Speriamo che ce ne siano altre…

chavez1.jpgQuello che è interessante osservare è che la bocciatura (51 a 49%) del referendum costituzionale voluto da Chavez è stata determinata, in larga misura, dell’alto astensionismo (oltre il 44 percento) il che potrebbe stare a indicare un forte calo di consenso tra i suoi stessi sostenitori. Si è trattato, in ogni caso, di un gesto di grande maturità da parte del popolo venezuelano e, in modo particolare, degli studenti alla guida del movimento di opposizione, che — per fortuna — non si sono lasciati ingannare e hanno percepito che erano chiamati a votare la morte della democrazia. Chapeau!
É chiaro che non c’è da star tranquilli. C’è da aspettarsi — a legger bene tra le righe — che Chavez riproponga molto presto il referendum. Dopo aver ammesso la sconfitta, infatti, il líder máximo venezuelano (che resterà al potere fino al 2013 e ha già trasformato il Congresso in una camera di ratifica) ha ribadito che insisterà comunque «nella battaglia per costruire il socialismo», aggiungendo che le riforme sono fallite «per ora» ma che restano ancora «vive»: «Questa — ha commentato Chavez — non è una sconfitta. É un altro “per ora”» (verrebbe da dirgli ¿Porque no te callas? ma sappiamo che sarebbe una vana richiesta).
La bocciatura del referendum, comunque, fa registrare una battuta d’arresto nei piani di Chavez o, se preferite, un passo decisivo in avanti verso la vera democrazia e, comunque, resta ed è — è questa la cosa più importante — la prima vera sconfitta incassata dal dittatore dopo nove anni di vittorie senza appello! Speriamo che ce ne siano altre.

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