Il rimescolamento di carte che c’è stato in seguito alla trovata di Berlusconi potrebbe aiutare Dini - che ha apprezzato la svolta berlusconiana - a convincersi che sia giunta l’ora di staccare la spina al governo Prodi. Dini e i suoi Liberaldemocratici sono pronti a votare contro il disegno di legge sul Welfare, perché nel testo approvato in commissione Lavoro, alla Camera, si configurerebbe «un aumento di spesa notevole rispetto ai 10 miliardi iniziali». L’azione di sfiducia, a quanto pare, dipenderebbe da cosa riuscirà a licenziare la Camera bassa. Penso che Prodi difficilmente si giocherà il posto per accontentare la sinistra comunista. D’altronde è improbabile che sia proprio la sinistra a rompere l’accordo visto che, sull’altro piatto della bilancia, pende lo “scalone” Maroni. Dini, a questo punto, non può che aspettare al varco e se la corda sarà troppo tesa credo che, questa volta, non ci pensarà due volte a spezzarla.










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Un commento
In linea di massima condivido, tuttavia un dubbio che Dini stia solo cercando visibilità mi resta.