la Cosa Rotta…

manifestazione.gifLa Cosa Rossa, la sinistra che si è opposta apertamente al progetto del Pd, è «intorpidita». L’aggettivo, molto raffinato, è di Alfonso Gianni, economista di Rifondazione e sottosegretario all’economia. Detto altrimenti, la Sinistra è proprio nella merda. Domenica sera, dopo che si era materializzata la valanga dei voti a Veltroni, Franco Giordano sottolineava l’importanza di scendere in piazza mentre Fabio Mussi buttava li, con una certa nonchalance che senza di loro, senza la Sinistra, il Pd non sarebbe andato da nessuna parte. Ma, visto come stanno le cose, credo che sia vero il contrario: uno degli effetti collaterali dell’onda anomala veltroniana è, senza dubbio alcuno, proprio la difficoltà in cui nuota la Sinistra.
Due schiaffi poderosi in meno di una settimana: il referendum sindacale primo e il plebiscito di voti pro-Walter dopo, sono pesanti da incassare anche per chi, come la Sinistra, ha la mistica della resistenza ad oltranza. Non che i loro dirigenti abbiano mai avuto dubbi sulla vittoria del sindaco di Roma, ma contavano, comunque, su una scarsa affluenza alle urne. Non è andata così (più di tre milioni di elettori sono li a dimostrarlo) e ora si preparano ad affrontare la contro offensiva. Il prima passo sarà la manifestazione di stamani contro l’accordo sul welfare (ma, «a sostegno del governo» ), non approvato dai ministri Ferrero e Bianchi anche nella sua versione modificata. Ma la scesa in piazza sarà un guazzabuglio di distinguo, di se e di ma; la Sinistra scenderà in piazza disunita come non mai, portando in corteo più contraddizioni che persone, con due dei quattro partiti che la compongono talmente imbarazzati che fanno finta di non esserci. Anche i sindacati di base, i Cobas, se ne staranno per conto loro. Ci saranno pezzi di Fiom ma alla Cgil fausto01g.jpgsono furibondi: il segretario Epifani voleva che la manifestazione fosse disdetta alla luce del risultato del referendum, gli hanno risposto picche e lui, di riflesso, ha mandato circolari per vietare, espressamente, l’uso di bandiere e loghi delle strutture confederali. Esserci o non esserci? pare che sia questo il problema di oggi. E la soluzione adottata sembra quella di esserci ma non esserci!
Ci sarà gente oggi in piazza, non sarà un flop come contro Bush, ma non sarà nemmeno quella dimostrazione di forza di cui la Sinistra oggi ha bisogno per cancellare il successo di Veltroni. Anche perché il welfare è un capitolo oramai chiuso. La controffensiva politica, peraltro, è incerta. Bertinotti, da sempre uomo di lotta e di governo, aveva indicato la strada del Grande Progetto di Sinistra, unita e plurale, ma il modello di partito unico alla tedesca appare sempre meno probabile; semmai si parla di una confederazione unita sotto un unico segno elettorale. Senonché i comunisti di Diliberto non rinunceranno mai alla falce e martello che i Verdi, invece, non possono accettare senza perder consensi. C’è chi vorrebbe le primarie, ricordando che il primo a farvi ricorso e a vincerle, diventando governatore della Puglia, fu Nichi Vendola di Rifondazione. I Verdi, però, preferiscono delle assemblee tematiche su punti di programma. Insomma c’è chi la Cosa la vorrebbe Rossa e chi, invece, la vorrebbe Arcobaleno mentre, per come stanno andando le cose, rischiano solo di avere tra le mani una inutile Cosa Rotta.

