Trick or treat…

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…tra streghe, fantasmi, zombie e fassini… divertitevi!
(ma, mi raccomando, tenetevi alla larga dai vampiri).

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braccia sottratte all’agricoltura…

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due pesi e due misure…

staminali-embrionali.jpg«Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita - recita l’art.3 della legge n. 40/2004 - è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico», ovvero, detto in altro modo, non possono ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita le coppie non sterili o non fertili. Tale premessa è indispensabile per evidenziare un caso, a dir poco paradossale, che proprio ieri è stato strombazzato, da tutti i media, come un atto di «grande civiltà»: Raffaele Cutolo, ex superboss della Nuova camorra organizzata, condannato a nove ergastoli, in carcere dal 1982 e sottoposto da quattordici anni al regime del 41 bis é diventato padre grazie alla fecondazione medicalmente assistita.
Se é un atto di «grande civiltà» permettere a Cutolo di essere padre - ché a causa del 41 bis il camorrista non avrebbe potuto, materialmente, copulare - non si capisce perché non é possibile consentire di derogare alla legge 40/2004 a tutte quelle coppie non sterili e portatrici, però, di patologie virali e/o genetiche che rischiano di trasmettersi o al nascituro o al patner. Sta a vedere che l’unica possibilità che è rimasta a queste coppie per avere un bambino sano é quella di delinquere e «godere dei privilegi» del 41 bis?
Dura lex, sed lex (non per tutti).

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coerenza alla verità…

ben_papa.jpg«La vita umana - recita il Catechismo (Catechismo, 2270) - deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento». É questo quello che un buon cattolico avrebbe l’obbligo morale di dire ed è questo, nelle prime battute, quello che scrive stamani Giuseppe Anzani sulle colonne di Avvenire per discutere (e riflettere) sulle parole pronunciate ieri da Sua Santità sull’obiezione di coscienza dei farmacisti cattolici. «Il magistero del pontefice della Chiesa cattolica - scrive Anzani, nella sua “omelia” - ha come intonazione profonda il vangelo, e la fedeltà al vangelo vuole coerenza alla verità, costi quel che costi, e obbedienza “Deo magis quam hominibus”». Ed è proprio facendo appello alla «coerenza alla verità» che mi pare giusto riflettere su quel «modo assoluto» al rispetto per la vita richiamato, appunto, nel Catechismo. «L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte - Catechismo, 2267 -, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani». Sicché non v’è da rintracciare alcuna ipocrisia nel fatto che la Santa Sede intessa rapporti con Pechino («Le Autorità civili - scrive il Pontefice - sono ben consapevoli che la Chiesa, nel suo insegnamento, invita i fedeli ad essere buoni cittadini, collaboratori rispettosi e attivi del bene comune nel loro Paese» ) affinché ai «cittadini cattolici» sia garantito «il pieno esercizio della loro fede, nel rispetto di un’autentica libertà religiosa», nonostante che in Cina - e questo è un particolare di non poco conto - siano state eseguite, nel solo 2006, almeno cinquemila esecuzioni capitali. É vero, però, che il pieno esercizio della fede («nel rispetto di un’autentica libertà religiosa», appunto) imporrebbe ad ogni buon cattolico di dire espressamente che «la cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave» (Catechismo, 2272): «Non si può tacere - ha detto, coerentemente, ieri Benedetto XVI - sulle molecole che cancellano la vita di una persona o evitano l’annidamento dell’embrione». «Nel campo dei rapporti sociali - è Anzani questa volta a parlare -, al bivio delle scelte cruciali fra una condotta che altri pretendono e che la coscienza rifiuta come ingiusta, il primato della legge morale traccia la via esigente del dovere, fino al sacrificio». Bene. Fatto sta però che in Cina, nel solo 2006, sarebbero stati praticati dieci milioni di aborti. Qualche cosa, qui, non torna: da un lato si chiede il rispetto per la vita e dall’altro si mettono in atto compromessi con «le Autorità civili» di Pechino senza provare, minimamente, a dissentire su questioni etiche (il che la dice lunga su quale “autenticità” sia la “libertà religiosa” per la quale si sta trattando). Bieco opportunismo? E cos’altro? Non è del resto con questa tattica che la casta parassita dei chierici è riuscita a vivere e a pascere per più di due millenni?

