Ma lei si sente discendente da uno scimpanzè?

«Io sono per la redenzione e per la creazione, che ci dice da dove veniamo. La redenzione ci dice dove andiamo». (Rosa Scimpanzè Alberoni).
Dichiarazioni, ne converrete, pungenti se non epocali che Darwin si sarebbe cagato sotto nel sentirsele vomitare addosso. Con tanta sprezzante convinzione e pacatezza poi. Fortuna che quelli che appoggiano le sue - di Rosetta, intendo - elucubrazioni provano a sembrare intelligenti, altrimenti… brr… c’ho i brividi.
Ma quello che è interessante - ed è stato questo che m’ha squarciato un velo stamani - è il fine quesito che ci pone il Cardinal Renato Martino (si, è vero, è all’intervistatrice che si rivolge ma si capisce che il prelato vorrebbe chiedercelo a noi) : «Ma lei si sente discendente da uno scimpanzè? io no!». Ora, solo ora, capisco il perché

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7 commenti

  1. Pubblicato 4 Dicembre 2007 alle 09:08 | Permalink

    Osceno che il telegiornale nazionale faccia un servizio così senza esporre nemmeno uno straccio di parere discordante.

  2. Pubblicato 4 Dicembre 2007 alle 09:12 | Permalink

    @anonimo: Osceno che un telegiornale nazionale faccia un servizio così. Punto.

  3. Pubblicato 4 Dicembre 2007 alle 11:30 | Permalink

    tira una brutta aria, ma brutta brutta brutta. non so se il fatto che in italia siamo al terzultimo posto per lo studio delle materie scientifiche sia solo una mancanza di istruzione o siano scelte orientate.

  4. Alfredo
    Pubblicato 4 Dicembre 2007 alle 15:59 | Permalink

    Pur non avendo studiato a fondo la teoria di Darwin, a primo acchitto non mi sento di dire che Darwin abbia scritto stronzate.Ma quello che vorrei rispondere al cardinale Martino: anche , se , l’uomo non discendesse dalle scimmie, ma fosse stato creato da un essere superiore, che può essere chiamato Dio, non è vero che forse che gli uomini (anche quelli “investiti come lei”, dall’alone divino), il più delle volte si comporta più barbaramente delle scimmie?

  5. yoshi
    Pubblicato 5 Dicembre 2007 alle 16:54 | Permalink

    La teoria evoluzionistica non documenta mica tutta la storia delle specie del nostro pianeta. Se una persona che crede nella religione vuole credere all’intervento divino nel processo che porta alla comparsa dell’uomo non c’è nulla di strano, nulla che tenda all’oscurantismo o all’irrazionalità (non in misura maggiore di quella che si vuole attribuire a chi crede in generale in Dio).
    Ogni volta che si parla di evoluzionismo sembra che qualcuno stia negando che i gravi cadono verso il basso o che la terra giri intorno al sole. Semplicemente delle persone religiose vedono in un fenomeno che la scienza non spiega nè documenta in maniera completa un disegno provvidenziale.

    Nessuno di questi cardinali dice che le specie non si evolvono, non esistono le mutazioni e la selezione naturale. Ma voi siete troppo impegnati a leggere gli stupidi commenti dei giornali per prendervi la briga di controllare cosa dicono i cardinali.

    Semplicemente: dimostrare che non c’è un intervento provvidenziale nella evoluzione delle specie sulla Terra è come voler dimostrare che Dio non esiste.
    Non si può dimostrare l’assenza di una realtà trascendente, così come la scienza non può dimostrare che i miracoli sono impossibili. Dove per miracolo si intende un evento in contrasto con le leggi scientifiche conosciute, da qui la tautologia.

    E questo anche per dire che vedere l’istruzione scientifica contrapposta alla religione è sbagliato. Inutile elencare i numerosi scienziati e filosofi educati all’interno della Chiesa o essi stessi parte di questa che si sono succeduti nel passato… li dovreste conoscere. La Chiesa ha una tradizione millenaria di cultura in tutte le discipline (ora qualcuno di voi vuole scrivere di Galileo certamente… ma mi risparmio la riposta confidando che chi ha avuto questo per mente la trovi da sè)

    La cultura scientifica in Italia langue perché negli anni 50, 60 e 70 si è voluta creare questa figura dell’intellettuale letterato (spesso ateo tralaltro) da mettere sul piedistallo mortificando tutte le figure culturali di ambito tecnico e scientifico e definendo per i decenni a venire i rispettivi valori di prestigio.

    Nei secoli, al contrario, l’Italia aveva avuto grande tradizione tecnica scientifica (basti vedere le cupole di qualche chiesa e magari uno se lo rammenta più facilmente), e soprattutto nella matematica pura.

