Daily Archive for ottobre 4th, 2007

Una calma col volto della morte…

burma.jpgLe flebili voci che arrivano dalla Birmania ci raccontano di centinaia di morti e di migliaia di arresti. Il silenzio e l’oscurità, in cui il regime ha saputo avvolgere la Birmania dopo le manifestazioni di protesta dei monaci e dei civili, hanno favorito la dura repressione: deportazioni di massa, gulag, monaci spariti nel nulla. Molto probabilmente il feroce atto repressivo attuato dalla Giunta contro la National League for Democracy farà si che il movimento democratico non sarà in grado di nuocere ai Generali per parecchi anni a venire.
L’unica speranza che è, per ora, rimasta in piedi è quella che la Cina stia tirando le fila di un avvicendamento nella giunta: il generale più “moderato”, il numero due del regime, Maung Aye (che ha incontrato anche la leader democratica Aung San Suu Kyi) dovrebbe succedere all’odiato Than Shwe, ormai inviso alla comunità internazionale. Ad un anno dalla vetrina dei giochi olimpici, Pechino non può presentarsi al mondo come protettore di macellai sicché la carta del generale moderato da sostituire a Shwe potrebbe – in termini d’immagine – tornare molto utile. Il tanto agognato avvicendamento (che molti danno per certo visto che la famiglia del generale ha lasciato già il paese), però, contribuirebbe a tenere in piedi il regime militare il che sarebbe un segnale catastrofico per i sogni di democrazia di quel popolo: uno sfregio alla memoria dei morti che questa rivoluzione non violenta ha prodotto. Nulla – nella sostanza – cambierebbe per il popolo birmano; molto invece significherebbe per l’Occidente che, impotente, si accontenterebbe di un risultato posticcio, di una soluzione di comodo pur di non mostrare tutta la sua fragilità. Magari rivendicando, o illudendosi, di aver risolto la crisi e di aver riportato la calma nel paese. Una calma col volto della morte…

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Veltroni: «Voglio Veronica Lario in squadra»…

veronica Lario.jpgPremetto che, tranne per la lettera scritta a Repubblica sei mesi fa, non ho mai letto nulla riguardante la signora Veronica Lario in Berlusconi. Da quello che m’è parso di capire dai giornali di stamani mi sembra che la signora Veronica sia persona intelligente e aperta. Mi ha fatto piacere di apprendere, quindi, che anche quel mattacchione di Uòlter la pensa così. Ieri infatti s’è sparsa la voce che il candidato in pectore alla guida del Partito democratico volesse arruolare la moglie del Cavaliere nella sua squadra. «Sarebbe bello disporre di un contesto – ha dichiarato il sindaco di Roma a Maria Latella – dove Veronica Berlusconi possa dare un suo contributo». Veronica, dice Veltroni, è open minded, curiosa, ha una grande autonomia intellettuale e, cosa non di poco conto, è discreta. Per quel poco che mi è parso di capire sulla signora, credo che il giudizio di Veltroni sia abbastanza condivisibile. Forse avrei evitato quel open minded, ma per il resto diciamo che lo quoto in toto.
La differenza però tra quello che penso io – e a volte scrivo – e Walter è che io non sono candidato a segretario del Partito democratico. Veltroni, si. E la cosa non è di poco conto. Se le affermazioni di Veltroni le avessi fatte io, poco sarebbe importato a chiunque. Ma se a farle è Veltroni, bhé qualche riflessione e qualche domanda in più s’impongono. Rosy Bindi – se potete (purtroppo non ho uno scanner sotto mano) procuratevi la Republica di stamani e godetevi la vignetta di ElleKappa a pag. 9 – pensa che quella di Veltroni sia «l’esternazione piu’ improbabile che ho sentito dall’inizio della campagna per le primarie». Personalmente non la penso esattamente così. Trovo che si sia trattato, semplicemente, di una proposta di reclutamento ad una signora che nel corso degli ultimi mesi ha avuto una certa notorietà – ed è stata applaudita da molti per quel suo gesto – per aver osato sfidare l’arroganza maschilista del Caimano.
Sinceramente mi rifiuto di pensare che Walter abbia voluto, con questa sua proposta (indecente), fare un dispetto al Cavaliere con una provocazione in stile Sarkò; se così fosse avrebbe mostrato una certa sudditanza (psicologica) nei confronti del suo diretto avversario politico (Veronica, pensaci tu, solo tu ci puoi aiutare; ché noi da soli non ne siamo capaci). Né tanto meno penso che Veltroni abbia voluto, con questo gesto, sottolineare quanto aperto sia il partito che ha in mente.
Mha. Sarò sincero: proprio non riesco a capacitarmi di questo gesto. Se l’immagine che si vuole dare al Pd è quella di un partito di rottura col passato, un partito nuovo e innovativo soprattutto nella cultura politica che senso ha voler rispolverare il “fattore Veronica” per contrastare il capo dell’opposizione?
La cosa, a mio avviso, temo possa essere spiegata semplicemente dicendo che ragionevoli spiegazioni non ce ne sono. Ed è proprio questa mancanza di spiegazioni che, sinceramente, mi preoccupa. E non poco.

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