Daily Archive for ottobre 22nd, 2007

Quindi sono tranquillo…

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«La mia idea – ha dichiarato Mastella – è come quella che hanno i cattolici del peccato: per commetterlo bisogna avere piena avvertenza e deliberato consenso. E io non credo di aver commesso nessun reato in piena avvertenza e deliberato consenso. Quindi sono tranquillo».
Il dotto riferimento («piena avvertenza e deliberato consenso» ) è al peccato mortale (cfr. Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Veritatis splendor del 6 agosto 1993, n. 70); quello veniale, invece, «si commette quando si ha materia leggera, oppure anche grave, ma senza piena consapevolezza o totale consenso».
Se il ministro sa quello che dice – e io, è chiaro, non ho alcuno straccio di prova a riguardo – parla, quindi, del peccato mortale. Allora quando afferma che «io non credo di aver commesso nessun reato in piena avvertenza e deliberato consenso» (non sarebbe stato più convincente dire «io credo di non aver commesso alcun…»? ) il buon Clemente sta dicendo di non aver commesso alcun peccato mortale (ed è pertanto «tranquillo» ) ma non esclude affatto di aver commesso un peccato veniale, ovvero – ripetiamolo – «materia leggera, oppure anche grave, ma senza piena consapevolezza o totale consenso». Ora si da il caso che «ignorantia legis non excusat» – e questo anche un Guardasigilli lo dovrebbe sapere – sicché è strano (?) che Mastella non sappia che sono reati anche le azioni commesse senza piena avvertenza. Mastella deve dar conto non al catechismo ma al codice penale: non bastano un paio di Ave e una decina di Pater per estinguere il reato.
«Sono totalmente sereno», un cazzo. Lascia che siano i giudici (e non i chierici) ad accertare se c’è stato o no reato e dopo – solo dopo – tranquillizzati, caro Ministro.

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dieci punto cinquantasei…

Rubik’s cube

Ci mettevo di più io a staccar i bollini colorati e ad incollarli in ordine. Porcaputtana…

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censurare lo scandalo…

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Lo spunto per questa vaga riflessione è nato seguendo l’accenno di lezione che il prof. Eco ha fatto da Fazio, l’altra sera, a che tempo che fa. Avevo – devo ammetterlo – idee molto contrastanti a riguardo. Forse il pugno nello stomaco che arriva guardando l’immagine pubblicitaria di Toscani ha, su alcuni, anche un certo effetto di smarrimento.
Il fatto – a volerlo dire senza troppi giri di parole – è che l’eccessiva magrezza – carestia o anoressia che sia la sua natura – è sempre scandalosa perché è un insulto al corpo. Giusto per avere un’idea dello scempio che essa può generare può bastare andarsi a sfogliare un catalogo di una qualsiasi mostra di pittura medioevale (così come quella fiamminga) e trovarsi di fronte ad un’infinità di soggetti anoressici (sante e martiri, soprattutto) o di corpi malamente martoriati dalle carestie. Tutta questa magrezza ci riporta – è inevitabile – all’idea della morte (non é un caso, infatti, che la pelle attaccata all’osso é da sempre, nell’arte, il simbolo assoluto della morte). Tutto quanto è morte (annichilimento o ascesi che sia) deturpa violentemente il corpo: ed è violenza che ci può essere data o che (inaudito solo a pensarci) possiamo darci da soli. Succede però – stranamente, oserei dire – che la violenza che ci è inflitta è rappresentabile ché lo scandalo che fa è educativo. L’anoressia (31 chili di ossa), invece, spiattellata su un cartellone pubblicitario è censurabile (anzi no, è censurata): lo scandalo che fa è un’offesa, è «un messaggio negativo». Del resto – santo iddio – non è forse diversa la pietas che induce un morto innocente ammazzato da uno che s’è suicidato? Meglio allora, per combattere l’anoressia, tenerla nascosta e cercare il più possibile di non parlarne? A quanto pare é così. Ma allora, mi chiedo, perché a nessuno è mai venuto in mente di censurare le “scandalose” magrezze del Terzo Mondo?

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