«Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa. C’è un quotidiano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L’ora di religione è sacrosanta». Così, con un tono imperioso e (quasi) intimidatorio, il card. Tarcisio Bertone si scaglia contro l’inchiesta sul costo dell’ora di religione per i contribuenti italiani di Curzio Maltese (sempre sia lodato). Segnalo il pregevole commento di Ezio Mauro (che vi raccomando di leggere) e attacco subito - senza ammorbarvi più di tanto - con una lievissima (quasi impercettibile) considerazione. In quel perentorio «L’ora di religione è sacrosanta», mi pare di poter dire che ci sono tutte le (assurde) pretese dei chierici di essere sociali e indispensabili per tutti noi («l’apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società» ). Potrebbero i chierici, in uno slancio di assoluta umiltà, almeno domandarci se abbiamo bisogno della loro anima per tirare avanti? Macché. Ne abbiamo bisogno comunque. Quando pensiamo di non averne bisogno, ne abbiamo. Anche se non lo sappiamo. E’ inutile stare qui a discutere e a cercare di spiegare… e che rompicoglioni che siete. Fidatevi (e, visto che vi trovate, finitela una volta per tutte). Se quelli li si mettono in testa che devono salvarvi (l’ora di religione è sacrosanta), non li ferma più nessuno. É sacrosanto!
Tarcisio Bertone, La Repubblica, Ezio Mauro, L’ora di Religione, Curzio Maltese










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5 commenti
Il discorso da fare è un altro: Ma Dio, e la Chiesa sono la stessa cosa?Penso che siano agli antipodi
La questione è economica, altro che teologica. Qui sono miliardi che si vanno a fare benedire - in ogni senso - mentre stiamo a parlar di casta politica e quant’altro. La strafottenza di Bertone è davvero illimitata.
Certo è economica senza dubbio, ma anche teologica,e penso che quella teologica sia condizione necessaria e sufficiente per quella economica, perchè se i fedeli che oggi seguono come pecore indottrinate l’insegnamento dei “Ministri di Dio”, domani pensassero che possono sperimentare Dio non necessariamente attraverso loro (che sono uomini come chiunque altro),
a tal proposito cito te
,
dicevo se le persone usassero un pò di più il loro cervello senza però cadere nel più esasperato razionalismo, allora ci sarebbero ripercussioni economiche (negative) per l’Istituzione Chiesa Cattolica
per ora hai fatto vedere (più o meno) che quella teologica è condizione necessaria per quella economica. Aspetto la dimostrazione dell’implicazione inversa.
Rettifico : volevo dire che la questione teologica implica quella economica e non viceversa