la battaglia contro i blog…

ferraragiuliano.jpgSulla prima pagina dell’inserto de Il Foglio di ieri , c’era una nuova - l’ennesima - crociata contro i blog: tre articoli (che potete scaricare qui) schierati in fila, nel taglio basso, con cui il giornale diretto da Giuliano Ferrara (anch’egli, da poco, tenutario di un blogghetto che usa - com’è prassi di molti giornalisti - per postare editoriali già pubblicati sul cartaceo: un album di farfalle morte insomma) cerca di buttare merda addosso a Grillo attaccando il mezzo che il comico genovese usa per fare i suoi proclami. Un attacco selvaggio e strumentale (oltre che banalotto tant’è il suo inaudito pressapochismo) che dipinge l’intera blogosfera italiana in ginocchio da Grillo. Nulla di più ridicolo: il blog di Grillo - lo spiega bene e, sicuramente meglio di me, Mantellini in questo post - «non fa parte di nessuna nuova dinamica comunicativa di rete», è uno sfogatoio per tantissima gente, un orinatoio pubblico di parole, in cui chi legge lascia i suoi commenti, la sua frase, il suo pensiero lì così come li lascerebbe sui muri dei cessi dell’Autogrill. Grillo «fa sul suo sito - è sempre Mantellini a dirlo - la stessa cosa che fa da un palco dei suoi tanti spettacoli in giro per l’Italia» e la gente che lo va a leggere, cliccando beppegrillo.it, non fa che amplificare il potere mediatico del saltimbanco genovese.

L’articolo di Stefano Di Michele inizia stramaledicendo i blog in quanto strumento tecnologico: «Dio stramaledica i blog. Un bel fulmine celeste - è l’attacco dell’articolo di Di Michele - su questa nuova forma della politica buzzurra, della chiacchiera a vuoto, della pancia che strilla e rutta. Un processo degenerativo, il luogo dove la lisciata di pelo telematica si mischia con una nuova presunzione di rappresentanza delle masse». Se è lecito supporre che nei blog non ci sia la parte migliore della società, perché - mi domando - è quasi scontato partire dall’assunto che ci sia quella peggiore, quella che «chiacchiera a vuoto, della pancia che strilla e rutta»? Perché per dimostrare la pochezza culturale, il vuoto politico del “fenomeno Grillo” si deve, a tutti i costi, banalizzare e screditare chi come Grillo usa i blog? I blog comunicano: alcuni chiacchierano, alcuni, è possibile, che ruttino e scoreggiano parole inutili ma altri - molti - hanno qualche cosa d’interessante da raccontare e alcuni fanno anche onesta informazione. Il fatto che il blog più cliccato sia quello di Grillo, che trasuda odio e nullità da ogni bit, non vuol dire che tutti i blog sono fatti a sua immagine e somiglianza. Tutt’altro: la varietà della tipologia dei blog che si trovano disseminati in rete corrisponde, vivaddio, alla varietà degli interessi delle diverse personalità che, con cura, lo tengono in vita. Fare di tutta un’erba un fascio è davvero una stronzata. Giuro. C’è - perché negarlo - il fenomeno del «trombonismo internettiano» ma (e ne vogliamo parlare? ) non è anche vero che i giornali (quelli cartacei) non sono affatto immuni da tale vizio e si comportano - sempre per rubare un personaggio reso immortale e ridicolo da Totò -, loro si, come tanti ragionier Casoria? O sbaglio?

