Daily Archive for novembre 3rd, 2007

…non sarebbe stato meglio farlo prima?

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Sarà colpa, ne son certo, del cambio stagione: abbiamo riposto le nostre magliettine rosso zafferano in qualche valigia e così, d’incanto, ci sono passati di mente i monaci buddisti birmani che – accidenti a loro: potevano avvertirci prima? – l’altro ieri sono ritornati di nuovo a manifestare per chiedere la liberazione di Aung San Suu Kyi.
Non solo. Distratti dai fatti nostri c’è sfuggito pure che, a Caracas, decine di migliaia di venezuelani (vero Shaindel? ) sono scesi in piazza per protestare contro la nuova costituzione voluta da Chavez (a sua immagine e somiglianza) per permettere la sua rielezione un numero indefinito di volte (manco il supremo zar Putin è arrivato a tanto).
É nell’indifferenza generale che nasce una dittatura. Oggi c’è qualcuno che sta rischiando la vita per impedirlo. Prima o poi, un domani – quando ci sveglieremo tutti e riusciremo a vedere la realtà delle cose – ci toccherà, tra l’incredulità e lo sconforto, sostenerli. La domanda è banale: non sarebbe stato meglio farlo prima?

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Mandando a puttane storia e dignità

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Leggo sconcertato gli ultimi sviluppi sul caso di Giovanna Reggiani a Roma e mi chiedo, perplesso, che differenza passa tra un rumeno che uccide barbaramente una donna, e una decina di italiani che aggrediscono quattro rumeni, con bastoni e coltelli. Così come mi chiedo, perplesso, che senso hanno, a cadavere ancora caldo, le diatribe politiche innescate da galantuomini come Berlusconi e Fini; quest’ultimo arrivato, per l’occorrenza, a vestire i panni del perfetto avvoltoio.
Ieri avevo solo forti dubbi sul fatto che di quella povera donna morta ammazzata non fregava un cazzo a nessuno. Oggi ne ho la certezza.
Purtroppo è così: la morte di quella donna è stata inutile.
Che tristezza. Quanta ipocrisia e, soprattutto, quante contraddizioni: siamo il paese che, più di tutti, s’è impegnato per far passare, a livello internazionale, una moratoria contro la pena di morte e, nello stesso tempo, scivoliamo, precipitosamente, verso indicibili barbarie. Mandando a puttane storia e dignità.

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