Premetto che, tranne per la lettera scritta a Repubblica sei mesi fa, non ho mai letto nulla riguardante la signora Veronica Lario in Berlusconi. Da quello che m’è parso di capire dai giornali di stamani mi sembra che la signora Veronica sia persona intelligente e aperta. Mi ha fatto piacere di apprendere, quindi, che anche quel mattacchione di Uòlter la pensa così. Ieri infatti s’è sparsa la voce che il candidato in pectore alla guida del Partito democratico volesse arruolare la moglie del Cavaliere nella sua squadra. «Sarebbe bello disporre di un contesto - ha dichiarato il sindaco di Roma a Maria Latella - dove Veronica Berlusconi possa dare un suo contributo». Veronica, dice Veltroni, è open minded, curiosa, ha una grande autonomia intellettuale e, cosa non di poco conto, è discreta. Per quel poco che mi è parso di capire sulla signora, credo che il giudizio di Veltroni sia abbastanza condivisibile. Forse avrei evitato quel open minded, ma per il resto diciamo che lo quoto in toto.
La differenza però tra quello che penso io - e a volte scrivo - e Walter è che io non sono candidato a segretario del Partito democratico. Veltroni, si. E la cosa non è di poco conto. Se le affermazioni di Veltroni le avessi fatte io, poco sarebbe importato a chiunque. Ma se a farle è Veltroni, bhé qualche riflessione e qualche domanda in più s’impongono. Rosy Bindi - se potete (purtroppo non ho uno scanner sotto mano) procuratevi la Republica di stamani e godetevi la vignetta di ElleKappa a pag. 9 - pensa che quella di Veltroni sia «l’esternazione piu’ improbabile che ho sentito dall’inizio della campagna per le primarie». Personalmente non la penso esattamente così. Trovo che si sia trattato, semplicemente, di una proposta di reclutamento ad una signora che nel corso degli ultimi mesi ha avuto una certa notorietà - ed è stata applaudita da molti per quel suo gesto - per aver osato sfidare l’arroganza maschilista del Caimano.
Sinceramente mi rifiuto di pensare che Walter abbia voluto, con questa sua proposta (indecente), fare un dispetto al Cavaliere con una provocazione in stile Sarkò; se così fosse avrebbe mostrato una certa sudditanza (psicologica) nei confronti del suo diretto avversario politico (Veronica, pensaci tu, solo tu ci puoi aiutare; ché noi da soli non ne siamo capaci). Né tanto meno penso che Veltroni abbia voluto, con questo gesto, sottolineare quanto aperto sia il partito che ha in mente.
Mha. Sarò sincero: proprio non riesco a capacitarmi di questo gesto. Se l’immagine che si vuole dare al Pd è quella di un partito di rottura col passato, un partito nuovo e innovativo soprattutto nella cultura politica che senso ha voler rispolverare il “fattore Veronica” per contrastare il capo dell’opposizione?
La cosa, a mio avviso, temo possa essere spiegata semplicemente dicendo che ragionevoli spiegazioni non ce ne sono. Ed è proprio questa mancanza di spiegazioni che, sinceramente, mi preoccupa. E non poco.
Veronica Lario, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni, Partito Democratico, Maria Latella, intervista










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4 commenti
Pure operazioni cosmetiche.
Di contenuto non c’è nulla.
Veltroni è partito abbastanza bene, ora sta arrancando e si vede!
Voglio essere buono. Mi limito a ripetere quanto detto dalla Bindi:
“l’esternazione piu’ improbabile che ho sentito dall’inizio della campagna per le primarie”. E sono buono, ah se sono buono.
…è il primo atto della berlusconizzazione del Pd?
Ciao,
anche io sono abbastanza esterrafatto.
Gli ultimi eventi nel sentimento di “anti”politica in Italia non hanno fatto riflettere molto il sign. Veltroni.
Ne ho parlato in due miei post che ti segnalo:
http://intuizioniovvie.blogspot.com/2007/10/veltroni-manda-un-biglietto-omaggio-per.html
http://intuizioniovvie.blogspot.com/2007/10/veltroni-lasci-stare-veronica-lario.html
Il secondo è molto divertente!
Ciao,
Claudio