Annalena Benini posa, nel suo elzeviro, il suo sguardo sulla blogosfera femminile. L’attacco, questa volta, parte in sordina, lentamente, e, seppur in modo un po’ snob, s’inizia assolvendo l’«altissimo pettegolezzo sentimentale» di molte blogger, che discettano su argomenti quali «l’amore le corna e le altre sciocchezze, le notti che non ci si aspettava e le lacrime che si aveva voglia di piangere, insieme a te non ci sto più e comunque sappiate tutti che lui porta le mutande coi rinforzi. Una condivisione strepitosa di segreti, il diario con il lucchetto senza più il lucchetto…». Chiaramente non tutti i diari on line sono interessanti e allora - tenetevi forte - parte la filippica della Benini che scrive «… una noia bestiale, tempo rubato allo shopping, al divano, al bucato, e alle ragazze. E la portinaia che smette di parlare alle spalle e comincia a inventarsi sermoni sul mondo… poi pretende che il mondo le dia ragione e anzi dica: wow, ma dove ti eri nascosta, tu meriti molto più di un blog, tu sì che sai come vanno le cose in questo paese». Benissimo cara Annalena ma - e scusami se sono così diretto - a te chi cazzo te lo fa fare di leggere tutte ’ste cose così pallose? che razza di blog hai nel tuo aggregatore? cambia canale, naviga verso altri lidi. Nessuno ti obbliga a stare li a leggere cose che non ti piacciono. O no?
I blogger «non scalmanati - ammette la Benini - quelli che si divertono a fare una vetrina di articoli interessanti, dischi usciti, libri fichi, e poi vivono una vita normale a parte le feste fra blogger, dicono che su Internet Grillo in realtà non lo sopporta nessuno, ma ormai è fatta, è lui il simbolo dei blog». Cosa? Grillo è il simbolo dei blog? ma che cazzo stai dicendo?!? forse è nella mente di voi giornalisti da strapazzo che esiste quest’equazione (becera e inesatta); e se è così - ma, credimi, non lo è - è anche un po’ grazie ai giornali e alle Tv (e alla loro politica generalista e qualunquista) che, per anni, sono rimasti impermeabili alla produzione, anche di discreto livello, che i blog offrivano, fingendo di non vederli (anzi, attaccandoli duramente a testa bassa) per paura di un’impossibile (e assurda) concorrenza.
In fondo l’umanità che si riversa sul blog non è molto diversa da quella che incontriamo per strada. I blog saranno - com’è ormai prassi dire - anche autoreferenziali, ma non lo sono anche i giornali che si rimpallano messaggi criptici, comprensibili (e non sempre) solo agli addetti ai lavori?

Forse l’articolo di Maurizio Crippa, tra i tre, è quello che offre qualche spunto di riflessione in più, meno banale. Crippa afferma che la blogosfera favorisce «l’appiattimento del sapere. Perché il mezzo impedisce (tende a impedire) la gerarchizzazione delle informazioni, delle conoscenze». É vero che internet livella la «gerarchizzazione delle informazioni»: la grande mole di dati che si può trovare in rete rende, inevitabilmente, cruciale la capacità di riuscire a selezionare il materiale affidabile da quello meno affidabile, di separare il grano dal loglio, di riuscire a scovare le vere petite d’oro dal pietrume. Però, anche sul web esistono criteri di autorevolezza, una reputazione della fonte che, in qualche modo, riproduce una gerarchia delle informazioni da cui l’utente può decidere (è questo il punto) di attingere o meno. Quello che, invece, trovo sbagliato dire è che Internet favorisce «l’appiattimento del sapere». Secondo me, al contrario, lo diversifica e lo arricchisce quasi in modo esasperato. Ma, ovviamente, questa è un’opinione.
Ad ogni modo, cambiando prospettiva, il giudizio di Crippa potrebbe essere usato (contro Crippa) per affermare che la gerarchia dei media tradizionali è estremamente rigida. Ma allora, stimatissimo dottor Crippa, perchè mai attaccare uno strumento, il blog, che fornisce un’opportunità in più a tutti di sputtanare pubblicamente un giornalista o un politico che ha scritto, detto, o fatto una cazzata che, altrimenti, sarebbe potuta “rigidamente” passare inosservata?
É - e qui sta il punto - sul concetto di democrazia che bisogna capirsi. Se Grillo va dicendo che il suo blog è la democrazia, beh allora sono cavoli suoi, non dei blogger. La democrazia è rappresentanza, è partecipazione e, indubbiamente, i blog sono partecipazione, comunicazione e informazione (e più ce n’è, meglio è, per tutti e per la democrazia stessa), ma da qui a pretendere di annientare un sistema a partire da un blog (a tal proposito, vi scongiuro, leggete questo commento apparso sul sito di Tonino Di Pietro), pur con i suoi tanti visitatori, ce ne vuole. In fondo chi la pensa in questo modo non è tanto diverso da chi pretende di rovesciare un governo in piazza con i forconi e le forche. Se la cultura è illiberale, il mezzo (sia esso reale o virtuale) può veramente poco. A prescindere.

, , , , , , , , , ,

Share and Enjoy: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages.
  • del.icio.us
  • Reddit
  • Spurl
  • Digg
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Segnalo
  • YahooMyWeb

7 commenti

  1. Pubblicato 22 Settembre 2007 alle 07:11 | Permalink

    la blogosfera femminile descritta così:

    ’«altissimo pettegolezzo sentimentale» di molte blogger, che discettano su argomenti quali «l’amore le corna e le altre sciocchezze, le notti che non ci si aspettava e le lacrime che si aveva voglia di piangere, insieme a te non ci sto più e comunque sappiate tutti che lui porta le mutande coi rinforzi. Una condivisione strepitosa di segreti, il diario con il lucchetto senza più il lucchetto…».