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alle antiche tradizioni…

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«Non si può tacere sulle molecole che cancellano la vita di una persona o evitano l’annidamento dell’embrione». Così Sua Santità, stamani, esortava i farmacisti cattolici a praticare l’obiezione di coscienza. Se Benedetto XVI continua di questo passo, tra non molto, gli toccherà ritornare sull’argomento e consigliare l’obiezione di coscienza anche ai merciai. Senza le pillole che hanno «scopi chiaramente immorali, come per esempio l’aborto» occorrerà ritornare ai ferri da calza: potrà un merciaio cattolico continuare a venderli senza porsi alcun problema etico?

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carta canta…

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Art. 6Rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di comunicazione di massa - Nei contatti con la stampa e con gli altri mezzi di comunicazione il magistrato non sollecita la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio.
Quando non è tenuto al segreto o alla riservatezza su informazioni conosciute per ragioni del suo ufficio e ritiene di dover fornire notizie sull’attività giudiziaria, al fine di garantire la corretta informazione dei cittadini e l’esercizio del diritto di cronaca, ovvero di tutelare l’onore e la reputazione dei cittadini, evita la costituzione o l’utilizzazione di canali informativi personali riservati o privilegiati.
Fermo il principio di piena libertà di manifestazione del pensiero, il magistrato si ispira a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni ed interviste ai giornali e agli altri mezzi di comunicazione di massa.

Codice etico adottato dal Comitato Direttivo Centrale
dell’Associazione Nazionale Magistrati

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darwinismo…

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Invece di far ripetere a tutti la prova di ammissione con nuovi test, il Tar della Puglia — leggo da Repubblicaha accolto il ricorso presentato da oltre 200 studenti contro l’annullamento deciso dal rettore. Così, con questo provvedimento, il Tar invalida la prova solamente degli indagati (ritenuti, però, de facto, colpevoli fino a prova contraria) perché avrebbero ricevuto dall’esterno le risposte ai quiz della prova di ammissione. Quelli più furbi, quelli che invece non si sono fatti scoprire, vanno, giustamente, premiati: è selezione naturale.

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…la zucca vuota.

pumpkin1.gifÉ, per ora, l’ultimo anatema contro Halloween. A lanciarlo è don Marino Bruno (sticazzi), insegnante di religione e parroco della chiesa di Santa Maria delle Nasche, che con (o senza? ) l’imprimitur dell’arcivescovo Bagnasco, dalle colonne del settimanale cattolico «Il Cittadino», usa parole dure, quasi sconcertanti, contro la festa di ognissanti: «Halloween [...] è pedofilia esercitata in campo morale, psicologico, spirituale, mentale, senza violentare il corpo».
Leggendo con attenzione quanto scrive il chierico genovese (l’invettiva contro Halloween è stata diluita in due articoli) non è difficile esprimere - anche per chi non è esperto - un giudizio oggettivo sullo stato mentale del parroco: s’è bevuto il cervello.
«Giocare a fare il fantasma - dice don Marino - o altro ancora, giocando a vivere il ruolo di “spirito inquieto”, non è educativo» e quindi - è la conclusione del prete genovese - «ai genitori ed agli educatori cristiani chiedo di evitare ogni manifestazione legata ad Halloween». Un’obiezione di coscienza contro le zucche vuote, insomma!
Un articolo, quello di don Bruno, gravido di scempiaggini e di ridicolaggini che, se non fosse scritto con il serio intento di mortificare un’innocua festa, sarebbe un pezzo di una comicità inarrivabile. La festa delle zucche vuote, pericolosa tanto quanto l’adescamento dei pedofili: e che cazzo!
Certo, questo è vero, resta difficile collegare le antiche tradizioni che si celano dietro ad Halloween con il merchandising dei negozi e le feste danzanti in discoteca: «Halloween - scrive don Marino - è solo un evento commerciale». Eccome non essere d’accordo, su questo punto, col chierico. Ma, mi domando, non è così anche per il Natale? e l’Epifania?
Suvvia, don Marino, non essere troppo rigido, rilassati e lascia che i bambini si divertano. Segui - se vuoi - il mio consiglio: comprati una bella zucca vuota e va’ a bussare alle porte del vicinato chiedendo «dolcetto o scherzetto?». A te, per festeggiare, bastano veramente pochi spicci (quelli per comprare una zucca): il vestito adatto per la serata tu, caro mio, già ce l’hai.