  6. Pubblicato 5 Dicembre 2007 alle 23:48 | Permalink

    @Yoshi
    Se parli di entità trascendente, devi necessariamente includere anche la fatina dei denti.
    Il darwinismo precisamente documenta l’intera evoluzione della vita nel nostro pianeta. Certo esistono dei buchi, ma nel momento in cui si riempie uno di questi buchi, i cardinali dicono: “ecco, dove c’era un buco, ora ce ne sono due”.
    La teoria evoluzionista è falsificabile, e questo la rende plausibile, mentre la teoria creazionista non lo è, per questo è semplicemente ridicola.
    Se ho capito bene, tu dici che ciò che la scienza non può spiegare, può essere spiegato con la religione. Ma perché non con il giardinaggio o con la gastronomia? Non penso che il teologo (o lo sciamano) abbia maggiori possibilità dello scienziato, e neanche del giardiniere o del sommelier.
    Perdona il tono caustico, ma se ci troviamo a discutere di darwinismo contro creazionismo è anche perché troppa gente è stata troppo diplomatica per troppo tempo. Se mi vieni a dire che il pensiero dei cardinali sul darwinismo e come lo stanno imponendo a tutta l’America è plausibile e giustificabile, scusa, ma aspettati disinteresse e dileggio.

  7. Pubblicato 6 Dicembre 2007 alle 06:24 | Permalink

    Quando di mezzo c’è la Chiesa, la regola è “tre passi avanti e due indietro”. Sempre.

    Tanto per dirne una il 22 ottobre 1996 Karol Wojtyla (che nel nuovo Catechismo della chiesa cattolica, diffuso nel ‘92 proprio sotto il suo pontificato, aveva allegramente glissato su tutte le questioni scientifiche) fece un passo avanti verso l’evoluzionismo con l’ormai noto messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze in cui ebbe l’ardire di farsi scappare dalle labbra : “Nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi”. Pur partendo dalla Humani Generis di Pio XII, il pontefice riconosceva che l’evoluzionismo era diventato ormai qualcosa di più che una mera ipotesi! Da qui ci sono stati, negli anni a venire, da parte della chiesa, timidi passetti avanti ma anche indietro (l’arcivescovo Christoph Schönborn, che pure viene considerato uno degli esponenti più “moderni” delle gerarchie cattoliche, definì il messaggio di Giovanni Paolo II “vago e poco importante”, indicando in pratica la teoria del disegno intelligente come la più coerente con l’insegnamento cattolico, poiché non ammette alcuna mutazione casuale). “Per definizione, un’ipotesi può essere vera o falsa. Affermare che la teoria della evoluzione – è Monsignor Gianfranco Basti a parlare - è più che un’ipotesi significa far assumere alla teoria un livello di verosimiglianza sempre più alta […] Oggi si può guardare alla ipotesi evolutiva con maggiore rispetto perché ha una consistenza esplicativa che non aveva in origine [cioè al tempo in cui fu formulata la teoria darwinista]”. A dare man forte a Mons. Basti c’è stato pure Sua Eccellenza Paul Poupard (quello che nel 2000, dopo 11 anni di studio – acuto e meticoloso il ragazzo! -, arrivò a dire che il cardinal Bellarmino aveva torto e Galileo Galilei aveva ragione, sì, la terra gira e il sole sta fermo, più o meno) fu ancora più esplicito, e invitò a “non confondere la posizione della Chiesa cattolica con quella dei cristiani fondamentalisti” americani (per intenderci, quello che pongono il Fondamento sulla letteralità delle Scritture, Eva nata da una costola di Adamo e cose del genere), rafforzando il suo profilo di avanguardista nelle sante gerarchie. Secolarismo? Cedimento allo scientismo? Pericolosa apertura a teorie intrinsecamente ateistiche? Se sì, siamo sull’onda di un processo lento, lentissimo.
La posizione della Chiesa che pare avere l’imprimatur dalle alte gerarchie é quella di un “teismo evoluzionista, che accetta l’evoluzione, ma vi riconosce presente il progetto del Dio creatore” - il sublime fascino di un medio in cui, si sa, volendo, ci stat virus: tra un “creazionismo fondamentalista che […] si attiene alla lettera del racconto della creazione nella Genesi” e ad un “neo-darwinismo che […] rimette tutto alla casualità e alla selezione secondo la legge del più forte”. Ma – come giustamente faceva notare anonimo italiano - più che “teoria del disegno intelligente”, pare di stare a guardare un “disegno furbo” che, intelligentemente, si fa teoria.

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