la situazione di Forleo non è buona…

forleo.jpg«I giudici che indagano su fatti così importanti andrebbero sostenuti, più che indagati». La dichiarazione che avete appena letto é di uno che la sa lunga sugli ambienti giudiziari ché lui, prima di stare nell’attuale governo come Ministro delle Infrastrutture, la toga l’indossava pure lui. Di Pietro - perchè, ovviamente, è di lui che stiamo parlando - con quest’intervista (da cui è tratto il virgolettato precedente) chiarisce bene lo stato di confusione - o, se volete, contribuisce a spiegarne le ragioni - che s’è venuto a creare intorno al “caso Forleo“. L’ex pm di Mani Pulite nel difendere una sua ex collega usa (e non a caso) il verbo indagare - come se fosse compito dei giudici farlo - e sottintende, nel suo ragionamento, che l’attacco alla Forleo sia un attacco fatto alle inchieste sulle scalate bancarie del 2005 - come se quelle inchieste fossero tutte appannaggio della Forleo e non della procura della Repubblica di Milano. Tutto questo chiacchiericco, amplificato e distorto dai riflettori degli studi televisivi, non ha fatto altro che ingarbugliare la faccenda sicché - ed è opinione di molti - l’azione disciplinare promossa contro la Forleo non sarebbe altro che una manovra politica ispirata da “ambienti istituzionali” che vogliono screditarla. Eppure l’inchiesta - quella stessa inchiesta su cui ha lavorato il gip di Milano - sarà presto dinnanzi al giudice per le indagini preliminari.
L’ordinanza della Forleo, dice il procuratore generale della Cassazione è “abnorme” e anche se il suo non è un giudizio condiviso da molti degli addetti ai lavori, è pur sempre un giudizio autorevole - soggetto a regole e a controlli - che andrà, semmai, confutato dal Csm. Quello che purtroppo in tutta questa storia s’è perso di vista è che esistono delle procedure (a tutela di tutti) e una macchina giudiziaria preposta - per legge - a vagliare il rispetto o il dispetto delle normative. Il protagonismo del giudice milanese - la Forleo, dico - le sue ipotesi, i complotti diffusi a piena voce sui talk show, le lacrime, l’isterismo, il chiacchiericcio, le querele a raffiche (gestite, quest’ultime, da un’altra femmina feroce, Giulia Bongiorno) non hanno fatto altro che creare un “caso Forleo” che, paradossalmente, ha ottenuto il disastroso effetto di oscurare gli interrogativi - più che legittimi - sulle scalate bancarie (si veda, a tal proposito, il post di Maurizio). Se oggi tutti s’interrogano sul futuro della Forleo e non s’interessano più su che cos’è accaduto nel 2005 è opera del caos e degli schizzi di merda (abbondanti) che sono conseguiti dal fracasso autoprodotto dal gip stesso. Insomma, per farla breve, se non fosse esistito un “caso Forleo” la politica avrebbe dovuto faticare parecchio per inventarne uno.

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5 commenti

  1. Pubblicato 30 Novembre 2007 alle 07:34 | Permalink

    “…usa (e non a caso) il verbo indagare - come se fosse compito dei giudici farlo…”

    Scusa ma GIP vuol dire proprio questo: giudice per le INDAGINI preliminari. Quindi il suo scopo è proprio indagare per verificare se sussistono gli estremi per proseguire.
    Cmq quello che dici tu sarebbe tutto giusto in uno stato di diritto, ma in Italia non è più così purtroppo. Il CSM è politicizzato, quindi le ‘procedure’ non garantiscono più nulla. Magistratura ed esecutivo, non sono più indipendenti (come sancito nel ‘47). Il ‘casino’ non lo ha fatto la gip, ma i giornali di regime, appositamente, per screditare e distogliere l’attenzione sul problema vero (Unipol-BML-Consorte-D’Alema-Fassino). Stesso sistema adottato con De Magistris. Dobbiamo renderci conto di questo attacco, altrimenti hanno vinto loro. Se fosse accaduto ciò durante il Governo Berlusconi, sarebbe successo il finimondo.

  2. Pubblicato 30 Novembre 2007 alle 09:58 | Permalink

    [...]il suo scopo è proprio indagare per verificare se sussistono gli estremi per proseguire.

