…non sarebbe praticabile

Non ho avuto ancora tempo di leggere, con calma, le 20 pagine del disegno di legge sull’editoria che starebbe seminando «il panico in Rete». Il 12 ottobre scorso il governo ha approvato ed ha mandato all’esame del Parlamento un ddl che, una volta varato, cambierà le regole del gioco del mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. La notizia è stata ripresa anche da Punto Informatico anche se, per ora, ho letto, con attenzione, solo l’articolo di Aldo Fontanarosa (segnalato, stamani, via twitter da Napolux). Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre della riforma, per evitare l’onda anomala di merda che gli sta per cadere in testa, dice che «lo spirito del nostro progetto non è» quello di tassare l’intero pianeta Internet: «Non abbiamo interesse a toccare - dice nell’intervista - i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile». Allora mi chiedo - ma credo che la mia sia la domanda che si pongono in parecchi - qual è questo cazzo di spirito del progetto? e, soprattutto, se sarebbe praticabile toccare i blog, Levi e compari lo farebbero?
Dice Fontarosa che «l’iscrizione al ROC – almeno nella formulazione attuale – non implica solo carte da bollo e burocrazia. Rischia soprattutto di aumentare le responsabilità penali per chi ha un sito». É forse questo lo spirito del progetto? Sono veramente curioso di saperlo.

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5 commenti

  1. Pubblicato 19 Ottobre 2007 alle 18:42 | Permalink

    Lo spirito del progetto è la CENSURA. Sono anni che ci provano: la Legge Urbani, il decreto Pisanu, il decreto Gentiloni, le censure dell’AAMS…
    Ne ho parlato anch’io oggi.
    Serve una petizione e far girare la notizia. La legge è stata presentata il 3 agosto (in sordina), nessun giornale ne ha parlato (ovviamente) ed esce fuori solo ora che è stata già approvata. E’ un grosso attacco alla libertà di espressione. Io lo ripeto da un po’ di tempo ormai: non pensiate che questi siano incompetenti, idioti od imbecilli. No, questi sanno perfettamente quello che fanno. Con il decreto Gentiloni hanno messo su una struttura da paura per la censura dei siti ‘pedopornografici’ (che ovviamente è stabilita da una commissione ad hoc il cui operato chi lo controlla?). Oltretutto sono in linea con gli USA. Negli USA il primo novembre scade la moratoria sulla legge che sancisce la TASSA per l’accesso ad Internet. Lo ripeto, non è incompetenza è CONTROLLO.

  2. Pubblicato 19 Ottobre 2007 alle 19:51 | Permalink

    Sì, è vero!E’ tutto vero!

    E’ vergognoso!

    E sul tg1 delle 20, manco una menzione!

    Ma ke c@zz0 si sono bevuti completamente il cervello ?!?

    Scusate, sono furioso.

    Mi sono documentato x bene, e il testo di legge è da repubblica delle banane di prima categoria!!!

    Votiamo STOP! su QuelKePensi il sondaggio contro l’internet-tax in ITALIA.

    Sir Pico.

  3. Pubblicato 19 Ottobre 2007 alle 20:03 | Permalink

    vogliono cercare di controllare quanto gli sta sfuggendo di mano e siccome della cosa non ne capiscono una minchia mi sa che se non lanciamo almeno una qualche petizione dovremo aspettarci il peggio. Credimi Biagio io li conosco bene so come ragionano, ne ho frequentati parecchi.
    ciao

  4. Pubblicato 19 Ottobre 2007 alle 21:10 | Permalink

    C’è già la petizione! Qui:

    http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

    Firmiamo e facciamo girare!

  5. Pubblicato 20 Ottobre 2007 alle 08:37 | Permalink

    grazie per la segnalazione Maurizio.

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