Daily Archive for novembre 11th, 2007

al punto di partenza…

Gabriele Sandri.jpg

Arezzo, domenica pomeriggio. Nell’area di servizio di un Autogrill si affrontano tifosi laziali e juventini e rimane ucciso Gabriele Sandri, un ragazzo di appena 26 anni. Un poliziotto – stando alle prime ricostruzioni – «avrebbe sparato due colpi, da una lunga distanza, uno dei quali avrebbe colpito il tifoso della Lazio».
Per ore rimane in forse la partita Lazio-Inter. Le altre partite vengono, invece, ritardate di dieci minuti anziché sospenderle in segno di lutto ché si ha paura dei tifosi. Roba da Terzo Mondo.
Un paese che ha paura dei tifosi e non riesce a gestirli è una chiavica di paese (senza appello), in crisi democratica e civile. Uno sport, invece, che coltiva da anni la cultura dell’odio ha bisogno di una lunga pausa: in dieci mesi, dalla morte dell’ispettore capo Filippo Raciti (era il 2 febbraio di quest’anno) non è cambiato niente: siamo, di nuovo, al punto di partenza (e il dubbio è che non ci siamo mai mossi da lì).

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…ne sarebbe venuta una puntata di AnnoZero

Giancarlo_Bregantini.jpgNel lasciare l’incarico all’arcidiocesi di Locri dopo tredici anni d’impegno contro la ‘ndranghta, monsignor Giancarlo Maria Bregantini ha detto alle pecorelle tristi e smarrite: «Per obbedienza sono venuto e per obbedienza parto. [...] È un reciproco dispiacere, perché obbedire non è mai facile…», poi però ha aggiunto un criptico: «… e sempre eroico».
La notizia è apparsa sui giornali qualche giorno fa: il monsignore è stato rimosso dalla sua Locride con regolare bolla papalina e «la Locride – manco a dirlo – si è sentita come tradita».
Bregantini, a quanto pare, era uno tosto: dal pulpito non s’era mai risparmiato nel rivolgere alle pecorelle delinquenti l’invito a tornare «alla pace di Dio, nelle vostre famiglie, con azioni di coraggio e di perdono, vero profumo per i nostri paesi, rinunciando apertamente alla disonestà in tutte le sue forme perché siete chiamati a più nobile bellezza». Sono discorsi micidiali che la ‘ndrangheta non tollera, perché, come tutte le organizzazioni mafiose, la ‘ndrangheta si offende se le fai una pastorale o una ramanzina ché lei è già tutta devota di suo: non c’è covo di boss senza bibbie e santini e qualcuno ha pure una cappella privata.
Alla notizia del trasferimento di Sua Eccellenza, il tosto, c’è stato – ma c’era d’aspettarselo – un tumulto da parte della feccia laicista che – qualora ce ne fosse stato bisogno – ha dimostrato, nei fatti, di non aver capito un bel cazzo di niente.
La faccenda è semplice: sua Eccellenza era la persona sbagliata nel posto sbagliato. Tollerato, inizialmente, dai vertici vaticani (d’altronde in mezzo a tanti monsignori fascisti, ogni tanto, ci sta bene uno comunista, ché il gregge c’ha una coscienza civica discretamente striata) l’atteggiamento dell’alto prelato deve aver procurato troppi dispiaceri (e poche entrate) e allora è parso giusto un ricambio. Insomma, a volerla far breve, se in quell’arcidiocesi c’avessero piazzato, anzitempo, uno come Marcinkus ne sarebbe venuto un beneficio di ritorno non indifferente e invece con Bregantini, al massimo, ne sarebbe venuta una puntata di AnnoZero. Troppo poco. Decisamente.

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