…uno dei tanti costi della democrazia

piancone290907.jpgDi sera dormiva nel carcere di Vercelli, «di giorno - dice il suo avvocato - faceva il bidello in una scuola a Torino» ma, nella realtà, quella del bidello non era la sua unica attività diurna. Cristoforo Piancone, 57 anni, membro della direzione strategica delle vecchie Brigate Rosse, in regime di semilibertà per decisione dell’autorità giudiziaria, è stato, infatti, arrestato ieri per una tentata rapina alla sede centrale del Monte dei Paschi a Siena.
Il curriculum di Piancone è di quelli importanti: condanna all’ergastolo per concorso in sei omicidi, due tentati omicidi, imputato per la strage di via Fani e per l’omicidio di Aldo Moro. Una brava persona, insomma.
Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha commentato duramente l’episodio (e ci mancherebbe) sentenziando che i giudici «debbono essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme». Sticazzi ministro Amato. Avrei anch’io detto la stessa cosa. Ma, mi chiedo, i giudici hanno, veramente, la preparazione, l’esperienza necessaria, la sensibilità per essere pienamente responsabili in prima persona, e non doversi nascondere dietro i cavilli burocratici delle norme? (per non essere, caso mai, costretti a subire gli attacchi di qualche ministro, un trasferimento coatto o, al limite, subire l’esame di qualche ispettore ministeriale?)
In astratto, da quello che m’è parso di capire leggendo i giornali di stamani, il provvedimento assunto a suo tempo nei confronti di Piancone risulta nei casi contemplati dalla legge. La legge - tuttora in vigore - che porta il nome di Mario Gozzini, infatti, prevede che anche agli ergastolani (e Piancone lo era) sia concessa la semilibertà purché questi abbiano espiato almeno vent’anni di pena (e Piancone era stato arrestato nel 1978 e sottoposto a regime di semilibertà nel 2004: 26 anni). Ora è possibile che il magistrato che ha concesso il beneficio abbia sbagliato. Errare humanum est. Fa specie, è vero, che un ex (?) brigatista condannato all’ergastolo per una sequenza impressionante di omicidi e di fatti eversivi, irriducibile, mai dissociato, abbia potuto ottenere il beneficio della semilibertà. Sarà compito delle autorità competenti stabilire se il provvedimento è stato assunto nel rispetto dei requisiti sostanziali oltre che quelli formali. Se ciò non è accaduto si valuteranno, evidentemente, delle sanzioni per i responsabili. Ma stare qui a incriminare l’intero sistema carcerario cercando, da un lato, di discolparsi e dall’altro di accusare è veramente ridicolo oltre che demagogico. La legge Gozzini è in vigore da ventuno anni e nel corso di tutto questo tempo non è stato fatto assolutamente nulla per modificarla, né dal centro-sinistra né tanto meno dal centro-destra. Non vorrei, adesso, che per uno dei pochissimi che torna a delinquere (tradendo la fiducia di chi gliel’ha concessa) si annientino le speranze e la fiducia di chi, in regime di semilibertà non delinque affatto. La sicurezza è un’esigenza primaria dei cittadini, ma anche i diritti costituzionali riconosciuti a tutti (condannati compresi) lo sono. Piaccia o no questo è un principio irrinunciabile di civiltà giuridica: uno dei tanti costi della democrazia.

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5 commenti

  1. Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 09:29 | Permalink

    Io quando leggo questi tuoi post (oltre a sentirmi politicamente ignorantello) ammetto di rimanere senza parole per come siamo, ahimè, organizzati politicamente\statalmente.

  2. Tiziana
    Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 11:58 | Permalink

    Concordo.La Gozzini può essere modificata quanto vogliamo ma concernendo Benefici e non Diritti, vedo improbabile (ed inauspicabile) l’introduzione di automatismi che, contrariamente a quanto si suppone, sarebbero tutt’altro che rassicuranti.Il ruolo del magistrato è e rimarrà centrale ed irrinunziabile . Inoltre non si vede perchè stravolgere l’impianto di una legge che funziona per il 99% dei casi.Va benissimo il rispetto dei famigliari delle vittime ma anche quello del 99 % dei detenuti ( e famiglie ) che grazie a questa legge hanno potuto attendere alla riabilitazione (che è un dettato costituzionale e non acqua fresca).Ricordo infine che le richieste dei benefici di legge sono in larga parte respinte e che lo stesso provvedimento già contiene esclusioni ivi compresa quella dei reati di terrorismo ( da dicembre 1979 ).Insomma Piancone è l’ennesimo pretesto per aumentare nei cittadini il senso d’insicurezza approfittand,o oltre che della complessità della materia, anche di un momento di evidente difficoltà del Guardasigilli,difficoltà queste che con la Giustizia entrano poco.

  3. Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 13:17 | Permalink

    Che la centralità delle persone che fanno rispettare le regole sia fondamentale non c’è dubbio. La legge è per sua natura “interpretabile” in moltissime situazioni. Pensa solo ad un vigile che dà una multa ad un’auto in seocnda file: l’auto in seocnda file potrebbe starci per una emergenza ed in quel caso il vigile la multa non dovrebbe darla.

    Ma chi ha la facoltà di interpretare ha anche la responsabilità del ruolo che si assume. E la sua intepretazione deve essere tanto più meditata quanto più è “difficile”.

    Ora, rilasciare un ergastolano come questo, è un chiaro gesto irresponsabile. E quindi come è stata presa questa decisione? Un uomo solo può prenderla o dovrebbero, in questi casi, essere apposte le firme di due o tre giudici?

    Qui non si tratta di aumentare il senso di insicurezza, si tratta di rilevare come ci siano delle persone che prendono decisioni e forse non sono all’altezza di farlo. E se è naturale che non tutti siano perfetti e che quindi ci sia la possibilità di errore, va forse rivista qualche modalità precedurale per evitare che decisioni affette da gravi errori, possano “passare”.

  4. Tiziana
    Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 17:16 | Permalink

    Escludo possano esistere procedure tali da restringere il margine d’errore. E comunque il dato dell’imperscrutabilità rimarrebbe anche in presenza di ulteriori esclusioni dai Benefici.Siamo,come ricordato, in presenza di una modesta casistica.Centinaia di detenuti in semilibertà usufruiscono della Gozzini con esiti positivi.Tutto si può migliorare,per carità.Mi sembra tuttavia che da più parti, si tenda a mettere in discussione il Principio piuttosto che a correggere il tiro.Misure per il recupero dei detenuti, vanno in direzione di una maggiore sicurezza.Poche cose abbiamo buone,quelle poche andrebbero tutelate con maggior decisione.

  5. Pubblicato 4 Ottobre 2007 alle 17:33 | Permalink

    si tenda a mettere in discussione il Principio piuttosto che a correggere il tiro.

    concordo assolutamente.

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