Purtroppo oggi è iniziata la repressione ordinata dalla Giunta militare al potere in Birmania sui monaci buddisti e gli altri civili che stamani, di nuovo, avevano ricominciato a marciare pacificamente - violando il divieto imposto dalle autorità - per le strade delle principali città del paese. Almeno sei persone, tra cui tre monaci, sono rimaste uccise nelle cariche della polizia contro i manifestanti a Yangon.
Di fronte al rischio sempre più concreto di una nuova Tienanmen non bastano più, oramai, le nuove sanzioni annunciate proprio ieri da Bush all’Onu. Occorre, a mio avviso, portare il caso al Consiglio di Sicurezza per dichiarare illegittimo il governo birmano. Per evitare che altro sangue innocente venga versato occorre che la Giunta militare in Birmania venga destituita, con le buone o con le cattive.
Nel gennaio di quest’anno (il 12 gennaio, per la precisione) Russia e Cina hanno posto un insolito doppio veto in Consiglio di Sicurezza su una risoluzione che chiedeva semplicemente al regime del Myanmar di rispettare i diritti umani e avviare una transizione verso la democrazia. Difficile, quindi, aspettarsi oggi qualcosa di più dal Consiglio di Sicurezza. Una generica e vuota condanna per l’accaduto suonerebbe, veramente, come un oltraggio a quei morti innocenti. Occorre intervenire subito, prima che il peggio possa accadere…
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3 commenti
Spero solo che questo atto di eroismo possa smuovere le torbide acque del ex birmania…mi da i brividi vedere che da poche centinaia di monaci buddhisti si è passati a migliaia e migliaia di uomini e donne.
Non saprei, la vedo dura per i poveri manifestanti e anche la stessa unione sovietica a dato il fermo agli usa dicendo che questa è una questione lagata agli AFFARI INTERNI del paese … cosa avranno mai in mente, di ammazzarli tutti????
@Mauro: sto seguendo la vicenda così com’è racconta su un blog della BBC. E’ allucinante che l’Onu resti a guardare. Assurdo.