    Le funzioni attribuite al gip - sia ben chiaro non lo dico io - sono preordinate a garantire l’indagato nella fase delle indagini preliminari: non ha autonomi poteri di iniziativa probatoria (a differenza del giudice istruttore), ma provvede solo su istanza di parte.

    quello che dici tu sarebbe tutto giusto in uno stato di diritto[...]

    questa è una tua (rispettabilissima) opinione ma concedimi almeno il dubbio di ritenerla non condivisibile.

    non lo ha fatto la gip

    Andare da Santoro, secondo me, è stata la più grande stronzata che abbia potuto fare. Ma questo l’ho già detto da te, un po’ di tempo fa…

  3. Pubblicato 30 Novembre 2007 alle 20:02 | Permalink

    Ma perché ti fissi sempre sui cavilli?
    Guarda la sostanza. Un magistrato indaga su illeciti che coinvolgono politici (se leggi le intercettazioni telefoniche capisci l’entità della faccenda) e i politici - per tutta risposta - lo bloccano. E’ accaduto con De Magistris e con la Forleo. Ma io dico: se tu sei innocente e qualcuno indaga su di te, tu preferisci stroncarlo sul nascere - alimentando dubbi - o preferisci farlo proseguire perché sei sicuro della verità, così da garantirti l’assoluzione piena? Io opterei per la seconda ipotesi. La Forleo, se l’avessero lasciata indagare, non avrebbe potuto inventare reati non commessi, ne convieni? Quindi, mi chiedo, perché accanirsi sui cavilli e presunte irregolarità quando in passato una pletora di magistrati hanno fatto di peggio (in fatto di irregolarità) ma mai nessuno ha fiatato? Non ti suona dissonante tutto ciò?

  4. Pubblicato 30 Novembre 2007 alle 20:26 | Permalink

    No, Maurizio, quelli non sono cavilli: sono il sale della democrazia.

    se leggi le intercettazioni telefoniche

    le ho lette, e le trovo assolutamente sconcertanti: ci sono tante cose che emergono da quelle intercettazioni che non quadrano. Ma queste sono verità che dovranno emergere dal processo - nel rispetto delle regole - e non durante una puntata di AnnoZero.
    La sensazione che no ho tratto - a legger le varie indiscrezioni trovate sui giornali - è che i leader politici non si sono limitati a osservare una contesa di mercato ma sono intervenuti, con il peso del loro ruolo pubblico, a vantaggio dei loro protetti. Berlusconi indica a Ricucci il partner industriale per l’assalto a via Solferino e scrutina i possiili mediatori. D’Alema consiglia a Consorte l’acquisto di pacchetti azionari mentre Fassino e Bersani incontrano l’ex governatore della Banca d’Italia (l’arbitro) per spingere una fusione Unipol-Monte dei Paschi-Bnl. Di questi intrecci sarebbe interessante poter avere una verità giudiziaria ed è proprio su questo groviglio che la Forleo ha generato il caos facendo, a mio avviso, il gioco degli stessi imputati.

    [...]Non ti suona dissonante tutto ciò?

    certo. Ed è proprio perché in seguito a quelle stonature qualcuno si tolse la vita (tanto era assordante quel tintinnar di manette) che quando leggo certe cose mi vengono i brividi di freddo.

  5. Pubblicato 1 Dicembre 2007 alle 15:21 | Permalink

    Concordiamo nel merito in linea di massima, ma tu vedi l’operato della Forleo come - ad essere buoni - maldestro. E’ qui che dissento. Io vedo invece l’azione congiunta di vari poteri, tra cui la magistratura stessa, al fine di bloccare l’indagine. Ciò che tu vedi come maldestro o scorretto è stato solo un atto di difesa.
    Il caos non è stato creato dalla Forleo ma dai giornali di regime.

    Infine, se quei cavilli fossero il sale della democrazia (cosa che non è a mio avviso), allora come ti spieghi il fatto che gli stessi magistrati ed ex-magistrati che oggi la accusano, in passato fecero di peggio? Sono molti i magistrati che hanno parlato in televisione entrando persino nei contenuti delle indagini che seguivano. Nessuno però ha mai avuto da obiettare. Dolcino Favi che avocò l’indagine di De Magistris, in passato fu persino oggetto di inchiesta parlamentare a causa dei suoi metodi irregolari. E’ questa la dissonanza che vedo: due pesi e due misure, il bue che dice cornuto all’asino, l’indagato che indaga sull’indagatore (cosa mai vista in passato e permessa oggi solo GRAZIE alla riforma Castelli del Governo Berlusconi).

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