pubblicato il 14 settembre scorso – si fossero tenute le elezioni politiche, Lei per quale partito avrebbe votato?», Rifondazione Comunista s’è beccato un 3 per cento contro un 5.8 delle precedenti elezioni mentre i Comunisti Italiani hanno avuto un risicatissimo 1% perdendo ben 1.3 punti percentuali rispetto alle politiche del 2006) fino a spingere questi partiti fuori dalla coalizione per non morire soffocati. Il che chiaramente pone il movimento sobillatore del comico genovese in una condizione privileggiata (dal punto di vista politico) perché, in pratica, con il loro peso saranno in grado (o, almeno, dovrebbero esserlo) di dettare l’agenda politica dei prossimi mesi e, soprattutto, potranno, ancora una volta (quasi come se ce ne fosse bisogno), mettere maggiormente in risalto tutta la fragilità di questa coalizione.
Non c’è altro da aggiungere: tira veramente una brutta aria. Il premier può anche dire, scettico, che non sa «quanti voti prenderebbe Grillo» ma il vero problema non è questo. Il nocciolo della questione, purtroppo per lui, è che lui sa, veramente, quanti ne sta perdendo l’Unione. E di certo la colpa non è (solo) di Grillo. Ma forse, per Prodi, questo non è il vero problema; lui, a modo suo, è stato chiaro anche su questo aspetto: «sulle due legislature – ha detto ieri sera da Vespa – lo ho (si riferiva a Grillo, ndr) preceduto: alla terza non mi presento». Ovvero, leggendo tra le righe : «adesso sono cavoli per Veltroni, io, sostanzialmente, me ne fotto». Più o meno.

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4 Responses to “e Prodi disse la sua…”


  • Effettivamente viviamo una politica instabile, molto instabile.
    Sono terrorizzato dall’idea che possa andare ancora peggio, si perchè non immagino le conseguenze.
    Riusciremo mai ad avere un governo vero e onesto? Ne dubito fortemente purtroppo caro Biagio.

  • Riusciremo mai ad avere un governo vero e onesto?

    Vero forse si. Sull’onesto avrei più di qualche riserva anch’io…

  • Un interessantissimo blog, ti vorrei aggiungre alla mia friendlist, se me lo concedi.

    Si, è un momento molto particolare nella nostra storia, unico direi; e purtroppo la maggioranza dei politici non sa neppure cosa sta accadendo realmente. Chissà forse nn lo sappiamo bene neppure noi chiaramnte in che modo evolverà la cosa e quali miglioramenti ( o peggioramenti) otterremo. Ho difficoltà a vedere “porta a porta” perché ormai Vespa per me è un invto alla gastrite.
    Prodi senz’altro a differenza di altri ha fatto una mossa un po più intelligente… il punto è che la classe politica deve rendersi conto che molti cittadini sono arrabiati, e invece di peggiorare la situazione ( come molti politici hanno fatto impulsivamente)dovrebbero rendersi conto che è il momento per fermarsi e guardarsi allo specchio.

  • Un interessantissimo blog, ti vorrei aggiungre alla mia friendlist, se me lo concedi.

    Grazie per i complimenti.
    Ma certo che puoi aggiungermi alla tua friendlist. Ci mancherebbe…
    A presto.

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