Daily Archive for settembre 20th, 2007

rara sensibilità istituzionale…

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Il volo di Stato con cui Rutelli è andato al Gp di Monza (quello dove, per intenderci, c’era anche quello scroccone di Clemente da Ceppaloni) ha fatto una prima vittima. Il caduto, con onore, sul campo di battaglia si chiama Riccardo Capecchi, classe 1965 ed è un ex (oramai) collaboratore della presidenza del Consiglio.
Ad una settimana di distanza dalla pubblicazione delle foto sul settimanale l’Espresso, il dott. Capecchi riconosciutosi in uno di quei scatti pubblicati anche sul sito di Dagospia, non ha perso tempo ed ha subito preso carta e penna per annunciare le sue «dimissioni irrevocabili». «Credo che nella vita si debba essere conseguenti – scrive Capecchi a D’Agostino – e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose».
Il presidente Prodi, di fronte ad un tale esempio di rara sensibilità istituzionale, avrebbe potuto o nominarlo subito Guardasigilli, per il suo alto senso dello Stato, o togliergli la nazionalità italiana per acclarata estraneità alla cultura politica di questo Paese. Ha scelto la terza opzione: accettare le dimissioni. Un po’ dispiace.

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sputtanato…

Il Sole 24 Ore del 19 Settembre 2007

Fa piacere – perché mai dovrei negarlo – ritrovarsi citato su un giornale serio a tiratura nazionale come «il Sole 24 ore». Diciamo la verità: non capita tutti i giorni.
Ieri, nel paginone dedicato alla Politica e società, a pagina 14 in basso a destra c’era un riquadro (quello della foto qui sopra) in cui veniva citato un mio post (questo qui, per la precisione). Bene, direte voi, complimenti… macché complimenti e complimenti. Guardate il titolo del riquadro. Per il redattore di quel box io sarei uno dei tanti “«grillini» delusi”. Passi per il deluso, ma “grillino” è troppo. Eccheccazzo…

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la grande occasione persa…

brecciaportapia.jpgUn corpo di bersaglieri comandati dal generale Cadorna entrò a Roma attraverso una breccia aperta nelle mura della città all’altezza di Porta Pia senza trovare alcuna resistenza. Il Pontefice, Pio IX , rassegnato ma comunque ostile e non disposto alla conciliazione, rifiutò ogni rapporto con il regime e si chiuse in Vaticano. Era il 20 settembre del 1870.
Non sono, devo essere sincero, particolarmente caldo verso la commemorazione del XX Settembre che, mi dispiace ammetterlo, considero come un aborto non perfettamente riuscito.
Più che il giorno della fine del potere temporale dello Stato Pontificio sulla città di Roma mi sento di considerarlo come il giorno in cui abbiamo perso la grande occasione di annientare la più perversa e schifosa delle monarchie europee. Tutto qui.

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applausi…

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«Colui che gli angeli non vedono che tremando e non osano mirare senza timore per il fulgore che da lui si irradia, noi, lo prendiamo come cibo, lo riceviamo, diventiamo un solo corpo e una sola carne con il Cristo». Chi scrive – direte voi – è uno che ha appena fatto uso (e abuso) di sostanze stupefacenti di pessima qualità? Sbagliato: si tratta di un intervento di San Giovanni Crisostromo (Hom. 82 su Mat. 5, per la precisione) che – sono parole di Sua Santità Benedetto XVI – in «ogni suo intervento mirò sempre a sviluppare nei fedeli l’esercizio dell’intelligenza, della vera ragione [...]». Sicuro, Sua Santità, che «in ogni» suo intervento traspare questo alto esercizio di sviluppo «dell’intelligenza e della ragione»? Mha… Io qualche dubbio ce lo avrei. Ma lasciamo stare, anche perchè non era di questo che volevo parlare, quanto piuttosto del fuori programma ironico sulle tasse: «Il popolo abbatté le statue imperiali, in segno di protesta contro l’aumento delle tasse… Si vede che alcune cose nella storia non cambiano!». Complimenti Sua Santità. Stavolta – e sono sincero – i complimenti li merita davvero.
Giusti i tempi, i modi e la freddezza sottile della battuta. Altro che «sono sveglio come un grillo»…

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