«Può essere solo frutto di assoluta malafede o di inammissibile ignoranza, sostenere che in Italia - dice il Foglio - sarebbero proibite le ricerche sulle staminali embrionali di topo grazie alle quali Mario Capecchi, Oliver Smithies e Martin Evans hanno vinto il Nobel per la medicina». La tesi dell’articolo - che potete tranquillamente leggere da qui - è chiara: è un falso affermare che quello che Mario Capecchi fa negli Usa è vietato in Italia, e che la colpa sia – che noiosi che siete – del Vaticano. Assolutamente. Mario Capecchi - è il Foglio a ricordarcelo - lavora su embrioni animali. Si avete capito bene: a-ni-ma-li (ripetetelo, lentamente, ad alta voce). Quindi, morale della storia, non state li a rompere i cosiddetti e mettetevi a studiare seriamente: anche in Italia, fannulloni che non siete altro, si può pigliare un Nobel e il tutto - udite, udite - senza offendere la sacralità di personcine allo stadio di 16 o 32 cellule. Cazzarola!
Epperò - c’è sempre un però - solo l’«assoluta malafede» o (oppure “e” ) l’«inammissibile ignoranza» de Il Foglio può omettere il fatto che, nella ricerca, il lavoro sull’embrione del topo è un modello e che ciò che, oggi, porta a correggere un difetto genetico nell’embrione di un topo porterà, un giorno, ad una ricerca che consentirà ai genetisti di correggere difetti sull’embrione umano sfruttando, appunto, le linee guida fornite dagli studi sui topi fatti dal team di Capecchi.
«Capecchi potrebbe lavorare - si legge nel trafiletto - anche con staminali embrionali umane, perché negli Stati Uniti quella ricerca non è vietata, ma solo soggetta a limitazioni di fondi federali. Ma finora, guarda caso, non l’ha fatto, perché non ne ha avuto scientificamente bisogno…». No. Capecchi non lavora sulle staminali embrionali umane semplicemente perché ci sono altri che lo fanno e sfruttano - guarda caso - i risultati da lui ottenuti. Insomma, per farla breve: Capecchi ha il merito di aver contribuito a tecniche che hanno fornito la linea protocollare per la ricerca sulle staminali embrionali umane e non per aver migliorato la condizione dei topi. Altrimenti invece che il Nobel gli davano, come premio, una fornitura per un anno di Parmiggiano Reggiano.
Il Foglio, Mario Capecchi, Staminali Embrionali Umane, topi, Nobel










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6 commenti
Avrebbe preso il premio Topel? buahahahahaha
(cose da pazzi… )
il tuo discorso fila, non cìè che dire
Tutte e due: malafede ed ignoranza. ‘E’. E’ un AND, non un OR. Il peggiore dei mix. Ma ancora campa il Foglio?
“Anche se è faticoso leggere un Foglio che supera spesso l’Avvenire nella gara nazionale per la produzione di disinformazione, seguo con etologica curiosità il vostro modo di argomentare, che mi conferma quanto poco intelligente sia il Disegno di cui noi uomini, stando al vostro credo, saremmo un prodotto”
(Gilberto Corbellini, 12.10.2007)