al punto di partenza…

Gabriele Sandri.jpg

Arezzo, domenica pomeriggio. Nell’area di servizio di un Autogrill si affrontano tifosi laziali e juventini e rimane ucciso Gabriele Sandri, un ragazzo di appena 26 anni. Un poliziotto - stando alle prime ricostruzioni - «avrebbe sparato due colpi, da una lunga distanza, uno dei quali avrebbe colpito il tifoso della Lazio».
Per ore rimane in forse la partita Lazio-Inter. Le altre partite vengono, invece, ritardate di dieci minuti anziché sospenderle in segno di lutto ché si ha paura dei tifosi. Roba da Terzo Mondo.
Un paese che ha paura dei tifosi e non riesce a gestirli è una chiavica di paese (senza appello), in crisi democratica e civile. Uno sport, invece, che coltiva da anni la cultura dell’odio ha bisogno di una lunga pausa: in dieci mesi, dalla morte dell’ispettore capo Filippo Raciti (era il 2 febbraio di quest’anno) non è cambiato niente: siamo, di nuovo, al punto di partenza (e il dubbio è che non ci siamo mai mossi da lì).

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8 commenti

  1. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 09:51 | Permalink

    Non si può morire per una partita di calcio. Nè come tifoso nè come poliziotto.
    Hanno aumentato la sicurezza negli stadi (anche questa affermazione è discutibile) e la guerriglia si sposta fuori, sulle piazze, nelle strade, negli autogrill. Ogni domenica la stessa storia ma se ne parla solo se ci scappa il morto.
    Il calcio dovrebbe essere uno sport, un passatempo domenicale. Se deve essere una guerra allora no, basta. Chiudiamo gli stadi per un anno. Niente partite, nemmeno a porte chiuse. Un anno di punizione a tutte le squadre e ai tifosi. Troppo drastica? Forse, però io di questo schifo non ne posso più.

  2. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 10:24 | Permalink

    …è che, a legger certe cose, ti convinci che il calcio tira fuori il peggio degli uomini.

  3. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 10:35 | Permalink

    “ha bisogno di una lunga pausa”, sono perfettamente d’accordo. Ma purtroppo gli interessi in ballo sono enormi come sappiamo, e se non ci saranno interventi da parte del governo, che non ci saranno, tutto continuerà come prima.

  4. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 11:06 | Permalink

    Come si fa a parlare di accidentalita’?

  5. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 20:17 | Permalink

    Non si spara da 66 metri ad altezza d’uomo. Se lo fai sei un omicida. Minimo è omicidio colposo. Minimo.

    Da Reuters:

    “Parlando del comportamento dell’agente indagato, il capo della polizia Antonio Manganelli ha detto oggi alle telecamere di Sky che il poliziotto “nulla sapeva della ragioni della zuffa e dunque non interveniva nell’ambito della violenza (sportiva)“, e che il suo intervento “evidentemente è stato maldestro”.

    “Vi chiedo di evitare strumentalizzazioni in ordine a fatti di stadio che non c’entrano nulla”, ha detto ai giornalisti il fratello di Gabriele, Cristiano.

    Manganelli dice ‘maldestro’, io taglio corto: omicida. E’ morta una persona, non scherziamo eh?

  6. Pubblicato 12 Novembre 2007 alle 21:12 | Permalink

    L’irragionevole ragion di stato.

  7. Pubblicato 13 Novembre 2007 alle 09:27 | Permalink

    Per ora è solo “colposo” ma il questore di Arezzo - almeno fino a questo momento - non ha escluso che l’imputazione contro l’agente che ha ucciso Gabriele Sandri, possa trasformarsi in qualcosa di peggio: omicidio preterintenzionale o volontario. Certo é che sparare a quelle distanze e in quelle condizioni (la traiettoria del proiettile ha intersecato due corsie dell’autostrada!!) è da criminali. Da criminali stupidi.

  8. Pubblicato 13 Novembre 2007 alle 11:28 | Permalink

    Sono d’accordo con Francesc@, secondo me il campionato va sospeso finché i tifosi la smetteranno con la violenza e con l’odio.

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