L’eterno accoppiato: Al Gore. Deve avere una sfiga tremenda quest’uomo visto che - nonostante tutti i suoi sforzi - c’è sempre qualcuno che lo prende a braccetto e gli soffia il palco (se non la poltrona). Neanche stavolta, infatti, l’ex vice presidente americano è riuscito ad arrivare primo da solo. Premio Nobel per la pace, in tandem con l’IPCC (l’organismo dell’Onu che studia gli effetti delle attività umane sui cambiamenti climatici).
A dirla tutta, però, il Nobel per la pace ad Al Gore suona un po’ come un mistero; forse per questo che gli svedesi hanno preferito infilargli l’IPCC tra i piedi: almeno hanno evitato, così, le polemiche che, inevitabilmente, gli sarebbero piovute addosso. Dagli inglesi, ad esempio. Una recente sentenza della corte suprema inglese, infatti, ha vietato la riproduzione del film di Gore (An inconvenient truth) nelle scuole (voluta dal’ex PM Tony Blair) in quanto - si legge nella sentenza - «è pieno di errori e di affermazioni prive di sostanza»: il documentario di Gore, in soldoni, non può essere usato neanche come strumento educativo per i sudditi di sua maestà.
Ad di la, comunque, di ogni critica che si può avanzare al documentario ecocatastrofico di Gore e al suo personale comportamento poco ecocompatibile (il Tennessee Centre for Policy Research subito dopo la vittoria dell’Oscar e il suo “celebre” discorso alla nazione americana in cui chiedeva ai cittadini di «consumare meno elettricità», pubblicò le bollette di gas e luce di Gore, dimostrando che solo con la sua dimora di Nashville l’ex vice di Bill Clinton consumava due volte in un mese quanto consuma mediamente un cittadino americano in un anno) un dubbio m’assale - ed è, per inciso, lo stesso dubbio che avevo quanto diedero il Nobel per la letteratura a Dario Fo - : ma Al Gore, in pratica, che cazzo ha fatto per la pace nel mondo? Mah…
Al Gore, Nobel per la pace, IPCC, An inconvenient truth, dubbio, ecologia










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8 commenti
Veramente non è nemmeno ben chiaro ke cosa Gore abbia fatto concretamente x la causa ambientale…
Negli ultimi anni la commissione è divenuta particolarmente creativa…
Al Gore ha avuto il nobel che Papa Woitila non ha mai avuto, mi sa ke agli svedesi non si stanno fondendo solo i ghiacci perenni.
Ormai considero il Nobel, e quello per la pace in particolare, degno coronamento di vite e carriere che se lo sono meritato, ma nel senso che di quel premio non si viene insigniti, esso piuttosto è comminato, è una condanna nel nome della più corretta ipocrisia politica.
Il film puo essere piu o meno esagerato: non sono uno scienziato e non posso pronunciarmi in merito. Posso dirti che per causa dell’inquinamento e dello smog è deceduto uno zio di mia madre (e probabilmente altre persone)…quindi cosi come un organismo vivente ne possa risentire, anche la terra (di cui noi siamo solamente ospiti temporanei!!!) potrà risentirne. Falde acquifere inquinate, boschi distrutti etc. Il film di Gore potrebbe quindi essere un invito alla moderazione! ricordandoci che dopo di noi su questa terra ci saranno i nostri figli…e io per i miei figli voglio in meglio! D’altronde noi viviamo per rendere la vita piu facile a chi verrà dopo!
Comunque se i giochi non fossero stati già decisi da tempo sarebbe stato da assegnare (o comminare come dice il buon vekkio Raucci) al bonzo ignoto in onore alle centinaia di monaci uccisi dalla giunta sanguinaria birmana.
Qualche precisazione: nelle scuole inglesi il film non è stato vietato affatto, ma la proiezione deve essere accompagnata da una adeguata informazione sui presunti errori evidenziati nella sentenza.
E a proposito degli errori, solo un paio sono tali (forse tre), ma gli altri no (basta informarsi un po’ su riviste scientifiche o al limite nei blog curati da ricercatori in climatologia), anche perchè quando è stato realizzato il documentario (e anche negli anni precedenti quando Gore ha fatto la sua presentazione in giro per il mondo) le conoscenze e le ipotesi su certi fenomeni erano in accordo con le sue affermazioni. Oggi nuove prove suggeriscono ipotesi diverse, ad esempio per lo scioglimento dei ghiacciai del Kilimangiaro.
Per quanto riguarda la motivazione del nobel, anche se non è proprio pace nel senso stretto in cui la si intende di solito (es_ il vincitore del premio ha fatto molto contro un regime o nel risolvere problemi sociali), se si legge l‘intera motivazione del premio si capisce che a lungo termine i cambiamenti climatici avranno molto a che fare con la pace tra i popoli che hanno meno risorse (es_zona bangladesh, india, pakistan) e quelli che ne hanno di più. E la disponibilità di risorse dipende strettamente dal clima.
Ciao
Vero Marco,
ambiente e tensioni geo-politiche andranno sempre di a braccetto, ma è sul xsonaggio Gore ke nutro dubbi.
Molto meglio assegnarlo solo all’IPCC o se proprio si doveva dare un volto al nobel usiamo quello di numerosi, famosi, credibili e accademicamente insigniti scienziati ke lottano x la causa ambientale.
Ma probabilmente alla credibilità e coerenza hanno preferito un testimonial mediatico. Da questo punto di vista forse la decisione sarebbe funzionale all’obbiettivo…
Certo che se Gore si ricandidasse alla presidenza degli stati uniti la commissione avrebbe dato un grande contributo a portare in primo piano l’emergenza ambientale.
Personalmente quantomeno in condominio con i 2 vinvitori avrei messo anche il bonzo-ignoto. Se non si fa qualcosa la giunta sanguinaria governerà x altri 20anni e …
@Serpico: purtroppo anche i bonzi sono diventati un simbolo mediatico. I problemi in Birmania non ci sono stati solo nelle ultime settimane, ed in effetti un Nobel era già stato dato nel 1991 ad Aung San Suu Kyi per i problemi birmani. Tra parentesi anche per i monaci era stata presentata la candidatura, ma è arrivata fuori tempo massimo per essere accettata.
Per quanto riguarda Gore, io penso che se non ci fosse stato lui non so che eco avrebbero avuto i problemi climatici. Prima di Gore legioni di scienziati (ma non solo) hanno cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, ma non ho mai visto così tante discussioni, dibattiti e i moltissimi articoli anche su riviste non di settore che hanno seguito la presentazione ed il film.
L’effetto di Gore è stato di far prendere coscienza del problema ad un numero elevato di individui, molti dei quali ai vertici dei governi.
Impresa spesso molto più difficile che realizzare degli studi scientifici, che la maggior parte delle volte sono di nulla utilità senza decisioni politiche e sociali.
Triste ma è così.
…così, tanto per rafforzare il mio dubbio. “A Oslo, però, non l’hanno premiato per questo” (Christian Rocca, 13.10.2007)