L’intervista viene segnalata su Magazine del Corriere della Sera in un editoriale di Gian Antonio Stella. L’intervistatore è Stefano Vaccara, executive editor di America Oggi. L’intervistato è il leader dell’Udeur (e ministro della Giustizia) Clemente Mastella.
Cosa dice Clemente in quest’intervista datata 8 ottobre 2007? Che il sistema americano gli piace di più di quello francese, «perché – precisa il Guardasigilli – qui il Congresso ha un potere forte che bilancia quello del capo del governo. Ecco la vera democrazia: elezione diretta del capo del governo, ma anche un forte potere di bilanciamento ai rappresentanti dell’assemblea eletta. È l’unico modo con il quale si può temperare il decisionismo forte. Credo che questa sia la sola via di uscita».
Ora che l’intervista sia una notizia è evidente (così com’è evidente che Mastella sia un paraculo) ma, sinceramente, la dichiarazione è oggettivamente rivoluzionaria («esiste – scrive giustamente Stella – un clone americano di Clemente of Ceppaloni» ): lo lasci fautore del sistema elettorale tedesco, proporzionalista incallito, avversario tenace del bipolarismo e te lo ritrovi niente di meno che presidenzialista. Citando una massima di Carl von Linné, Mastella – per controbattere ad uno Stefano Vaccara, giustamente, abbastanza stupito delle dichiarazioni – ha detto: «Solo natura non fecit saltus». Ma qui si tratta, caro ministro, di un doppio salto mortale carpiato. Roba da professionisti.
L’abbia fatto per arruffianarsi gli umori di lettori che per quanto legati all’Italia, sono pur sempre cittadini con il passaporto americano in tasca; l’abbia fatto per compiacere la consorte, nata negli States; o – perché escluderlo – davvero convinto di quello che ha detto, fatto sta che Mastella è stato – come non mai – chiarissimo: è un presidenzialista sfegatato. Non ci sono dubbi. «Noi siamo – è sempre il Ministro della Giustizia che parla – l’unico Paese in Europa in cui il presidente del Consiglio non può mandare a casa un sottosegretario. Se Prodi volesse mandare a casa me, non potrebbe farlo! In altri Paesi europei, invece, il capo del governo può decidere». Chapeau.
Il Mastella ‘merikano ci stupisce e ci piace. Il dott. Gian Antonio Stella, sornione, si diverte a sfotterlo e propone agli americani lo scambio: «vi tenete il Mastella nostro e ci date il Mastella vostro». Io proporrei, invece, al ministro di passare ai fatti (ché la credibilità di una persona si misura in questi termini): mi piacerebbe vederlo attivo in un’iniziativa politica che traducesse, concretamente, quello che per ora è solo una bella dichiarazione. Chissà che a Mastella – tra un salto e l’altro – non gli venga in mente, veramente, di stupirci. Chissà…
Clemente Mastella, Intervista, America Oggi, Stati Uniti, USA, presidenzialismo, legge elettorale











Tu guarda cosa non ci combina il ceppalone americano!
Con i grandi uomini, quelli che restano a memoria imperitura lui non c’entra nulla; le grandi ideee, quelle che durano una vita lui non le conosce; lui è il segno del fatuo, del mutevole, del contradditorio, quello che dura l’attimo di un mattino e poi cambia. E’ come una leggera butterfly……che svolazza a destra e a manca…e che a volte si posa, succhia un po’ di nettare per se e prole, e poi via in cerca di un altro fiore.
Non ce l’ho fatta a leggere altre cose su mastella:Clemente anche se non c’è nella canzone c’azzecca alla perfezione
CLEMENTE NUN TE REGGAE PIU’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Volete farvi un’idea su quello che succede in quel di Ceppalonia: visitate il sito http://www.ceppaloni.info.
ciao