PS: per personale antidoto contro quest’ennesima manifestazione di intolleranza clericale chi scrive, per la prima volta, esibirà alla finestra di casa la scandalosa zucca illuminata e porterà il pargolo (quasi) treenne al laboratorio di Halloween.

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artist’s shit…

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«Quella cagata di affresco non lo si può danneggiare più di così, è già un fantasma». Così Vittorio Sgarbi. La «cagata» sarebbe l’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci (quivi in alto riprodotta).
A più di 500 anni dalla produzione, la «cagata» di Leonardo fa ancora parlare di se. Quelle dell’illustre critico d’arte, invece, già adesso non se le fila nessuno. (Manco di striscio).

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faziosità ecclesiali…

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Festa grande oggi in Vaticano. Tempi di sconti, verrebbe da pensare: Benedetto XVI beatificherà, in un colpo solo, 498 nuovi martiri in una solenne (e affollata) cerimonia. La beatificazione collettiva di così tanti religiosi uccisi durante la guerra civile spagnola è stata fortissimamente voluta dai vertici della chiesa spagnola («una beatificazione così numerosa non è stata preparata per coltivare alcuna megalomania. La cerimonia e la festa - ha spiegato il Segretario della Conferenza Episcopale - saranno grandi perché grande è la pagina della storia della Chiesa in Spagna che in esse si riflette» ). La gerarchia ecclesiastica spagnola, però, ha smentito di voler, con questo plateale gesto, attaccare la Legge sulla Memoria Storica del governo Zapatero. «I martiri - dice l’Arcivescovo metropolitano di Barcellona - sono al di sopra delle circostanze tragiche che li hanno condotti alla morte». Se in questi anni i vertici ecclesiastici non fossero stati così aggressivi, la smentita potrebbe essere anche credibile. Ma l’attivismo dimostrato è un chiaro messaggio: la chiesa continua a reclamare, in tutti i campi della vita pubblica, uno spazio che non le spetta. E non è tutto: lo reclama da una posizione chiaramente di parte sia sui problemi di stretta attualità sia sulla storia recente del paese. Un’istituzione che dice di essere portatrice del messaggio evangelico dovrebbe voler rasserenare il dibattito: la gerarchia ecclesiastica spagnola, invece, vuole solo far prevalere la sua linea.
Proclamare 498 vittime di una delle due parti coinvolte nella guerra civile e non provare alcuna pietas per le vittime dell’altra parte dimostra una cecità fanatica e faziosa. Soprattutto visto che, dopo essersi schierata incondizionatamente con Franco, la chiesa non ha mai riconosciuto l’errore di aver appoggiato un regime politico dittattoriale che terrorizzava la popolazione (lo reclama a voce alta l’Associazione per la Memoria Storica, che ricerca fosse comuni in cui si trovano vittime delle forze di quel brav’uomo di Franco). La chiesa (spagnola) con questo gesto ha rinunciato alla sua autorità morale (quel poco che gli era rimasta) in favore della militanza politica. Dopo trent’anni di libertà democratica, la società civile ha, per fortuna, preso una strada diversa, e per questo non può rimproverare alla chiesa di onorare, legittimamente, come meglio crede, con i suoi modi, alcune vittime che considera sue. Quello che deve rimproverare, invece, è di fare una sporca e meschina distinzione - netta e precisa - tra queste vittime e le altre: ogni famiglia spagnola ha una vittima da piangere (sia in campo repubblicano che tra i nazionalisti).
I Vescovi affermano che la Spagna è un paese di martiri: potrebbe essere anche un peso orribile di cui liberarsi. Altro che vanto.

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