…non è in grado di percepirla

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Con la manifestazione di domani la sinistra (massimalista) di governo assieme ai no-global sono riusciti a saldare alla mistica di Carlo Giuliani la sfiga di Gabriele Sandri. Un ragazzo ucciso, il primo, da un carabiniere contro il quale stava scagliando un estintore e un tifoso, il secondo, vittima di un gesto finora incomprensibile d’un poliziotto.
Pur di affermare la leggenda nera della polizia assassina - già insita nella richiesta d’una commissione parlamentare su fatti oggetti già d’indagine da parte della magistratura - si è disposti anche a stravolgere la realtà: accomunare i tragici omicidi dei due ragazzi è cosa vile e strumentale. Il povero Sandri non stava, fino a prova contraria, né lanciando un estintore né, tanto meno, stava assaltando un defender dei Carabinieri: quando è stato ucciso dormiva per i cazzi suoi sul sedile posteriore di un’automobile.
Martedì scorso quel disobbediente di Luca Casarini sosteneva che l’omicidio di Sandri fosse una ragione in più per ritornare a Genova: «alla luce di quanto è successo ad Arezzo - sono le sue testuali parole - sarà una grande manifestazione proprio su questo tema: l’impunità della polizia e delle forze dell’ordine in generale».
C’è una sottile linea che separa il cinismo della strumentalizzazione dalla responsabilità all’istigazione. Quella linea è talmente sottile che quel disobbediente di Casarini non è in grado di percepirla.

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2 commenti

  1. Pubblicato 17 Novembre 2007 alle 02:14 | Permalink

    sono assolutamente d’accordo!

  2. Alfredo
    Pubblicato 18 Novembre 2007 alle 00:38 | Permalink

    Un ragazzo ucciso, il primo, da un carabiniere contro il quale stava scagliando un estintore

    Non si può negare che Carlo Giuliani stava lanciando un estintore,ma non è così chiaro e traparente chi abbia davvero sparato quel colpo , Placanica o qualcun altro; inoltre il sasso insanguinato accanto a Carlo Giuliani innesca dei sospetti che certamente non migliorano l’immagine delle forze di Polizia, a prescindere dal singolo “episodio”

    accomunare i tragici omicidi dei due ragazzi è cosa vile e strumentale. Il povero Sandri non stava, fino a prova contraria, né lanciando un estintore né, tanto meno, stava assaltando un defender dei Carabinieri

    E’ vero , le due morti non sono accomunabili.Dando per scontato che, in generale, non è proprio una bella cosa , per usare un eufemismo, assaltare un defender dei carabinieri, senza alcuna pretesa di giustificare tale azione, va però detto che il tutto va letto in quel contesto , cioè dopo che i carabinieri scaricavano indiscriminatamente (o come si dice dalle nostre parti uttavano mazzate a ‘ cecata) a destra e a manca manganellate e lacrimogeni su
    manifestanti assolutamente pacifici, dopo che hanno infierito (e ci sono le immagini) su persne a terra inermi e in grado di non nuocere , pestandoli a sangue, invece di contrastare i black block che sono stati causa prima del disastro di Genova

    Martedì scorso quel disobbediente di Luca Casarini sosteneva che l’omicidio di Sandri fosse una ragione in più per ritornare a Genova:

    Luca Casarini in genere non è in grado di percepire qualsiasi cosa sia di buon senso.

    Anche se non ti è simpatico Beppe Grillo:
    http://www.beppegrillo.it/2007/07/premiata_macell.html

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