Ucraina: tutto ancora da decidere…

Yulia Timoschenko.jpgSi materializza, man mano che si contano i voti, il tanto temuto stallo politico in Ucraina: il responso elettorale (almeno fino ad ora) non ha delineato nessuna chiara vittoria.
Il Partito delle Regioni del premier uscente Viktor Yanukovic arriva primo, ottiene - secondo la commissione elettorale - un lusinghiero 33,3 per cento ma difetta di capacità coalizionale: avrebbe il diritto di provare a formare il nuovo governo ma al momento solo i comunisti (con il loro 5,3 per cento) si dichiarano pronti ad appoggiarlo. Yanukovic, per ora, avrebbe bisogno di altri alleati - tutti da convincere - anche se scendere a patti con loro significherebbe, inevitabilmente, tagliarsi le gambe (politicamente parlando) per le future ambizioni: un’alleanza mortale, insomma.
Sul fronte opposto, invece, c’è forte euforia. Yulia Timoschenko - con la sua campagna elettorale giocata, soprattutto, su una massiccia dose di populismo - può essere considerata la vera vincitrice di questo voto. Il suo “Blocco arancione” ha raggiunto un inatteso 31,3 per cento.
Il vero sconfitto è Yuschenko: il 14,6 per cento è un risultato più che deludente. Ha pagato, duramente, il fallimento della sua politica riformista e, soprattutto, il “piccolo inciucio” con il suo rivale Yanukovic. Il bandolo della matassa, però, resta nelle sue mani; sia perché tocca al presidente decidere a chi affidare l’incarico di formare il nuovo governo sia perché timoschenko04.jpgquel 14 per cento rappresenta comunque un appetibile bocconcino per entrambe le parti in causa: deciderà di consegnare il paese alla Timoschenko o a Yanukovic?
É chiaro che la delicata partita in gioco é tutt’altro che scontata. Troppe sono le variabili da considerare. Innanzitutto la lobby degli oligarchi, quelli che finanziano e condizionano partiti e leader politici. Sotto questo aspetto risulta del tutto impropria la netta divisione che si fa sulla stampa europea tra campo filo-occidentale (gli arancioni di Yulia Timoshenko e dal presidente Viktor Yushchenko) e campo filo-russo (il blocco del premier Viktor Yanukovich). Gli interessi e le alleanze di questo ambiente influente e poco chiaro non conoscono coordinate geografiche e colori. Inoltre c’è anche da dire che, molto probabilmente, giocheranno un ruolo decisivo anche le ambizioni presidenziali dei leader in campo. Il nuovo presidente sarà eletto fra due anni e tutto, evidentemente, verrà fatto in funzione di quel voto: Yuschenko può tentare la risalita politica alleandosi con il miglior offerente.
Il risultato di ieri lascia l’Ucraina con il fiato sospeso, nel bel mezzo di una crisi politica che può solo peggiorare se i diretti interessati non sapranno gestirla con rapidità. Resta sempre aperta la tentazione di usare la piazza (si dice che i blu sarebbero pronti a marciare su Kiev se gli sviluppi politici non saranno di loro gradimento) o di gridare ai brogli per invalidare i risultati elettorali (Yuschenko accusa i filorussi di giocare sporco, ventilando la possibilità di brogli, non certo a favore della sua coalizione). Insomma: nulla è scontato. La situazione è tutt’altro che semplice da gestire e, soprattutto, è una situazione fortemente instabile che stride con il fiorente periodo economico che l’intera Ucraina sta vivendo da qualche anno.
Tutto è ancora da decidere.
Staremo a vedere…

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3 commenti

  1. Pubblicato 2 Ottobre 2007 alle 12:11 | Permalink

    posso solo dire che quell’acconciatura con la treccia è MITICA!

  2. Pubblicato 2 Ottobre 2007 alle 12:50 | Permalink

    uell’acconciatura con la treccia è MITICA!

  3. Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 18:27 | Permalink

    tra poco tocca alla polonia…altro terreno piuttosto caldo…Si parla addirittura di un ritorno in politica di Lech Walesa… e poi ancora gli ultra conservatori Katzynski… staremo a vedere…

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