    …e io cosa sono???
    Un’aliena?????

    Che non mi ci riconosco e non riconosco nessuna delle blogger che conosco???

    Benissimo cara Annalena ma - e scusami se sono così diretto - a te chi cazzo te lo fa fare di leggere tutte ’ste cose così pallose? che razza di blog hai nel tuo aggregatore? cambia canale, naviga verso altri lidi. Nessuno ti obbliga a stare li a leggere cose che non ti piacciono. O no?

    Ma invitate quasta qui a venire a leggere me e tante altre blogger…e poi se ne riparla

    Ma siamo veramente al limite…

  2. Pubblicato 22 Settembre 2007 alle 09:12 | Permalink

    Vedo che anche tu hai avuto la stessa impressione:
    qui
    Si prosegue da parte dell’establishment giornalistico nel comportamento di supponenza nei confronti della rete vista sempre e comunque come un parco giochi di pasticcioni egocentristi; che tristezza, potrebbero fare il salto di qualità e invece si ostinano a denigrare ciò che fanno finta di conoscere (perchè in fondo, diciamolo, è risaputo che la maggior parte di loro conosce in maniera molto superficiale le dinamiche della rete).

  3. Pubblicato 22 Settembre 2007 alle 10:07 | Permalink

    A me fa preoccupare più l’idea di Grillo come simbolo dei blogger. Azz sta diventando allora il leader di una casta… strano

  4. Pubblicato 22 Settembre 2007 alle 10:17 | Permalink

    Tranquillo Biagio: sembra che ci sarà un V-Day anche per i giornalisti. E’ da tempo che i giornalisti attaccano i blog. 10 anni fa attaccavano la Rete. Allora la Rete era considerata niente di più di enorme pornoshop. E’ l’ignoranza (e sono ‘giornalisti’, sic!) di chi scrive senza sapere di cosa sta parlando. Allora la Rete era equiparata al Web (ignorando che il protocollo http, quello del WWW appunto, è solo uno dei tanti protocolli della Rete. Internet non è il Web. Internet è il Web, i Newsgroup, la posta elettronica, le liste di discussione, le chat, IRC, Telnet, il file sharing, etc.). Ho letto articoli dove si confondevano programmi di file sharing come Emule con i siti web!!!
    Che dire poi dei giornalisti che scrivono sui blog? Quanto ho odiato certi ‘memi’ come quello dell’autoreferenzialità! Discussioni sull’aria fritta!
    E’ verissimo: i loro blog sono album di farfalle morte. I loro pensieri (come quelli di molti politici) sono sclerotizzati. Inteso nell’accezione più genuina del termine sclerotizzare: “rendere rigido, privo di capacità di adattamento ai mutamenti e sim.” (De Mauro).
    Ehm…mi rendo conto della lungaggine dei miei commenti e me ne scuso, ma i tuoi post riescono sempre a farmi infervorare.

  5. Pubblicato 22 Settembre 2007 alle 23:00 | Permalink

    I media tradizionali si dibattono ma sono morenti. Non i contenuti, i mezzi. Ferrara farebbe bene ad interessarsi di più ad internet perchè il suo giornalino senza i contributi statali non starebbe in piedi!

  6. Pubblicato 23 Settembre 2007 alle 04:39 | Permalink

    …e io cosa sono??? Un’aliena?????

    Secondo me - e l’ho anche scritto - la giornalista (giornalaia?) farebbe bene a svecchiare i link nel suo aggregatore. (Sempre che ne usi uno, of course)

    Si prosegue da parte dell’establishment giornalistico nel comportamento di supponenza nei confronti della rete vista sempre e comunque come un parco giochi di pasticcioni egocentristi

    e ancora

    E’ l’ignoranza (e sono ‘giornalisti’, sic!) di chi scrive senza sapere di cosa sta parlando.

    …è questo il punto di tutta la faccenda. Purtroppo è così. Purtroppo.

    mi rendo conto della lungaggine dei miei commenti e me ne scuso

    Scusarti?!? e di che? i tuoi sono interventi sempre interessanti.

  7. Pubblicato 23 Settembre 2007 alle 16:24 | Permalink

    Grazie, Biagio, è che a volte sono palloso e PEDANTE e me ne rendo conto…e con l’età non è che si migliori…

Un trackback

  1. Di approposito di blog… su Diary il 23 Settembre 2007 alle 16:58

    [...] …e la dice proprio bene! [...]

Scrivi un commento

La tua e-mail non sarà mai pubblicata o ceduta ad altri. I campi obbligatori sono contrassegnati con un *

*
*