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	<title>Commenti a: &#8230;libert&#224; di burqa o  libert&#224; dal burqa?</title>
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	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:36:46 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Tiziana</title>
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		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 11:48:58 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedo scusa l'orribile simbolo di costrizione è talmente orribile che ci è scappato un accento di troppo e quindi un errore di ortografia.</description>
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		<title>Di: Tiziana</title>
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		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 11:36:38 +0000</pubDate>
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		<description>Non è semplice.Molte donne islamiche rivendicano il diritto di portare il velo addirittura come tratto irrinunziabile della propria identità.Ad altre viene effettivamente imposto dalla famiglia o chi per essa, altre ancora vi hanno rinunciato senza problemi.Tengo a sottolineare che questo problema del velo si è posto solo di recente,dagli anni sessanta in poi, le immigrate musulmane negli Stati Uniti o in Europa, vi rinunziavano senza problemi,tant'è che oggi non è difficile vedere madri  vestite all'europea e figlie col velo.E' evidente che una comunita aggredita da campagne diffamatorie a suon di scontri di civiltà, reagisca recuperando le proprie tradizioni.Non è un caso che questi problemi vengano sollevati a Treviso e non a Frosinone.Il velo è secondo me  un'orribile simbolo di costrizione di segno patriarcale e più ancora....ma.. resto perplessa di fronte al nostro occidentale empito di liberazione delle donne musulmane.Ne' mi soccorre l'abituale "sentire le donne",poichè in alcuni di questi casi è davvero difficile indagarne le volontà.La circolare di cui trattasi non confligge con la legge Reale, proprio per quella deroga dei "giustificati motivi" che ha consentito già un paio di sentenze assolutorie.(di cui una a Treviso..) Credo però più realistica una strada che consenta ad ogni comunità di trovare il proprio modo di coesistere sulla scorta dei principi del nostro Ordinamento, piuttosto che a soluzioni legislative apposite che invariabilmente finiscono per tagliare i problemi con l'accetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è semplice.Molte donne islamiche rivendicano il diritto di portare il velo addirittura come tratto irrinunziabile della propria identità.Ad altre viene effettivamente imposto dalla famiglia o chi per essa, altre ancora vi hanno rinunciato senza problemi.Tengo a sottolineare che questo problema del velo si è posto solo di recente,dagli anni sessanta in poi, le immigrate musulmane negli Stati Uniti o in Europa, vi rinunziavano senza problemi,tant&#8217;è che oggi non è difficile vedere madri  vestite all&#8217;europea e figlie col velo.E&#8217; evidente che una comunita aggredita da campagne diffamatorie a suon di scontri di civiltà, reagisca recuperando le proprie tradizioni.Non è un caso che questi problemi vengano sollevati a Treviso e non a Frosinone.Il velo è secondo me  un&#8217;orribile simbolo di costrizione di segno patriarcale e più ancora&#8230;.ma.. resto perplessa di fronte al nostro occidentale empito di liberazione delle donne musulmane.Ne&#8217; mi soccorre l&#8217;abituale &#8220;sentire le donne&#8221;,poichè in alcuni di questi casi è davvero difficile indagarne le volontà.La circolare di cui trattasi non confligge con la legge Reale, proprio per quella deroga dei &#8220;giustificati motivi&#8221; che ha consentito già un paio di sentenze assolutorie.(di cui una a Treviso..) Credo però più realistica una strada che consenta ad ogni comunità di trovare il proprio modo di coesistere sulla scorta dei principi del nostro Ordinamento, piuttosto che a soluzioni legislative apposite che invariabilmente finiscono per tagliare i problemi con l&#8217;accetta.</p>
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