Daily Archive for dicembre 4th, 2007

ti mette le ali…

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”.

(Mt, 2:1-2)

red bull.jpgConsiderare blasfemo uno spot come quello della Red Bull è da fondamentalisti se si considera, ad esempio, che ci sono in giro pubblicità in cui San Pietro appare come un qualunque portinaio – con tutto il rispetto per i portinai – che prepara il caffé ai condomini. Ma, al di là delle (facili) critiche e del fatto che un chierico qualunque possa decidere – in Italia, solo in Italia – di bloccare lo spot natalizio di una bibita quello che qui volevo sottolineare è il fatto che Don Marco Damanti – questo è il nome del chierico fustigatore – deve aver letto poco e male i sacri testi, o forse ne ha conservato un ricordo piuttosto confuso, diciamo, per esser gentili, a cazzo di cane. Il Vangelo secondo Matteo è l’unica fonte biblica – quindi manco a dire che ne doveva leggere tanti di testi sacri – a descrivere l’episodio dell’adorazione. Matteo – il versetto è riportato in testa a questo post – parla di alcuni Magi: «non fornisce il numero esatto dei Magi – si legge da wikipedia – ma la tradizione più diffusa, basandosi sul fatto che vengono citati tre doni, parla di tre uomini. In realtà, il testo greco non ne indica né il numero né tantomeno i nomi; parla solo di alcuni Magi dall’oriente (μαγοι απο ανατολων )».
«L’immagine della sacra famiglia – ha dichiarato don Marco Damanti – è stata raffigurata in modo blasfemo. Malgrado gli intenti ironici della Red Bull e degli autori dello spot è stata intaccata la Natività, e con essa la sensibilità dei cristiani». Sticazzi!

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we don’t do God…

tony blair.jpg

«Da noi se credi in Dio – s’è lamentato Tony Blair – ti danno del pazzo». Stranamente qui da noi – in Italia, dico – succede esattamente l’opposto. Sarà anche per questo che l’Italia è un paese di merda e l’Inghilterra no?

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Ma lei si sente discendente da uno scimpanzè?

«Io sono per la redenzione e per la creazione, che ci dice da dove veniamo. La redenzione ci dice dove andiamo». (Rosa Scimpanzè Alberoni).
Dichiarazioni, ne converrete, pungenti se non epocali che Darwin si sarebbe cagato sotto nel sentirsele vomitare addosso. Con tanta sprezzante convinzione e pacatezza poi. Fortuna che quelli che appoggiano le sue – di Rosetta, intendo – elucubrazioni provano a sembrare intelligenti, altrimenti… brr… c’ho i brividi.
Ma quello che è interessante – ed è stato questo che m’ha squarciato un velo stamani – è il fine quesito che ci pone il Cardinal Renato Martino (si, è vero, è all’intervistatrice che si rivolge ma si capisce che il prelato vorrebbe chiedercelo a noi) : «Ma lei si sente discendente da uno scimpanzè? io no!». Ora, solo ora, capisco il perché

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Speriamo che ce ne siano altre…

chavez1.jpgQuello che è interessante osservare è che la bocciatura (51 a 49%) del referendum costituzionale voluto da Chavez è stata determinata, in larga misura, dell’alto astensionismo (oltre il 44 percento) il che potrebbe stare a indicare un forte calo di consenso tra i suoi stessi sostenitori. Si è trattato, in ogni caso, di un gesto di grande maturità da parte del popolo venezuelano e, in modo particolare, degli studenti alla guida del movimento di opposizione, che — per fortuna — non si sono lasciati ingannare e hanno percepito che erano chiamati a votare la morte della democrazia. Chapeau!
É chiaro che non c’è da star tranquilli. C’è da aspettarsi — a legger bene tra le righe — che Chavez riproponga molto presto il referendum. Dopo aver ammesso la sconfitta, infatti, il líder máximo venezuelano (che resterà al potere fino al 2013 e ha già trasformato il Congresso in una camera di ratifica) ha ribadito che insisterà comunque «nella battaglia per costruire il socialismo», aggiungendo che le riforme sono fallite «per ora» ma che restano ancora «vive»: «Questa — ha commentato Chavez — non è una sconfitta. É un altro “per ora”» (verrebbe da dirgli ¿Porque no te callas? ma sappiamo che sarebbe una vana richiesta).
La bocciatura del referendum, comunque, fa registrare una battuta d’arresto nei piani di Chavez o, se preferite, un passo decisivo in avanti verso la vera democrazia e, comunque, resta ed è — è questa la cosa più importante — la prima vera sconfitta incassata dal dittatore dopo nove anni di vittorie senza appello! Speriamo che ce ne siano altre.

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