«La mia idea - ha dichiarato Mastella - è come quella che hanno i cattolici del peccato: per commetterlo bisogna avere piena avvertenza e deliberato consenso. E io non credo di aver commesso nessun reato in piena avvertenza e deliberato consenso. Quindi sono tranquillo».
Il dotto riferimento («piena avvertenza e deliberato consenso» ) è al peccato mortale (cfr. Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Veritatis splendor del 6 agosto 1993, n. 70); quello veniale, invece, «si commette quando si ha materia leggera, oppure anche grave, ma senza piena consapevolezza o totale consenso».
Se il ministro sa quello che dice - e io, è chiaro, non ho alcuno straccio di prova a riguardo - parla, quindi, del peccato mortale. Allora quando afferma che «io non credo di aver commesso nessun reato in piena avvertenza e deliberato consenso» (non sarebbe stato più convincente dire «io credo di non aver commesso alcun…»? ) il buon Clemente sta dicendo di non aver commesso alcun peccato mortale (ed è pertanto «tranquillo» ) ma non esclude affatto di aver commesso un peccato veniale, ovvero - ripetiamolo - «materia leggera, oppure anche grave, ma senza piena consapevolezza o totale consenso». Ora si da il caso che «ignorantia legis non excusat» - e questo anche un Guardasigilli lo dovrebbe sapere - sicché è strano (?) che Mastella non sappia che sono reati anche le azioni commesse senza piena avvertenza. Mastella deve dar conto non al catechismo ma al codice penale: non bastano un paio di Ave e una decina di Pater per estinguere il reato.
«Sono totalmente sereno», un cazzo. Lascia che siano i giudici (e non i chierici) ad accertare se c’è stato o no reato e dopo - solo dopo - tranquillizzati, caro Ministro.










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6 commenti
Ma allora non è un Ministro della Repubblica, non mi risulta però che sia un Ministro della Chiesa resta l’ipotesi che sia un Ministro del…
Cavolo, però a te non sfugge niente… :happy:
Porca miseria, gli hai fatto le pulci.
Sofismi a parte, hai visto che nel 1989 (Governo De Mita) in una interrogazione parlamentare, si discusse su Dolcino Favi (colui che ha tolto l’incarico a De Magistris) in quanto sembrava “essere dedito a sistematiche violazioni di norme, in particolare di quelle poste a presidio dei diritti fondamentali dell’individuo”?
Sempre stando agli atti parlamentari sembrerebbe che il Favi intrattenesse “rapporti con la suocera del pentito Pandolfo, di cui il dottor Favi si servì per far pervenire messaggi alla malavita”
(http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0234/sed0234.pdf)
Vediamo…1) trasferimento mancato 2) pallottola 3) avocazione 4) procuratore generale dedito a sistematiche violazioni di norme che TOGLIE l’inchiesta (con motivazioni che, stando a quanto dicono più magistrati, non hanno motivo di esistere).
Visti i personaggi indagati, io dico che si inventeranno qualcosa anche con la Forleo.
E…Napolitano-Prodi-Bertinotti-Marini non proferiscono verbo?
Shhhhh…MUTI…NULLA SACCIO, NULLA VIDI
@Maurizio: si l’ho letto sul tuo blog. La cosa è triste. Molto triste.
@Overlord: why not? :
:
Per dirla alla Mughini, ma seriamente però , ABORRO