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2 commenti

  1. Pubblicato 20 Ottobre 2007 alle 09:05 | Permalink

    Io so solo che questa finta democrazia deriva da:

    1) il protocollo sul welfare è passato perché i sindacati si sono *prodigati* a spiegare le motivazioni del SI al referendum ma non hanno fatto altrettanto per il NO. (referendum-farsa)

    2) le primarie dove si dice: ‘volete VELTRONI-ONI-ONI-ONI o volete pinco, pallo e pallino’, sono primarie-farsa. Dove io devo decidere tra Veltroni che non digerisco più, la Bindi che non mi rappresenta e Adinolfi che - non per colpa sua - non conosco. Veltroni sempre in tivvù ha fatto come fece il Berlusca con i suoi spot elettorali ogni quarto d’ora. La vittoria così è assicurata. Quindi, primarie-farsa

    3) I punti del programma di 280 pagine firmate da tutti non sono mai stati portati avanti.

    4) Il PD ancora non esiste ma intanto esiste il suo leader

    5) Di conflitto di interessi non si parlerà mai più

    6) I comuni installano semafori truccati per truffare i cittadini

    7) De Magistris e Forleo se non si possono trasferire, toh, spuntano le BR con i proiettili

    8) Il Wimax si farà con un bando che favorisce TIM, WIND, TRE e Vodafone. Regole stabilite da AGCOM. Quindi non servirà a nulla. A meno che il ricorso al TAR non produca i frutti sperati

    9) Siccome hanno capito la lezione del Berlusca (sul controllo dei media) ora tutto il CDA RAI è di maggioranza (non lo è mai stato in passato neanche con il Berlusca che tanti danni ha fatto all’Italia)

    10) Chi per non far cascare questo Governo di m… votò contro le missioni di GUERRA fu espulso dal partito

    12) Mancano i soldi per le pensioni, ma i miliardi per acquistare i caccia dagli americani ci sono

    13) Ora che c’è il PD non cambierà nulla

    E intanto…

    Non ci sono riusciti con la legge Urbani (CDL), con il decreto Pisanu (CDL), con il decreto Gentiloni (Unione), ci riprovano
    con Ricardo Franco Levi: i blog dovranno essere registrati nel ROC. Ma non vi preoccupate, deciderà AGCOM chi si deve registrare nel ROC. ‘Diary’ ad esempio sarà una testata giornalistica? Forse si, perciò dentro nel ROC e attento a quello che dici. L’AGCOM deciderà. L’AGCOM, che è palese anche ai ciechi che tutto è fuorché una autorità indipendente.

    Sapete perché ci provano da anni ad imbavagliare la Rete? Perché tutti - destra e sinistra - non sono così stupidi come pensiamo. Anzi, al contrario, sono maledettamente furrrrrbbbbi. La prova ne è che di solito la CDL non manca di punzecchiare su tutte le decisioni prese da questo Governo. Il 3 agosto, INVECE, questa legge di Levi è stata presentata ma nessuno della CDL ha fiatato. Tutti d’accordo? Ma non è che in tivvù litigano tutti e dietro le telecamere sono tutti d’accordo? Oggi faccio l’opposizione io e dico questo e quest’altro. Tanto domani la fai tu e si ribaltano i ruoli. Già il decreto Gentiloni ha dato una bella botta. Sanno benissimo che i blog ‘rompono’. Se ne sono accorti bene con il V-Day. Del V-Day non ne ha parlato nessuno (giornali e tv di casta). Solo dopo l’8 settembre hanno iniziato a parlarne. Senza i blog, non sarebbe mai esistito un V-Day.

    Morale: se non ci ribelliamo, arriveremo ad un punto di non ritorno. E ci siamo terribilmente vicini secondo me. Altrimenti un Ministro dell’Economia non si sarebbe mai permesso di dare del Bamboccione ai 4 milioni di precari italiani (su 23 milioni di lavoratori).

    Scusate lo sfogo ma io mi sono rotto davvero i co…

  2. Alfredo
    Pubblicato 20 Ottobre 2007 alle 12:11 | Permalink

    Ma non è che in tivvù litigano tutti e dietro le telecamere sono tutti d’accordo? Oggi faccio l’opposizione io e dico questo e quest’altro. Tanto domani la fai tu e si ribaltano i ruoli.

    Maurizio, tanto come si dice a Roma quelli che se lap igliano in saccoccia, Biagio permettimi, siamo sempre noi

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