Daily Archive for settembre 26th, 2007

prima che il peggio possa accadere…

birmania.jpgPurtroppo oggi è iniziata la repressione ordinata dalla Giunta militare al potere in Birmania sui monaci buddisti e gli altri civili che stamani, di nuovo, avevano ricominciato a marciare pacificamente – violando il divieto imposto dalle autorità – per le strade delle principali città del paese. Almeno sei persone, tra cui tre monaci, sono rimaste uccise nelle cariche della polizia contro i manifestanti a Yangon.
Di fronte al rischio sempre più concreto di una nuova Tienanmen non bastano più, oramai, le nuove sanzioni annunciate proprio ieri da Bush all’Onu. Occorre, a mio avviso, portare il caso al Consiglio di Sicurezza per dichiarare illegittimo il governo birmano. Per evitare che altro sangue innocente venga versato occorre che la Giunta militare in Birmania venga destituita, con le buone o con le cattive.
Nel gennaio di quest’anno (il 12 gennaio, per la precisione) Russia e Cina hanno posto un insolito doppio veto in Consiglio di Sicurezza su una risoluzione che chiedeva semplicemente al regime del Myanmar di rispettare i diritti umani e avviare una transizione verso la democrazia. Difficile, quindi, aspettarsi oggi qualcosa di più dal Consiglio di Sicurezza. Una generica e vuota condanna per l’accaduto suonerebbe, veramente, come un oltraggio a quei morti innocenti. Occorre intervenire subito, prima che il peggio possa accadere

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una sentenza di buon senso…

fecondazione.jpgAd una coppia sarda il tribunale di Cagliari ha riconosciuto il diritto di ricorrere alla diagnosi preimpianto per fare analizzare il proprio embrione congelato. La vicenda era partita da un ricorso della stessa coppia cagliaritana che, due anni fa, aveva chiesto di poter eseguire la diagnosi preimpianto su alcuni embrioni congelati prima di procedere con le tecniche di fecondazione in vitro. Con la decisione del giudice, l’ospedale e il medico incaricato controlleranno lo stato dell’embrione, verificando così se il futuro nascituro può essere colpito da talassemia (perché entrambi i genitori ne sono portatori sani). Solo nel caso in cui l’embrione sia sano il medico procederà all’impianto e quindi alla gravidanza. La sentenza che molti si sono affrettati a definire innovativa perché sembrava ai più superare la famigerata legge 40, in realtà – e lo spiegano bene dallo stesso tribunale civile di Cagliarinon ha contraddetto la norma di legge ordinaria per l’ottima ragione che «quella legge non contiene divieto esplicito su questa pratica medica». Vale inoltre la pena ricordare che al Referendum del 2005 gli italiani non espressero col voto un giudizio d’appoggio alla legge – al di là di quanto qualcuno vorrebbe farci credere -: disertando le urne si è lasciato al Parlamento e alla magistratura piena libertà per successive evoluzioni, interpretazioni e modifiche.
Ovviamente – manco a dirlo -, la Cei si è fatta subito sentire. «La sentenza – ha commentato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori – appare in netto contrasto con la legge 40 e l’interpretazione della Corte Costituzionale: un giudice non può emettere un giudizio che smentisce la legge e la Consulta». Un giudizio che non mi convince (e sul quale vorrei, almeno per una volta, evitare commenti perché ripetere fino alla noia le stesse identiche argomentazioni mi provoca un certo betori030407~0.jpgmalessere), anche se, in un certo senso, lo trovo legittimo. É evidente che lo scopo della Chiesa è difendere una posizione, un principio, a suo dire etico e religioso non trattabile, non sottoponible, cioè alla scienza, alla ricerca, alle conquiste tecnologiche applicate alla medicina. Non si transige. Così è, e così sia. Punto.
Intendiamoci e chiariamo: io la penso ben diversamente e, lo dico, sin da subito, che concordo coi giudici sardi, ma, lo ripeto, trovo (assolutamente non condivisibile, ma almeno) coerente l’atteggiamento della Chiesa. Il punto dolente della faccenda, invece, sono le dichiarazioni dei politici. E, si badi bene, non mi riferisco alle solite dichiarazioni di Volontè (che parla di sentenza «palesemente influenzata dall’ideologia radicale e sinistroide» ) o a quelle di Buttiglione («Non è la legge 40 a dover essere riformata bensì la sentenza del Tribunale di Cagliari» ) quanto piuttosto alle dichiarazioni di alcuni esponenti di Fi, per di più donne e parlamentari. L’on. Maria Burani Procaccini, ad esempio, ricorrendo a parole reboanti e predicatorie, ha dichiarato: «È gravissimo che un Tribunale, come quello di Cagliari, bypassi una legge dello Stato ed una pronuncia della Corte Costituzionale decidendo di disapplicare la legge 40: il ministro Mastella dovrebbe inviare subito un’ispezione». Testuali parole. A mio avviso è gravissimo il fatto che si dichiari che il ministro della giustizia debba mandare gli ispettori per una sentenza di un tribunale… siamo, veramente, al delirio. Ma, purtroppo le dichiarazioni assurde non si fermano qui e a cadere nel ridicolo c’ha pensato l’on. Isabella Bertolini, sempre di Fi, che ha giudicato la sentenza manco fosse ispirata alle teorie della razza eletta dei Terzo Reich (in realtà all’assurdo paragone s’è spinta Lucetta Scaraffia su l’Avvenire di oggi), bollandone la «pericolosissima deriva genetica» e, come se non bastasse, condannando irrevocabilmente la «liceità di una aberrante selezione artificiale di embrioni». Un delirio.
Per fortuna c’è, anche nel Parlamento, chi cerca di riportare questa «sentenza di buon senso» all’interno di una discussione, di un confronto alto, su un tema di fondo: «É possibile impedire – si chiede il ministro Emma Bonino – l’accesso alle tecnologie sulla base di motivazioni religiose o di qualunque altro genere?» Appunto. Altro che invocare i fantasmi dell’eugenetica razzista o gli ispettori di Mastella…

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