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homosexual.jpg La campagna della Regione Toscana contro la discriminazione sessuale ha scatenato - com’era facile prevedere - una serie di reazioni contrastanti. L’intenzione dell’amministrazione toscana era probabilmente buona: gli ideatori del messaggio intendevano dire - con l’obiettivo di contrastare tendenze omofobiche - che un omosessuale non ha colpa se é nato così, ma (forse per un limite insito alla rappresentazione scelta) non tutti hanno accettato di leggere, in quella foto, il messaggio («L’omosessualità - dice un collaboratore dell’assessore ai Diritti dei cittadini - non è una scelta ma un dato immutabile da rispettare» ) che era nell’intenzione degli ideatori.
Dal livello delle critiche mosse emerge, inevitabilmente, un’anima del paese omofoba e perbenista (che ammicca, come sempre, al motto cattoborghese del “si fa ma non si dice” ) che è disposta a chiudere un occhio - per pietà e compassione, ovviamente - ma non a riconoscere un diritto che, nel caso specifico, sarebbe quello di vivere - senza far male a nessuno - secondo le proprie preferenze sessuali (a tal proposito, giusto per rispondere a Volontè che ritiene raccapricciante «che le pulsioni omosessuali siano una caratteristica innata dei bambini» mi chiedo che cosa ci sarebbe mai di tanto scandaloso nella “pulsione omosessuale”? ).
Lo ripeto: ritengo lodevole l’intento della campagna mediatica anche se, purtroppo, anch’essa riflette l’immagine di un clima molto preoccupante. Innanzitutto perché in un contesto civile (che mondo sarebbe senza Volonté? ) non ci sarebbe bisogno di simili campagne e soprattutto perché far intendere che l’omosessualità é da tollerare solo perché é genetica, significa anche alludere a una sua inaccettabilità nel caso fosse invece conseguenza di scelte comportamentali. Attaccarsi, di fronte a questioni irrisolvibili (omosessuali si nasce o si diventa? ), alla facile e illusoria semplificazione del determinismo genetico è un’arma a doppio taglio. Pensiamo solo a cosa capiterebbe se arrivassimo al punto di convincerci che la pedofilia, per esempio, ha origini genetiche.
Sono convinto che quella della Regione Toscana sia stata solo una strategia per abbattere il muro resistentissimo fatto di pregiudizi ed isteriche condanne contro le scelte diverse fatte da altre persone, qualunque esse siano. Perché, vale la pena - anche se é assurdo - ribadirlo, gli omosessuali non sono né strani fenomeni da baraccone, né tanto meno malati da compatire. Sono persone. (Al di là delle loro preferenze sessuali).

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2 commenti

  1. Pubblicato 25 Ottobre 2007 alle 20:50 | Permalink

    L’unica cosa che non condivido in queste campagne è la necessità di dover fare sempre qualcosa di provocatorio…..

  2. Alfredo
    Pubblicato 25 Ottobre 2007 alle 21:27 | Permalink

    La provocazione , anche se molto forte, penso sia stata adottata con lo scopo di far riflettere anzichè avere aprrocci pregiudiziali a prescindere. Quoto al 100% auanto detto da Biagio

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