Daily Archive for ottobre 3rd, 2007

…uno dei tanti costi della democrazia

piancone290907.jpgDi sera dormiva nel carcere di Vercelli, «di giorno – dice il suo avvocato – faceva il bidello in una scuola a Torino» ma, nella realtà, quella del bidello non era la sua unica attività diurna. Cristoforo Piancone, 57 anni, membro della direzione strategica delle vecchie Brigate Rosse, in regime di semilibertà per decisione dell’autorità giudiziaria, è stato, infatti, arrestato ieri per una tentata rapina alla sede centrale del Monte dei Paschi a Siena.
Il curriculum di Piancone è di quelli importanti: condanna all’ergastolo per concorso in sei omicidi, due tentati omicidi, imputato per la strage di via Fani e per l’omicidio di Aldo Moro. Una brava persona, insomma.
Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha commentato duramente l’episodio (e ci mancherebbe) sentenziando che i giudici «debbono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme». Sticazzi ministro Amato. Avrei anch’io detto la stessa cosa. Ma, mi chiedo, i giudici hanno, veramente, la preparazione, l’esperienza necessaria, la sensibilità per essere pienamente responsabili in prima persona, e non doversi nascondere dietro i cavilli burocratici delle norme? (per non essere, caso mai, costretti a subire gli attacchi di qualche ministro, un trasferimento coatto o, al limite, subire l’esame di qualche ispettore ministeriale?)
In astratto, da quello che m’è parso di capire leggendo i giornali di stamani, il provvedimento assunto a suo tempo nei confronti di Piancone risulta nei casi contemplati dalla legge. La legge – tuttora in vigore – che porta il nome di Mario Gozzini, infatti, prevede che anche agli ergastolani (e Piancone lo era) sia concessa la semilibertà purché questi abbiano espiato almeno vent’anni di pena (e Piancone era stato arrestato nel 1978 e sottoposto a regime di semilibertà nel 2004: 26 anni). Ora è possibile che il magistrato che ha concesso il beneficio abbia sbagliato. Errare humanum est. Fa specie, è vero, che un ex (?) brigatista condannato all’ergastolo per una sequenza impressionante di omicidi e di fatti eversivi, irriducibile, mai dissociato, abbia potuto ottenere il beneficio della semilibertà. Sarà compito delle autorità competenti stabilire se il provvedimento è stato assunto nel rispetto dei requisiti sostanziali oltre che quelli formali. Se ciò non è accaduto si valuteranno, evidentemente, delle sanzioni per i responsabili. Ma stare qui a incriminare l’intero sistema carcerario cercando, da un lato, di discolparsi e dall’altro di accusare è veramente ridicolo oltre che demagogico. La legge Gozzini è in vigore da ventuno anni e nel corso di tutto questo tempo non è stato fatto assolutamente nulla per modificarla, né dal centro-sinistra né tanto meno dal centro-destra. Non vorrei, adesso, che per uno dei pochissimi che torna a delinquere (tradendo la fiducia di chi gliel’ha concessa) si annientino le speranze e la fiducia di chi, in regime di semilibertà non delinque affatto. La sicurezza è un’esigenza primaria dei cittadini, ma anche i diritti costituzionali riconosciuti a tutti (condannati compresi) lo sono. Piaccia o no questo è un principio irrinunciabile di civiltà giuridica: uno dei tanti costi della democrazia.

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